Ita: primo accordo governo-Ue, definiti i parametri

Per Ita è stato raggiunto un primo accordo tra il nostro governo e la Commissione europea, anche se, come scrive Il Corriere della Sera, a decidere il destino del nuovo vettore saranno i tavoli tecnici che si terranno nelle prossime settimane, oltre alle gare per la vendita degli asset della vecchia compagnia in amministrazione straordinaria. In primis il marchio Alitalia, che, precisa il quotidiano, non potrà passare automaticamente a Ita, ma dovrà essere vinto all’asta. Sono alcuni degli elementi emersi a seguito dell’incontro che si è tenuto ieri, durante il quale la commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, mentre in collegamento da Roma, c’era il ministro dell’Economia, Daniele Franco.
Giorgetti ha fatto presente che sono stati fatti “dei passi in avanti, ma non è finita, ci sono tanti passaggi tecnici e non solo. Però sicuramente oggi è una tappa importante verso la soluzione del problema”. Bruxelles ha posto l’accento sull’intesa “sui parametri chiave per garantire la discontinuità economica tra Ita e Alitalia”. IlCorriere ricorda che sono due le indagini per aiuti di Stato, per 1,3 miliardi, che la Ue “sta portando a termine”.
Quanto al decollo di Ita, questo dovrebbe essere in due tempi, scrive il Corriere. Verso agosto sul fronte commerciale, con il vettore che inizia a vendere i biglietti per conto di Alitalia, che gestirà i voli. E in autunno, sul fronte operativo.

Intanto i 100 milioni di euro previsti dal decreto Sostegni bis daranno ad Az la tranquillità per affrontare il prossimo trimestre. “Abbiamo il dovere di garantire l’operatività nella stagione estiva — ha detto Giorgetti —, poi ci sarà una nuova compagnia”. Inoltre, il ministro ha anche fatto presente alla commissaria Vestager il tema della continuità territoriale con la Sardegna che Az deve garantire.

I parametri decisi con la Ue

Ecco quanto è stato concordato con la Ue. Ita potrà acquistare il ramo aviation di Alitalia tramite trattativa diretta. La flotta sarà più che dimezzata, si parla di 50-52 aerei, il personale sarà ridotto, circa 2.500 tra piloti, assistenti di volo e quartier generale, contro i circa 6.000 attuali, da assumere con un nuovo contratto. Inoltre, ci saranno meno slot a Linate, a Fiumicino e in altri scali europei.
Quanto agli altri asset, cioè marchio, handling, manutenzione e MilleMiglia, dovranno esserci dei bandi aperti a tutti, preparati dai commissari. Inoltre, Ita non potrà prendere parte alla gara per il programma fedeltà, però potrà avere la maggioranza nell’handling, non nella manutenzione, precisa il Corriere.

La mossa del governo

Dal canto suo, il governo italiano è intenzionato ad effettuare tre iniezioni di capitale in Ita, una da 700 milioni entro il 2021, una da 400 milioni nel 2022 e la terza da 250 milioni nel 2023. In patica sono 1,35 miliardi di quei 3 miliardi stanziati dal decreto di costituzione della newco. Ciò che resta dovrebbe servire per il periodo 2024-2025, cui si aggiungerebbero le linee di credito presso le banche.

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