Crociere, tutti i trend del dopo Covid

Le previsioni di Francesco Di Cesare, Risposte Turismo: “Concentrazione e integrazione verticale continueranno, ma presto dimenticheremo i protocolli sanitari. Per fortuna”
Un settore che si lascerà la pandemia alle spalle prima di altri, tornando a offrire bellezza e divertimento senza pensieri. Facendo tesoro di quanto accaduto e portando sul petto la medaglia della solidità e della flessibilità che ha saputo dimostrare nei lunghi mesi degli stop-and-go a corrente alternata. È questo il mondo del cruise nell’opinione di Francesco Di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che ha esposto il suo punto di vista nel corso di un approfondimento tematico dell’edizione digitale di Bit 2021. E se sui trend emergenti Di Cesare ha spiegato che “fare previsioni – anche sul secondo semestre 2021 – è ancora molto difficile”, è certo che “le compagnie hanno dimostrato di saper confrontarsi con una situazione molto mutevole, dialogando con una lunga serie di interlocutori istituzionali e commerciali, oltre che con l’elemento da cui tutto dipende, ovvero la domanda”. Un elemento è “la resilienza dimostrata dal comparto, che si è trovata ad impianti fermi e che si è dimostrata sempre pronta a ripartire, e lo ha fatto appena possibile, magari senza grandi riscontri commerciali ma dando ottimi segnali”.
Si tornerà a fare crociera, questo è certo. Nei prossimi mesi “avremo di fronte una crocieristica non molto differente da quella pre-pandemia, ci sarà piuttosto un tema di aree del mondo che ripartiranno prima o dopo”. Tra i trend “strutturali”, di Cesare ne identifica due: “Il tema della concentrazione del settore andrà senz’altro avanti. È stato un po’ una necessità, con il settore in mano a pochi, grandi gruppi, in grado di innovare e svilupparsi senza mai fermare il piano navi e senza un passo indietro rispetto alle prospettive di lungo termine”. Il secondo tema che emerge sempre più chiaro, a fianco a quello della concentrazione, è “quello della integrazione verticale. Le compagnie hanno scelto con gli anni di occuparsi anche di altre fasi del progetto produttivo e di entrare nella gestione dei porti, dei catering, delle agenzie marittime e dei network di adv. Continueremo ad assistere a questo processo, che andrà regolato e reso armonico, perché al fianco alla leadership delle compagnie è importante la presenza di altri attori e fornitori, che devono avere spazi di mercato”.
Quanto ai tempi della piena ripresa, anche in termini di volumi, di Cesare la situa “nel 2023, massimo 2024”. E la domanda? Come cambia? “Ho la convinzione che di tutto quello che stiamo vivendo tra un po’ ce ne saremo dimenticati. Quindi bene l’impegno delle compagnie per offrire esperienze leisure in piena sicurezza, sforzi enormi che diventeranno quelli che in economia si chiamano costi affondati, con l’accento che tornerà lontano dalle esigenze attuali. I topic utilizzati oggi un domani saranno messi da parte, e le compagnie torneranno a fare leva su altri fattori caratterizzanti del prodotto, che non sono i tamponi o la mascherina ma il divertimento, lo stare insieme”.
La domanda poggerà innanzitutto sulla “forte incidenza dei repeater, clienti di domani che lo erano già ieri, che conoscono il prodotto quando non la specifica compagnia e la specifica nave. Un anno fa solo un crocierista repeater su quattro si diceva indeciso sul tornare a bordo, mentre una percentuale risibile aveva chiesto il rimborso al posto del voucher. Un’indagine di fine 2020 ci ha spiegato che tre su quattro sarebbero stati pronti ad andare in crociera, anche sul breve termine. La mia idea è che la domanda tornerà con tassi di crescita cui eravamo abituati”.
Due gli elementi di cui tener conto per ripartire: “Il ruolo cruciale delle adv, fondamentali nel raccontare il prodotto al cliente che non l’ha mai esperito così come al repeater. Il secondo è quello della comunicazione: a fronte di protocolli molto seri, le crociere sono state comunque viste all’esterno come complesse da gestire in chiave Covid. Non può più succedere che il settore venga minacciato da messaggi non corretti che minano gli investimenti fatti. Serve un passettino in più in chiave di comunicazione del prodotto da parte delle compagnie”.

Gianluca Miserendino

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