“Il 2021, un banco di prova”

Un 2021 che sarà cartina di tornasole di quanto fatto dai vari player nell’anno di pausa forzata, una distribuzione che deve ripensarsi in termini di servizio e approccio alla vendita e un nodo – quello dei voucher – da sciogliere quanto prima. È questo l’outlook per i mesi a venire secondo Adriano Apicella, a.d. Welcome Travel Group, che a bordo di Costa Smeralda ha spiegato ai giornalisti che “la pandemia ci ha dato l’opportunità di pensare a come ripartire: la certezza sta nel fatto che il cliente si è evoluto in questi 14 mesi, e che se pensiamo di poter ritornare ai volumi del 2019 con le stesse condizioni di servizio del 2020 prendiamo una cantonata. Il mercato è cambiato anche nel mondo dei network: prima una adv preferiva un network a un altro per un differenziale commerciale, per il punto di commissione in più o per quel certo promozionale. Oggi la scelta non è solo commerciale, ma legata al valore e al servizio che un network riesce a dare, perché per far evolvere la propria adv servono investimenti che in pochi possono affrontare da soli”.

Quanto al 2021, secondo Apicella è “un banco di prova anche per t.o. e adv: alla fine dell’anno si vedrà chi rimarrà, e come. Welcome stessa valeva 1,6 miliardi di volume d’affari nel 2020, oggi vale 150 milioni. Siamo tutti più piccoli, adesso, e tutti sullo stesso livello. Chi ha lavorato in un certo modo potrà tornare a crescere, altri torneranno dov’erano prima, altri non ci saranno più”.

Gli ha fatto eco Andrea Moscardini, direttore network Welcome Travel Group, che ha aggiunto come “il problema non sia quello di vendere Alpitour o Veratour, Costa o Msc, perché la competizione non è tanto tra operatori quanto tra canali e modalità di vendita-acquisto, che sono radicalmente cambiati mentre la distribuzione italiana lo è molto meno. Dobbiamo accelerare questo cambiamento, e credo che i prossimi 12-24 mesi certificheranno quello che si è fatto negli ultimi 12 mesi: il movimento è vita, e chi è stato fermo è spacciato. Noi non lo siamo stati certamente. E i prossimi 18 mesi devono essere quelli degli agenti di viaggio, per la loro capacità di dare quelle certezze che l’offerta online non può garantire”.

Apicella è poi passato alla “spada di Damocle dei voucher. Ben vengano i sei mesi di proroga, che servono a dare un po’ di ossigeno, anche se con le prevedibili reazioni avverse dei clienti. La questione è in questi termini: o riteniamo di poter convertire tutti i voucher in circolazione entro 24 mesi o ci troveremo poi a dover avere a che fare con una tematica importante. Una soluzione sarebbe quella di clonare quanto fatto dal Governo sul sostegno alla liquidità delle aziende, ovvero prevedere per i t.o. un finanziamento a tasso agevolato decennale garantito dallo Stato. Io operatore rimborso i clienti e vado a rimettere il sistema in equilibrio, altrimenti il problema sarà enorme. I t.o. stanno cercando di far spendere i voucher, come anche vettori e hotel, con dei plus per incentivare i clienti. Le associazioni di categoria dovrebbero pressare sul ministero del Turismo per incrementare il fondo, attualmente incapiente rispetto ai voucher che ci sono in giro. Non aspettiamo che qualcuno salti per occuparcene, e aiutiamo la filiera. Non a fondo perduto, ma con un finanziamento. Se ne deve parlare adesso, altrimenti a marzo 2022 avremo lo stesso problema”.

Moscardini si è detto invece “contento della proroga di sei mesi, che faranno tutta la differenza del mondo: un conto è rimborsare a ottobre ’21 e un conto a marzo ’22, alle porte di quella che dovrebbe essere l’estate della ripresa sostanziale. Bisogna riattivare il cash flow delle aziende, ed è fondamentale spostare la palla da un autunno incerto a una primavera di ripresa. Lo scenario è diametralmente opposto e può fare la differenza tra l’alzare la serranda soddisfatti del proprio lavoro e dover chiudere, senza contare che le destinazioni di lungo raggio potrebbero nel frattempo riaprire e che le crociere lavoreranno sul booking sul lungo termine, e quindi daranno respiro”.

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