Lo scatto dei tour operator

“Chiediamo di mantenere e implementare una interlocuzione diretta con la politica, il Governo e il ministero. E’ importante continuare ad essere un riferimento stabile e chiediamo di essere presenti ai tavoli e averne uno permanente in ottica di recovery plan, dove si gioca molto del futuro”. Esordisce così Andrea Mele, vicepresidente vicario Astoi Confindustria Viaggi, nel corso del panel dedicato alla nuova era del tour operating. Sui rapporti con i vettori aerei il problema continua ad essere quello che “non esiste una controparte. C’è l’Ibar ma non si occupa dei problemi del turismo organizzato – sottolinea Mele -. Mancando una interlocuzione unica e principale è tutto complicato”.
Di attività su più fronti parla Alessandro Seghi, direttore commerciale trade Alpitour World Spa: “Oltre all’allargamento della gamma di prodotto con l’introduzione della banca letti abbiamo messo ordine all’interno del portafoglio dei brand con un riassetto dei format per villaggi, t.o. generalista, tailor made e no frills lavorando su proposte molto stratificate per target differenti. Altro asse della strategia è stata l’identificazione di una serie di nuovi trend nati in funzione dell’emergenza”.
“Nessuno di noi era pronto a vivere quanto accaduto in un tempo così lungo – afferma Danilo Curzi, ceo Idee per Viaggiare -: passata la fase operativa dei rientri e della gestione voucher, abbiamo cominciato ad analizzare le cose. Ho spostato la telecamera, ho voluto dar valore al tempo – dichiara – e per investire in modo ottimale questo tempo di attesa sono stati fatti investimenti, divisi in due binari paralleli: la tutela dello staff e andare ad investire con progetti per rendere più attuale l’azienda. Ora stiamo completando la fase di digitalizzazione aziendale, dando più valore al dato”.
Per Massimo Broccoli, direttore commerciale Veratour, “la flessibilità è fondamentale in questa fase, è una delle richieste principali negli ultimi mesi, visto che i clienti vogliono poter uscire contrattualmente nel modo più indolore possibile. Noi ci siamo tutelati dal punto di vista assicurativo”. I temi centrali per Veratour sono due: la flessibilità e la chiarezza, declinando in modo chiaro come comportarsi. Per quanto riguarda il cambiamento della vita in villaggio, Broccoli spiega: “Si deve uniformare un prodotto a quello che sta accadendo e dove di solito c’era libertà estrema ora si deve fare in modo di garantire la massima garanzia possibile”.
Automatismi e ottimizzazione dei processi sono procedure adottate anche in casa Settemari. Ezio Birondi, chief operating officer Settemari-Amo il Mondo-Jump, fa emergere una nuova tendenza nei rapporti con i clienti: “Il trend che stiamo notando è un dato di fatto: c’è una sorta di polarizzazione nel comportamento del trade. Stiamo ricevendo richieste di clienti diretti, cosa mai successa, che vogliono andare in vacanza. C’è una domanda vispa, il cliente è determinato, ma vediamo che a fronte di una parte della distribuzione attenta alla cura del cliente c’è per contro una forte difficoltà per un’altra fetta di distribuzione, con meccanismi arruginiti”.
Ivana Jelinic, presidente Fiavet, ammette: “Stiamo vivendo un contesto anomalo e complesso e la distribuzione fa grande fatica. C’è un problema, alcune adv continuano a rimanere chiuse, continuano a percepire la situazione in modo incerto e questo preoccupa. C’è bisogno di uno scatto, di un colpo di reni”.
“Mai come ora si è capita l’importanza di avere una associazione di categoria alle spalle, moderna e concreta, non autoreferenziale”. A parlare è Franco Gattinoni, presidente Fto, che aggiunge: “Le adv hanno bisogno di essere seguite con una serie di attività, che riguardano aspetti fiscale, legale, amministrativo, di formazione digitale”.

Laura Dominici

 

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