Borsa Italiana: al Pnrr ruolo chiave per il rilancio turistico

“Senza la ripartenza del turismo non può esserci la tanto auspicata ripresa economica”. A dirlo un’analisi condotta da Borsa Italiana, che sottolinea: “Dopo più di un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19 i segni delle ferite economiche, sociali e sanitarie sono ancora profonde nel nostro Paese. Il turismo è uno dei settori che ha risentito in modo più violento della crisi sanitaria. Le misure introdotte per limitare i contagi nel mondo hanno portato a una quasi completa cessazione delle attività turistiche in maniera improvvisa, diffusa e simultanea”.

Riprendendo i dati dell’Unwto, Borsa Italiana spiega che gli arrivi turistici internazionali sono diminuiti di circa il 75% e i livelli sono tornati indietro di quasi 30 anni. E’ stato stimato un calo di quasi 1 miliardo di arrivi, con un impatto economico che vale circa 2 trilioni di dollari (il 2% del Pil mondiale); circa 100 milioni di posti di lavoro sono a rischio, specie tra le donne e i giovani.

Secondo le elaborazioni di Borsa Italiana su dati del Wttc “il turismo è uno dei principali motori per l’economia mondiale. La filiera del turismo – che coinvolge oltre al settore ricettivo anche la ristorazione, i trasporti, i servizi culturali e museali – vale quasi il 10% del Pil globale e occupa più di 300 milioni di persone (10,6% del totale). L’Italia è una delle principali mete dei viaggi internazionali e il turismo rappresenta un settore fondamentale per l’economia del Paese”.

Secondo le elaborazioni di Borsa Italiana su dati di Banca d’Italia, “le limitazioni degli spostamenti dentro il territorio nazionale e dall’estero, aggiunte alle chiusure totali o parziali di attività correlate al comparto turistico, hanno determinato una caduta del fatturato che ad aprile 2020 ha raggiunto il 95% rispetto a un anno prima. Dopo il parziale recupero nei mesi estivi, in autunno la seconda ondata di contagi ha reso necessario un rafforzamento delle limitazioni sia in Italia che negli altri Paesi, oltre alla sospensione delle attività legate al turismo invernale. Ciò ha determinato una nuova, profonda, caduta di presenze turistiche e fatturati, che in alcuni comparti ha superato l’80% rispetto a un anno prima. Nella media del 2020 il fatturato del comparto turistico è diminuito di quasi il 60%. Il calo delle presenze turistiche totali è stato superiore al 50% rispetto al 2019. Nei primi mesi del 2021 la gravità della situazione sanitaria dentro e fuori dall’Italia ha impedito la riapertura delle attività del comparto”.

Borsa Italiana prosegue dichiarando che la campagna vaccinale “sta portando i primi importanti risultati. In Italia quasi 30 milioni di individui sono stati vaccinati con almeno una dose e nell’ultima settimana si è avuto un calo dei nuovi casi di contagio e di ospedalizzazione che si avvicina al 90% rispetto ai picchi precedenti. Le prospettive nel breve periodo sono dunque in miglioramento anche per il contestuale progresso registrato nel resto d’Europa”. Il settore, pur in mezzo a tante difficoltà, si sta preparando per ripartire. “Ma bisogna tener conto di alcuni cambiamenti prodotti dall’esperienza della pandemia – sottolinea l’indagine – non solo nell’organizzazione e nelle strategie delle aziende turistiche ma anche nei comportamenti e nelle scelte dei viaggiatori stessi, più orientati verso un turismo di prossimità e maggiormente attenti alla sostenibilità ambientale”.

Per questo si auspica un appropriato sostegno da parte della politica, attraverso l’introduzione di misure adeguate a colmare i gap strutturali del settore in Italia. “Qualcosa è previsto nel Pnrr – conclude l’analisi di Borsa Italiana –: sono stanziati, infatti, investimenti per 6,68 miliardi di euro nel comparto “Turismo e cultura”. Di questi, circa 3,4 sono direttamente dedicati alle attività turistiche e sono destinati a migliorare le strutture turistico-ricettive con l’obiettivo di elevare la capacità competitiva delle imprese e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi. Si tratta di un primo, importante, passo per rilanciare il comparto”.

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