La Spagna adotta una politica green

Si fa presto a dire sostenibilità. Di solito la si pensa in relazione all’ambiente, in realtà si declina in più ambiti, da quello economico a quello sociale. E’ diventata occasione di svolta per le destinazioni, soprattutto ora, che è tra le motivazioni che sottostanno alla scelta della vacanza. Necessita di una strategia mirata, standard di misurazione, presuppone una correlazione con il territorio e gli abitanti in un unicum di responsabilizzazione, anche e soprattutto del turista viaggiatore. C’è chi l’ha inserita nelle politiche di sviluppo, come la Spagna e il recente e-MARTEDITurismo “Autentica e green, la Spagna punta sull’ambiente”, organizzato da Guida Viaggi, è stato l’occasione per conoscere il modello spagnolo.
Il Paese oltre all’appeal balneare, si afferma come meta green grazie al percorso virtuoso intrapreso. “La Spagna è pronta a partire, dando risposta alle esigenze di un turista che cerca la sostenibilità, fattore di cui in Italia si tiene conto per decidere dove andare”, afferma Isabel Garaña, direttrice ente del Turismo Spagnolo a Milano. La sostenibilità è una circolarità in cui la Spagna sta facendo un buon lavoro. “Il turismo è un fenomeno complesso – afferma Garaña -, stiamo cercando in Italia un turista di qualità”. Il che non vuol dire che “spende di più, ma che è consapevole, responsabile, vuole viaggiare e apprezza l’autenticità. E il turista italiano è così”. Dal canto suo il governo spagnolo investirà circa 2 mld di euro nelle destinazioni del Paese per rafforzare la loro dimensione sostenibile, lavorando anche con le mete mare.

Formentera e Tenerife
Formentera sta lavorando da anni sul rispetto della sostenibilità. “Per noi – dice Alejandra Ferrer, assessore al Turismo Isola di Formentera – è importante differenziarci dalle altre destinazioni, per farlo abbiamo realizzato un progetto che prevede la regolazione dell’ingresso dei veicoli nell’isola. E’ un progetto pilota e funziona benissimo”. L’isola, tra le sue politiche, dà importanza anche alla parte balneare e dell’interno, con un progetto mirato al recupero dell’agricoltura, grazie alla nascita della Cooperativa del Campo. Si lavora per preservare cultura e tradizioni. Da qui la nascita di una ruta verde, ma c’è anche una ruta sportiva e legata al bird watching.
Tenerife è l’esempio di una progettualità protratta nel tempo, non scandita da progetti spot, ma di lungo corso. Lo scorso 20 aprile ha ricevuto la certificazione biosfera da parte dell’Istituto di turismo responsabile, il che “l’accredita come destinazione turistica sostenibile”, racconta Nuria Lorenzo, responsabile mercato italiano Turismo di Tenerife. Per poter raggiungere gli obiettivi porta avanti un lavoro che vede coinvolti locali e aziende. Il 48% dell’isola è rappresentato da aree protette, “la natura per noi è importante – afferma Lorenzo – così come il preservarla”. La costa Sud dell’isola è Patrimonio mondiale delle balene, pertanto si lavora “per avere una carta di qualità per l’osservazione dei cetacei”.

Unwto e gli standard di misurazione
Serve una politica regolatoria per tutelare la sostenibilità e lo sviluppo economico? Alessandra Priante, direttore per l’Europa Unwto, parte da alcuni dati, quali il calo dell’87% di arrivi internazionali a gennaio 2021, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Un dato mai visto prima – commenta -. La nostra missione è promuovere un turismo sostenibile, da qui la necessità di spiegare agli Stati membri che la sostenibilità è una conditio sine qua non, che da parola carina posta accanto alla policy o al nuovo disegno di legge o alla nuova strategia deve diventare una pratica che si estende in orizzontale e in verticale”, cioè dal governo al consumatore e viceversa. Priante, nell’analizzare gli effetti della pandemia, osserva che quando si introduce “una variabile sanitaria nella scelta dell’offerta, è chiaro che la sostenibilità diventa un valore aggiunto, quell’elemento in grado di comunicare al turista che la destinazione ha un’attenzione particolare a una serie di variabili e ha stabilito priorità che guardano al benessere”. Tra le iniziative messe in atto dall’Unwto, c’è anche il rafforzamento del network di osservatori del turismo sostenibile, perché “quando si fanno le policy bisogna anche introdurre gli strumenti di misurazione”.
E Unwto ha creato gli standard della misurazione del turismo sostenibile.

Consapevolezza e integrazione
La sostenibilità deve essere resa fruibile anche in termini di consapevolezza dei turisti, sottolinea Gianluca Mancini, direttore WWF Travel/Biosfera Itinerari, che lega il tema della biodiversità e della conservazione al Covid, che rappresenta una minaccia per la tutela degli animali “a seguito della mancanza di fondi, il che ha un impatto immediato sulla conservazione, impedendo la difesa dal bracconaggio”. Mancini pone l’accento su un altro aspetto importante: “Integrare le comunità locali che confinano con le aree naturali per renderle partecipi dei progetti turistici che coinvolgono le aree stesse”.
Quello della convivenza tra comunità e territorio è un elemento caratterizzante il cicloturismo. “Chi viaggia in bici percorre tutto il territorio, lo assapora, parla con le persone e si porta a casa le emozioni che ha provato, pedalando”, racconta Michele Mutterle, area cicloturismo Fiab e responsabile Albergabici. Un turismo che entra in punta di piedi, “siamo pochissimo invasivi nei movimenti”. Non solo, “cresce dove il turismo rimane integro”. A suo dire “la Spagna sta comprendendo l’importanza del cicloturismo, ma si può fare di più” e in tal senso è “sufficiente imparare dal Nord Europa”.

Il ruolo dei Paradores
Qual è il ruolo dei Paradores nel turismo green? Barbara García, international área sales manager Paradores, risponde con i numeri. L’azienda conta 98 strutture. Circa il 40% è in prossimità di aree naturali e protette.
“E’ socialmente responsabile e impegnata per la difesa dell’ambiente. Gli alberghi stessi sono elemento fondamentale per lo sviluppo della comunità locale”.
Tra le iniziative è stata aperta una strada alla certificazione ambientale delle strutture, si lavora per la riduzione delle emissioni di carbonio, inoltre, il 100% dell’energia elettrica consumata proviene da fonti rinnovabili.

Il rischio da evitare
In tutto ciò non c’è il rischio che una domanda eccessiva possa mettere in crisi un territorio non preparato? Secondo Mancini “sì”.
Da qui la necessità di trovare “un equilibrio in alcune mete che superano un limite”, come le Galapagos, a rischio overtourism, ma ci sono esempi dove il turismo “ha favorito la nascita delle specie”. E questo perché “può portare grossi benefici se dosato”, ma anche “conseguenze molto negative, pertanto compito delle destinazioni è saper trovare un equilibrio tra i benefici economici e gli effetti negativi sull’ambiente e sulla biodiversità”.

Stefania Vicini

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