Dalla Ue i piani per migliorare i viaggi in area Schengen

L’Unione europea ha svelato i piani per rinnovare l’area Schengen senza controllo della carta d’identità in Europa dopo che le restrizioni nazionali sul Coronavirus hanno posto nuove pressioni sul turismo, i viaggi e gli affari nell’ultimo anno. L’ area Schengen è composta da 26 Paesi: 22 nazioni dell’Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Normalmente, persone e merci si muovono liberamente tra questi Paesi senza controlli alle frontiere. A seguito dell’epidemia nel febbraio dello scorso anno, alcuni Paesi Schengen hanno imposto restrizioni alle frontiere senza consultare i loro vicini per cercare di evitare i contagi. Sono stati 19 i Paesi che hanno messo in atto tali misure alle frontiere, riporta Travelweekly.

Molti temono che il futuro dell’area Schengen sia minacciato dalle restrizioni di viaggio a causa del virus. La nuova strategia mira a rafforzare le frontiere esterne dell’Europa, attraverso l’agenzia Frontex per le frontiere e un sistema di ingresso e uscita digitalizzato all’avanguardia per tenere d’occhio chi entra o chi esce. Sono previste anche la cooperazione tra polizia e agenzie di sicurezza nazionali e migliori politiche in materia di visti. La Commissione europea ha affermato che le proposte mirano ad offrire un migliore sistema di monitoraggio per aiutare a ripristinare la fiducia tra i Paesi membri.

“Il terrorismo non finirà. Avremo probabilmente nuove pandemie, avremo altre sfide in arrivo – ha detto il commissario europeo per gli affari interni, Ylva Johansson mentre svelava i piani -. Ciò di cui abbiamo bisogno è preparare la governance dell’intera area Schengen per essere in grado di affrontare queste sfide, per garantire i nostri cittadini pur avendo la libera circolazione”. Un altro obiettivo è l’allargamento della zona Schengen, coinvolgendo i Paesi dell’Ue Bulgaria, Romania, Croazia e Cipro.

Circa 420 milioni di persone vivono nella zona Schengen. Quasi 1,7 milioni di persone risiede in una nazione Schengen e lavora in un’altra, mentre circa 3,5 milioni di persone in Europa attraversa ogni giorno quelli che una volta erano valichi di frontiera permanenti.

Almeno 8 Paesi hanno attualmente alcune restrizioni in atto, come prevenzione o per motivi di sicurezza. Le restrizioni dovrebbero durare non più di 6 mesi, ma alcuni, in particolare Austria, Francia e Danimarca, le rinnovano regolarmente e lo fanno da anni. La Commissione stima che le restrizioni e le chiusure delle frontiere possano comportare costi aggiuntivi da 5 a 18 miliardi di euro (da 6 a 22 miliardi di dollari) all’anno.

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