Ita e le alleanze per tornare a contare

E’ una proposta di collaborazione che poggia su tre pilastri quella veicolata da Lufthansa a Italia Trasporto Aereo, secondo quanto appreso dal Corsera da fonti ministeriali e industriali. Si tratterebbe infatti dell’utilizzo dell’infrastruttura commerciale del gruppo per vendere di più e meglio, l’accesso a un’unica centrale acquisti per ottenere risparmi e l’ingresso come membro di primo livello nella joint venture transatlantica.

Un primo passaggio formale “per consentire a Lufthansa di entrare nel capitale della compagnia aerea italiana in un secondo momento”, anche se questo potrebbe avvenire “solo al verificarsi di determinate condizioni”.

Allo stato attuale — a quanto scrive il Corriere — la newco italiana non ha ancora preso una decisione sulle alleanze internazionali. Sul tavolo ci sono due proposte. Da un lato quella di Delta Air Lines — partner storico di Alitalia — che si avvale del supporto europeo di Air France-Klm e di Virgin Atlantic. Dall’altro quella del gruppo Lufthansa che sul mercato intercontinentale poggia sulla joint venture transatlantica con United Airlines e Air Canada, mentre in Italia è presente da tempo con la sua divisione Air Dolomiti che ha certificato di operatore aereo tricolore.

“I tedeschi – scrive il quotidiano – sono convinti che ci siano evidenti sinergie tra i Paesi del gruppo Lufthansa e l’Italia”. Tra l’altro Ita potrebbe poi partecipare ai progetti interni del gruppo Lufthansa che vanno dalle operazioni per l’incremento dei ricavi alla riduzione del consumo di kerosene nei voli.

Il contenimento dei costi, secondo gli addetti ai lavori, è la prima sfida in questo periodo che porterà lentamente ai livelli pre-Covid. Fino al 2023-2024 i vettori non prevedono di fare profitti sulle rotte intercontinentali — il traffico business è ancora ai minimi e i flussi con America e Asia sono ridotti per le restrizioni —, per questo diventa vitale ridurre le perdite: se i ricavi sono crollati, le spese operative restano. Nel pacchetto di Lufthansa c’è comunque l’ingresso di Ita nella joint venture transatlantica con United Airlines e Air Canada come partner principale, non di secondo livello (cosa che propone Delta) con l’obiettivo di crescere senza un limite in termini di rotte e ricavi.

La proposta di Lufthansa però non è esente da aspetti insidiosi. Secondo i tedeschi — proseguono le fonti — Ita partirebbe troppo piccola con una flotta di 50-52 aerei per poter creare quella minima massa critica sull’hub di Roma Fiumicino. Ma allo stesso tempo il coronavirus non consente di decollare già grandi perché l’aviolinea finirebbe fuori mercato subito. L’anno successivo la newco prevede comunque di arrivare a circa 80 velivoli. Ai tedeschi, poi, non è chiara la dotazione finanziaria di Ita: userà tutti i 3 miliardi di euro stanziati dal governo Conte o si limiterà agli 1,35 miliardi annunciati a Bruxelles? Secondo il Corriere “solo risolvendo queste incognite e di fronte a un andamento economico positivo per 2-3 anni Lufthansa può pensare di entrare nell’azionariato”.

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