Estate 2021: sì alla vacanza, ma è presto per “il liberi tutti”

Il Covid fa meno paura, gli italiani sono più fiduciosi, ma non sarà ancora l’estate del liberi tutti, hanno compreso la lezione 2020. “I nostri connazionali sono convinti della necessità di mantenere alta la guardia – afferma Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop (Ass. Nazionale Cooperative Consumatori), con le precauzioni per prevenire le difficoltà, ma c’è da dire che il vaccino ci rende più sereni, ma ancora guardinghi, il che porta a dire sì alle vacanze, ma con le opportune cautele”.

Effetto vaccino

Numeri alla mano 6 italiani su 10 sono vaccinati, 1 su 3 si vuole vaccinare, ma non è sicuro di fare in tempo e questa, osserva Russo, “è la variabile che incide maggiormente sui numeri delle vacanze. Quanto ai no vax, l’area si restringe sotto il 10%, 8 italiani su 10 sono per non vaccinarsi”. A quanto risulta dall’indagine di italiani.Coop, 8 connazionali su 10 si dicono favorevoli alle mascherine, ai contingentamenti degli ingressi, alle prenotazioni obbligatorie. Dopo mesi di limitazioni il green pass raccoglie il favore del 67% degli italiani, con consensi più elevati fra le generazioni più giovani.

Quanto al vaccino, 1 italiano su 2 sa che è la parte che interferisce con i suoi programmi ed arriva a organizzare il proprio viaggio in base al vaccino, 1 su 3 rinuncerebbe a partire se non ci fosse la possibilità del vaccino in vacanza, mentre due terzi è per posticipare la vaccinazione. Solo il 37% cancellerebbe il richiamo se coincidente con il periodo del soggiorno, mentre il 79% vorrebbe poter realizzare il richiamo direttamente nella località di villeggiatura.

Il motivo della vacanza

Tra le motivazioni della vacanza si ha che il divertimento sale del 4% rispetto al 2020, il relax del 2%, scende di tre punti percentuali la compagnia delle persone con cui si viaggia. Tra i compagni della vacanza c’è anche lo smart working visto che il 62% dei villeggianti userà pc o tablet per studio e lavoro. C’è un ritorno a pranzare e a cenare al ristorante, si va a mostre e musei, si torna a ballare e al cinema. In più cresce l’idea di prendersi cura della propria salute fisica e mentale.

Si torna a parlare di prova costume e con questo momento si accompagna anche l’intenzione di 1 italiano su 2 di mettersi a dieta e di 1 su 6 di andare dal nutrizionista. “C’è voglia di convivialità – dice Russo -, anche se non ancora come nel pre-pandemia”. C’è poi una attenzione forte alla tavola italiana, locale, a chilometro zero, salutista. “Si tende a privilegiare i produttori locali, i prodotti del territorio, dei supermercati e degli iper mercati che offrono un rapporto qualità-prezzi necessario”.

C’è anche da dire che “la marca può fare la differenza”, nel senso che la “vacanza si acquista da soggetti affidabili, tra ci il brand Coop. 7 italiani su 10 sono propensi all’acquisto del viaggio a marchio Coop, adv o online. In particolare si rafforza il significato del brand Coop tra i baby boomers, ma c’è una crescita nella generazione Z. Il rafforzamento è su tutti i territori, in particolare al Sud. 3 sue 4 vorrebbero consumare prodotti a marchio Coop nelle strutture dove soggiornano”.

La vacanza con gli amici a quattro zampe

Sarà una vacanza con gli amici a quattro zampe, chi non lo farà è perché li affiderà a parenti e amici. “Sarà una vacanza in casa, al risparmio, con una durata maggiore per chi ha con sé i propri animali, è significativo il fatto che oltre 7 su 10 dicono di essere disposti a pagare di più per avere un luogo in cui condividere momenti di relax con gli animali domestici”.

Stefania Vicini

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