L’industry degli eventi cerca en plein air, Italia e strutture di charme

Cosa chiede oggi la industry degli eventi? Quali sono le nuove esigenze dei clienti in tema di mete, uso della tecnologia, sostenibilità? A dare risposta a tali quesiti è Silvia Pozzi, chief logistics officer Gattinoni Mice. Si parte considerando il periodo, sono stati quattordici mesi che hanno segnato tutti e tutto. Che hanno stravolto le modalità professionali e relazionali, gli equilibri e le abitudini, ma non si è smesso di progettare, di pensare avanti, di studiare come far convivere nuove regole, nuove esigenze e consueti bisogni-obiettivi. Pozzi fa così il punto sulle tendenze.

Parlando di destinazioni, l’Italia si riconferma principale meta per gli eventi da realizzare nell’arco del 2021. L’orientamento è verso situazioni en plein air, bucoliche, non solo per il distanziamento, ma perché le persone sono rimaste costrette in casa per molti mesi praticando smart working e ora desiderano fortemente stare all’aperto.

Un elemento che è cambiato è la numerica dei gruppi; si preferisce concepire gruppi di massimo 50 persone, studiando back to back se i partecipanti sono molti di più. Non si ricercano più hotel tipicamente business, ma piuttosto strutture di charme o shabby chic, preferibilmente soluzioni che consentano allestimenti diversi per i momenti di lavoro e per rispettare le distanze. Non si aspira più al ristorante estremamente elegante, la cena di gala con un look molto formale; si desidera offrire (da parte delle aziende) e vivere (da parte dei partecipanti) una componente esperienziale di qualità.

In termini di estero, le aziende valutano quello vicino al Belpaese. Parliamo essenzialmente di Europa ed Emirati. Fra le destinazioni emergenti c’è il Montenegro, che si è dotato di nuove strutture e ha un suo appeal, e l’Arabia Saudita, che fino ad ottobre 2020 era off limit; ora non è più preclusa al turismo e pur con i suoi limiti – ad esempio il divieto di consumare alcolici – rappresenta una novità.

Un’altra componente sul tema delle destinazioni è il rapporto con i territori. L’Italia cosiddetta minore ha mosso molti passi in tal senso; numerosi comuni lanciano bandi per promuovere eventi, perché sono consapevoli di quanto questi muovano l’economia dell’indotto. Organizzare eventi in territori che non hanno una vocazione specifica contribuisce al loro rilancio.

“Come Gattinoni – dice Pozzi – cerchiamo di stimolare i clienti ad osare, a non temere di sperimentare. Facciamo molta ricerca e sviluppiamo networking individuando partner idonei. Durante la pandemia e i periodi di lockdown la tecnologia ha ricoperto un ruolo essenziale nella vita quotidiana. Di conseguenza, anche il mondo degli eventi si è rimodulato. La tecnologia sosterrà sempre di più la gestione degli eventi, rendendo alcuni processi automatizzati e più snelli, tuttavia non si deve correre il rischio di perdere totalmente il contatto umano, elemento imprescindibile nella industry degli eventi”.

Tra i punti messi in luce dalla manager il fatto che sia in corso “una partnership costante fra logistica e tecnologia. Ad esempio, la segreteria organizzativa, che era il cuore dell’assistenza, operando da remoto diventa anche concierge. Gli eventi in streaming vengono corredati dall’invio presso l’abitazione di prodotti legati all’evento stesso. Le piattaforme sono assolutamente user friendly. Avviene così anche nella Digital Communication, poiché l’evento deve essere vissuto live, ma anche da chi lo segue da casa”.

Un tema di grande attualità è la sostenibilità, “che sta entrando sempre più nei parametri e nelle richieste dei clienti. Una sostenibilità che da un lato si declina a livello ambientale. Ad esempio: prima non erano ben percepiti i courtesy kit con erogatori, si prediligevano i monodose nei bagni, mentre ora il risparmio della plastica in camera è guardato con favore, ma parliamo anche di una sostenibilità fatta di benessere autentico; le persone che non si vedono da 14 mesi hanno voglia di ritrovarsi, non di formalità. Non è mancata loro la cravatta, è mancata una presenza non mediata da schermi; accettano di buon grado le disposizioni per la sicurezza – gel e mascherine per intenderci – purché sia possibile creare nuovamente eventi in presenza. Concludendo, ci sono le condizioni per far ripartire la industry degli eventi. Le aziende sono mature per metabolizzare le nuove coordinate di comportamento; si cambia, ma si fa”, dice Pozzi.

Tags:

Potrebbe interessarti