Isnart: “Chi è senza identità digitale non esiste”

Digitale, innovazione, accessibilità e sostenibilità. Sono le quattro parole magiche del turismo che verrà. Le hanno citate più volte i relatori nel corso dell’appuntamento che Isnart ha dedicato all’industria turistica. In particolare Roberto Di Vincenzo, presidente Isnart, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, che si è soffermato sul progetto dell’Osservatorio.

“L’anno è ancora difficile – ha esordito Di Vincenzo -, ma ci sono state alcune novità che si sono rivelate utili per ripartire. Abbiamo delle date per l’apertura e questo settore vive di date, servono per far tornare le prenotazioni”. La premessa, secondo il presidente Isnart, è che esistono ancora dei territori in Italia che devono abituarsi a muoversi assieme, con una strategia comune, e il pubblico deve fare la sua parte per ciò che attiene le infrastrutture. “Alla complessità del settore – ha aggiunto – si deve dare risposta costruendo strategie”. Il tema di fondo è quello di comprendere i valori del turismo, non solo contarne le presenze ma individuare il valore aggiunto, ricordandosi che la destinazione turistica è il prodotto”.

“La complessità del turismo – ha commentato – impone strumenti di lettura e di governo adeguati. Servono competenze solide e le nuove specializzazioni richieste possono essere affrontate con analisi complesse e trasversali che tengano conto dei molteplici fenomeni che interessano il settore. Aiutare le imprese con il nostro Osservatorio sui big data costruito in due anni è il nostro obiettivo, in particolare tenendo a mente che c’è ancora una scarsa presenza di operatori turistici sulle piattaforme e chi è senza identità digitale non esiste”.

Dare informazioni economiche, sviluppare le destinazioni e accompagnare le imprese nell’intercettare nuove potenzialità di sviluppo sono le basi di un progetto “che collima con il Pnrr”. Parlando di big data, Isnart fa riferimento a 150 fonti analizzate per 12 milioni di stringhe di dati e oltre 200 variabili territoriali per destinazione turistica.

Per Di Vincenzo “è importante definire la concreta configurazione delle destinazioni turistiche e la sua mutevolezza nel tempo, anche in base alle percezioni dei visitatori. E’ necessario – ha proseguito – porre le basi per formulare una proposta organica delle peculiarità italiane rispettosa della diversità”.

Il trend che Isnart avverte è che le aree interne saranno la nuova meta turistica del Paese per il traffico domestico e non solo, anche per la ragione che permette di organizzarsi in tempi brevi. “Il territorio che sarà riuscito ad organizzarsi bene – ha dichiarato il presidente – potrà dare una risposta che rimarrà nel tempo, tenendo conto che a fronte di una presenza ci vuole un servizio”. Lato turisti, inoltre, Isnart ha rilevato che gli argomenti su cui si concentrano maggiormente i giudizi dei visitatori riguardano l’organizzazione della destinazione, le caratteristiche dell’esperienza individuale e solo per ultimo la qualità dei servizi.

Laura Dominici

Tags: ,

Potrebbe interessarti