La Calabria rilancia con un nuovo disegno turistico

La Calabria è pronta con nuovi progetti. Sul fronte di immagine e promozione vuole puntare su quelli che Fausto Orsomarso, assessore al Lavoro, Sviluppo economico e Turismo, chiama “i 100 marcatori identitari per costruire un disegno nuovo su come debba essere vista nel mondo. Siamo alla vigilia della ripartenza, la scorsa estate siamo stati una delle prime mete del turismo nazionale, con la Costa degli Dei che ha sofferto tanto la mancanza di turisti stranieri”. Tra i progetti citati dall’assessore quello sul turismo delle radici, con l’obiettivo di portare circa 7 milioni di calabresi in giro per il mondo. Poi accenna al bando sui lidi, ai progetti di riqualificazione e al fatto di aver messo in campo tanti investimenti. Tra gli atout l’affermazione nel contest Borgo dei Borghi, “un momento unico per la nostra città, da sfruttare, cosa che devono fare gli operatori”, esorta Giovanni Macrì, sindaco di Tropea. L’intenzione è creare “una località che sia in grado di competere con le più importanti mete italiane”. A fare da cassa di risonanza il fattore comunicazione, con la presenza in tv, per esempio, con la puntata di Linea Verde, in onda a fine giugno su Rai1.
Alla domanda se Tropea sia pronta per l’estate, il sindaco dà risposta affermativa, “abbiamo lavorato tutto l’anno, siamo in perfetta forma e abito da sera. Tropea non si prepara più all’estate è sempre pronta”, dice.
A portare i riflettori sulla regione è stato l’appuntamento organizzato da Fto Calabria in una diretta Facebook da Tropea. L’auspicio l’ha espresso in modo chiaro Danilo Parentela, referente regionale Fto Calabria, ed è “una ripartenza con una sinergia da parte di tutti, anche delle istituzioni”.

La carta dei borghi

La Calabria gioca le sue carte e tra queste ci sono anche i borghi e chi li anima, tra storie, racconti e tradizioni. A portare alla scoperta di questo patrimonio è Danilo Verta, founder Vita Calabra Tours & Girls in Italy. Il suggerimento dato è di “lasciarsi catturare lentamente dal paese o borgo, quando lo si vive, si deve entrare nell’aurea magica”. Verta porta alla scoperta dei luoghi attraverso i personaggi che li popolano, li chiama per nome, conosce la loro storia e la racconta in modo coinvolgente. Tra i nomi snocciolati c’è Morano Calabro, in provincia di Cosenza, “in un vicoletto c’è il maestro Luigi che attrae con la sua musica, tra zampogna e lira calabrese, un’opportunità di collegamento con la Calabria bizantina”. Forse non tutti sanno che in provincia di Catanzaro c’è “il primato della produzione di seta, tutti i borghi vicini producono i filati per portarli alle maestranze. Siamo a San Floro dove ci sono Miriam, che viveva al Nord e si è innamorata di questa terra, e Domenico. La decisione è stata quella di rispolverare la tradizione, producendo la seta di San Floro. Si può vedere come funziona un telaio a macchina, si conoscono le storie del passato e di come le donne imparavano a filare con le filastrocche perché non avevano istruzione. In provincia di Crotone c’è Imbriatico che custodisce i segreti e i misteri delle tradizioni riconducibili ai templari. Qui Alessandro sa far vivere esperienze introspettive importanti, non originario della Calabria si innamora di questa terra e la attraversa a piedi, facendola scoprire attraverso gli occhi di chi calabrese non è. A Zungri, a pochi chilometri da Tropea, famoso per le grotte rupestri, le comari ospitano i viaggiatori e condividono i segreti della panificazione e del lievito. Una bella occasione perché partendo da quel passato si può costruire il futuro.

I tour enogastronomici

La Calabria la si conosce attraverso i tour enogastronomici, attraverso la sua autenticità, come raccontato da Katrin Egger, da 15 anni in Calabria, “per assaporare il gusto della terra fuori dalle rotte del turismo di massa”. Testimoni sono le persone, i piccoli paesi che preservano le tradizioni che si rispecchiano nella cucina grazie anche alla varietà dei prodotti naturali da far conoscere, ma oltre alla tradizione c’è l’innovazione, “con giovani imprenditori che hanno saputo portare una ventata di novità, aprendosi al pubblico, per vivere e conoscere il percorso produttivo e giovani chef, anche stellati, con la loro cucina che è un mix tra innovazione e tradizione”. Paolo Librandi non ha dubbi, “le visite in azienda sono importanti perché si crea un engagement, si dà un volto al produttore. In California si parla di 300mila visitatori, in Toscana di 80mila, pertanto aumentare il numero di visite può essere un volano importante”. A tal proposito l’assessore accenna al progetto di promozione legato a cinque influencer che gireranno per la regione, raccontando il loro viaggio, facendo marketing del territorio e di prodotto.
“Negli ultimi 20 anni il turismo è cambiato – osserva Lino Cangemi, general manager Master Group Italia -, prima nessuno parlava di vini e borghi calabresi. I giovani sono stati i pionieri del turismo calabrese, gli chef hanno portato l’arte culinaria all’estero e, con le sinergie tra imprese, abbiamo realizzato il prodotto Calabria”.

La ricettività

La regione ha dalla sua una ricettività rinnovata, un portfolio interessante per gli operatori italiani e stranieri. “Abbiamo la fortuna di lavorare con il mercato estero con una stagionalità molto lunga, da marzo a novembre inoltrato – rileva Deborah Valente, ceo Gruppo Valentour Incoming Calabria -. La ricettività è pronta, con un’organizzazione che sta diventando sempre più importante, ci sono imprenditori giovani che hanno voglia di crescere. Gli operatori sono alla ricerca di nuovi clienti e c’è grande attenzione verso la regione”. Tra i bacini di riferimento ci sono Germania, Svizzera, Bosnia, Russia, Ucraina, Finlandia, Serbia, Slovacchia.
La Calabria è anche meta per un turismo lento, come testimonia Angelo Cavallaro. Ha 3 parchi nazionali e circa 800 km di costa per lunghi tratti incontaminata. Ha anche una vasta biodiversità e specie endemiche.
“Il turismo è importante per la Calabria, ci sono, però, tanti problemi da risolvere, con dei paradossi, come i giovani che se ne vanno perché non trovano lavoro – fa presente Gabriele Milani, direttore nazionale Fto -. Il turismo può e deve essere la grande opportunità che non dobbiamo far cogliere da qualcun altro. Il turismo organizzato fa da volano per il resto della filiera, unitamente ad un approccio sartoriale per far conoscere meglio il territorio”. Milani parla di “approccio di squadra e propositivo, per gli associati c’è la formazione, il supporto per incontrare i buyer internazionali, costruendo bandi utili al turismo”. In Calabria non c’è solo prodotto esperienziali, osserva, “ma anche persone che fanno impresa con un certo attaccamento”.

Stefania Vicini

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