Il rebus Mare Italia

Sarà un’estate ancora prevalentemente tricolore e il segmento balneare rimpinguerà in parte le casse dei t.o? Troppo presto per stabilirlo, ma di certo il Mare Italia pare rimanere fermo sui due mesi centrali di luglio e agosto. In questo momento, però, allungare la stagionalità potrebbe aiutare a recuperare tempo e fatturati persi. Di quest’avviso Gabriele Milani, direttore nazionale Fto: “La grande voglia di tornare a viaggiare dopo questo lungo periodo di restrizioni – sostiene – permetterà di cogliere opportunità anche in periodi meno centrali. Non bisogna, inoltre, sottostimare i profondi mutamenti nei comportamenti dei consumatori e trasformarli in nuove chance. Tra questi, il fatto di essere meno vincolati a un luogo fisico per lavoro o in attesa di un periodo di vacanza specifico, i clienti sono diventati più flessibili nella pianificazione”. Come fare? “Bisogna trovare delle leve di marketing per le basse stagioni – risponde Ivana Jelinic, presidente nazionale di Fiavet -. Considerando poi che il ‘silver tourism’ sarà il primo a muoversi a vaccino fatto e in luoghi di prossimità, si potrebbe infondere maggiore sicurezza a questo tipo di cliente. Per i giovani invece, che non vedono l’ora di esplorare, è necessario inventare stimoli attraverso storytelling, eventi, curiosità, cultura, musica”. Ma, avverte Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, “il prodotto Italia inteso solo come ‘mare’ non rappresenta la soluzione; il nostro Paese offre molto altro, per questo è necessario ritornare a condizioni di normalità operativa per poter proporre anche altro”.

Sul fronte trasporti, però, potrebbe esserci qualche problema. C’è, infatti, un po’ di preoccupazione per la Sardegna dal punto di vista dei collegamenti marittimi ed aerei: “Ancora non c’è chiarezza – ammette Milani – e stiamo monitorando l’evolversi della situazione”. Di parere diverso Rebecchi, secondo il quale “i collegamenti stanno tornando alla normalità. Auspico che gli operativi aerei non siano cancellati e/o subiscano molteplici variazioni creando disservizi ai viaggiatori”. Jelinic segnala che “viaggiare adesso non è sicuramente facile, verso l’estero ci si sposta facendo diversi tamponi e riempiendo moduli. Eppure molti tentano perché c’è una gran voglia di ripartire. Spostarsi in Italia  può, talvolta, non avere lo stesso prezzo del 2019 – prosegue la manager -. Consideriamo poi che moltissimi preferiscono muoversi con la propria auto ritenendola più sicura. Come sempre il prezzo lo farà il mercato: più sarà la domanda e migliore sarà la ripresa anche dal punto di vista del trasporto, che dovrà, comunque essere flessibile per sopravvivere, come sta facendo il mondo del tour operating”.

Di fatto secondo Fto il trend “è in continua ripresa ed ogni settimana il venduto aumenta – asserisce Milani -. Ovviamente 80/90% Italia e 10/20% altre destinazioni. Sul 2019 ci stiamo avvicinando al 50% della vendita settimanale, ma con la differenza che nel 2019 si stava già vendendo l’estate da mesi – spiega il direttore -. Sul 2020 si è in anticipo di circa 6 settimane con volumi di vendite settimanali superiori a quelli raggiunti l’anno precedente. Tendenzialmente il prezzo per ora è stabile, perché sono tutti alla ricerca delle occupazioni, ma una volta raggiunte le soglie minime aumenterà più sull’area pacchetti e crociere che sui soli servizi a terra”. Per il prodotto Italia ed Europa Rebecchi segnala già un trend al rialzo dei prezzi, mentre Jelinic rammenta: “Si stimano oltre 4 milioni di persone che non partiranno per mancanza di possibilità economica.  La leva del prezzo non farà la differenza per questi. Sarà invece essenziale per quelli che chi vuole partire, la maggioranza. Far lievitare i prezzi non sarà di aiuto né per la domanda né per l’offerta”.

E mentre il lungo raggio è ancora fermo, la concorrenza spinge: “Arriva dai soliti nostri competitor, Grecia, Spagna e Portogallo”, esamina Rebecchi. Sulla stessa linea Milani, mentre Jelinic annovera anche Croazia e Turchia: “Si sono mossi con largo anticipo sul piano della sicurezza e delle regole. Il ‘full booked’ potrà dare luogo a incrementi dei prezzi, ma credo che non siamo ancora in questa fase. Nessuno di questi si può confrontare con il Mare Italia e tra loro. Affacciarsi sul mare non è un parametro sufficiente di raffronto. Cambia l’enogastronomia la ricettività, i trasporti, il costo del personale, le imposte pagate dalle imprese. Sul prezzo giocano moltissimi elementi. Un soggiorno a Capri non è paragonabile a uno a Formentera, sono due cose completamente diverse”.

Nicoletta Somma

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