Fiavet Emilia-Romagna e Marche: “Alzare il limite di carico dei bus turistici”

In una stagione turistica, che si è appena aperta dopo mesi di restrizioni dovute alla pandemia, Fiavet Emilia-Romagna e Marche, con le sue 210 agenzie associa il 30% delle aziende del travel, si è riunita in assemblea per l’approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche del direttivo.

Alla presidenza è stato eletto per acclamazione Massimo Caravita. Il manager, nel ringraziare gli associati per la fiducia nuovamente accordata ha dichiarato: “Nonostante il periodo di grande difficoltà per il nostro turismo, Fiavet Emilia-Romagna e Marche ha trovato il suo vigore nella forte rappresentanza sul territorio. Abbiamo lavorato bene in questi mesi, anche nel dialogo con le istituzioni per la richiesta di adeguati sostegni alla nostra categoria”.

Una delle caratteristiche distintive della associazione regionale è la sua radicazione sul territorio con la presenza di consiglieri delegati in ogni provincia. “Nel mese di febbraio – continua Caravita – abbiamo dato il via a dieci incontri virtuali per dialogare con tutte le agenzie di viaggi e i tour operator. Abbiamo incontrato quasi 200 agenti di viaggi, associati e non, avviando uno scambio di idee, di strategie da adottare e delle misure urgenti per la salvaguardia e il rilancio delle nostre aziende”.

Una delle prime sfide del nuovo direttivo sarà alzare il limite di carico dei bus turistici, attualmente fissato al 50% per l’emergenza Covid: “Stiamo avviando un dialogo con le istituzioni – spiega Caravita – per alzare questo limite di carico, ponendo attenzione alle condizioni dei passeggeri, che siano vaccinati o conviventi, o abbiano effettuato un tampone prima della partenza”.

Inoltre, tra gli obiettivi futuri di Fiavet Emilia-Romagna e Marche ci sono una maggior attenzione al tema della formazione (nel corso del 2020 sono state effettuate quasi 400 ore di formazione individuale per azienda); nuovi servizi per gli associati, su questo fronte si sta ampliando il tema delle convenzioni, ma anche della ‘business community’, al fine di offrire nuove opportunità agli associati; oltre all’affiancamento sindacale e ad una maggiore presenza sui social soprattutto con il coinvolgimento del ‘gruppo giovani’.

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