Patanè, Uvet: “A settembre avremo le idee più chiare”

Dopo un 2020 complicato, per le aziende travel si è aperto un 2021 altrettanto spinoso. Dalle piccole alle grandi imprese le vendite sotto tono e lo scenario ancora incerto, seppur in ripresa, rendono delicate le decisioni di business. “E’ il momento più difficile della mia vita – ammette senza indugi Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, in una intervista con Guida Viaggi in cui fa luce sulle ultime operazioni di partnership in campo internazionale -. Si fattura ancora poco, ma siamo sul pezzo. E’ una situazione trasversale che ci vede tutti alle prese con gli stessi problemi”.

Gv: A livello internazionale si assiste ad una nuova era di aggregazioni come l’offerta vincolante di Amex Gbt per acquisire Egencia e l’ingresso nel capitale di Amex da parte di Expedia Group. Quali i riflessi di questa operazione sui mercati?
“E’ un’operazione carta contro carta, non girano soldi e con le valutazioni elevate il valore delle partecipazioni si rivaluta, assicurando così dei bonus e innescando una nuova generazione di deal. Ricordiamoci che Expedia non era interessata al business travel e in questo uno specialista come Amex risponde in modo concreto, mentre Expedia è leader nel mondo delle prenotazioni di hotel. Così si è stabilito un asse sinergico, ma alla fine è un ritorno all’antico, visto che sono stati Microsoft e Amex a dar vita, in passato, ad Expedia, prima di cedere le quote al fondo. Aveva quindi già un respiro di carattere travel e tecnologico. Si tratta di un ritorno a casa importante e Amex si assicura comunque il capitale con un 50% di quote. Potranno sicuramente creare nuove opportunità e la mossa costringerà Bcd a tessere accordi con altri. Ormai il mondo è fatto di sinergie. La mossa è molto importante e ora staremo a vedere cosa faranno gli altri. Anche per Uvet potrebbero esserci quindi spunti favorevoli, con l’arrivo di nuovi clienti e la prospettiva è di una crescita di fatturato”.

Gv: Sabre con Google e Amadeus con Microsoft: i Gds hanno scelto i due colossi per una partnership strategica. Quali i benefici per il travel?
“Google ha dati “mostruosi” su chi viaggia, nessun altro è in possesso di tutti quei dati. Questi accordi ridisegneranno il ruolo della distribuzione e con lo strumento dell’intelligenza artificiale questi attori riusciranno a condizionare l’industry. Stesso discorso vale per il secondo accordo: Microsoft punta su una tecnologia cloud e ha in seno una serie di tecnologie e ricerche, così come anche Google dispone di un ambiente cloud e questa è una delle aree più importanti per i Gds, grazie alle capacità di calcolo e alle tecnologie che ci sono dietro. Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà”.

Gv: Uvet Travel System, le adv di proprietà Uvet Retail, le agenzie in associazione in partecipazione a marchio Last Minute Tour e i consulenti di viaggio passano sotto la guida di Alberto Graziani, esperto di bt all’interno del gruppo. La mossa è forse un preludio ad un riassetto interno più vasto?
“Non è il caso di farsi dei film che non esistono. Andrea (Gilardi, ndr) ha dato le dimissioni e io ho voluto dare una risposta in sette giorni, scegliendo una persona che ha la maglia dell’azienda. Graziani è un manager di lunga esperienza, proviene da Cisalpina ed è stato 12 anni nel settore leisure, ha collaborato con Pasquale Chianello per 15 anni, conosce bene Birondi. C’è tutta una struttura dietro. Persone esterne non sempre danno la stessa fiducia, considerando che il dna di un gruppo familiare è diverso, ci vuole una fiducia reciproca”.

Gv: Il mercato intanto sta facendo tutta una serie di ipotesi, dicendo che dietro alla mossa c’è un disegno più vasto…
“Uno può pensare quel che vuole, ma la verità è che preferisco lasciare presidiato un asset piuttosto che lasciarlo vuoto. Graziani ha un’esperienza profonda nell’industry, è un professionista pacato e che conosce bene le agenzie, sa parlare e ragionare con loro. E’ un campo in cui bisogna avere esperienza”.

Gv: Dall’evento Restarting Mice sono emersi dei segnali netti di cambiamento, come prospettate di ripartire?
“Ci sono dei segnali positivi che arrivano dal mercato eventi, che sta ripartendo, grazie ad una richiesta di soluzioni ibride. Già per giugno ci sono delle aperture e per il 2022 ci aspettiamo una ripresa al 100% e al 60% circa già da settembre grazie ai passaporti vaccinali. Sul business travel i segnali sono ancora tiepidi, i viaggi sull’Italia si muovono, ma manca ancora l’estero, che probabilmente riprenderà da luglio e si vede giù un po’ di incremento. Se a febbraio registravamo un 18-20% di movimento, ora siamo attorno al 30-34% e bisognerà capire nei prossimi mesi quanto le tecnologie avranno impattato sui flussi bt. Il potenziale comunque c’è e se cresce il commercio mondiale si muove anche il corporate. E’ importante che riprendano a viaggiare le aziende grosse, le global, perché così riprendono le catene di valore e tutti i fornitori si iniziano a muovere. Americani e catene di valore sono due asset determinanti. Nel frattempo noi ci siamo adeguati asciugando un po’ di personale”.

Gv: E la compagnia aerea? Gli aiuti sono arrivati?
“In merito alla compagnia, dei 170 milioni di euro previsti ne sono arrivati 75, perché il resto è stato stornato dal governo per aiutare altre categorie di imprese. Il vettore aspetta di avere i suoi ristori, già definiti nell’ultimo decreto, e chiederemo degli emendamenti. I danni causati da Covid diventano peggiori se il sostegno arriva tardi. Intanto per gli operativi bisogna andare per gradi. La Polonia è ripresa, dall’autunno avremo un aereo di lungo raggio in Repubblica Ceca e due di medio raggio. Bisognerà vedere i tempi della ripresa, non si può bruciare cassa su voli che non si riempiono. Sul fronte leisure giugno è ancora pesante, non si muove molto, mentre luglio e agosto sono migliori, ma sarà un’estate breve e incasinata. Settembre può diventare un buon mese”.

Gv: A che tipo di operazioni si andrà incontro nel medio lungo termine nel nostro settore?
“Abbiamo visto nelle ultime operazioni che se non circola cash si usa la carta per chiudere le transazioni, non dico che questo succederà per certo uguale anche in Italia, ma potrebbe accadere. Prima di parlare di acquisizioni, concentrazioni e sinergie bisognerà vedere chi resterà vivo a settembre. Sarà dura per tutti. Anche gli alberghi sono stati impattati e sono ancora chiusi nelle città. Potremo assistere ad un ridimensionamento epocale nell’offerta e dovremo porre molta attenzione alle speculazioni. Su questo fronte dovrà esserci un preciso impegno da parte delle istituzioni per tutelare i nostri asset. Per quanto riguarda i merger nel tour operating, potremmo assistere a qualche operazione tra piccolini o tra operatori medi e piccoli. A settembre ci saranno sicuramente le idee più chiare e maggiore certezza sui numeri della ripresa”.

Laura Dominici

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