Fico riapre a luglio e strizza l’occhio al turismo organizzato

Fico 070707. Non è una password ma la data da circolettare sul calendario: il 7 luglio, alle 7 di sera, la food destination alle porte di Bologna riapre i battenti in una veste totalmente rinnovata. Dopo un anno di lavori per trasformarlo nell’unico food park di questo genere a livello mondiale – erede del concetto di Expo Milano 2015 e simbolo della Food Valley – Fico punta anche sul turismo organizzato con Fto.

“Fico è destinato ad attrarre un turismo non solo stagionale – ha detto il presidente Fto Franco Gattinoni -. Il turismo è la prima industria al mondo e lo deve essere anche in Italia. Si pensi alla crescita leisure di Milano dopo l’Expo e Bologna, con Fico, può realizzare altrettanto. Credo in un grande lavoro in sinergia con il turismo organizzato. Fico è una vetrina internazionale, non solo nazionale. Abbiamo bisogno di riaprire prima possibile le frontiere, il turismo di prossimità va bene ma non basta e l’incoming fondamentale”.

Il piano di sviluppo di Fico è stato finanziato dai soci Eataly e Coop Alleanza 3.0 per oltre 5 milioni di investimento e supportato dal Fondo Pai-Parchi Agroalimentari italiani, che detiene la proprietà dell’area, costituito e gestito da Prelios Sgr.

“L’avvento del Covid e i conseguenti interventi di contenimento della pandemia – ha dichiarato Alessandro Busci, head of Fund Management di Prelios Sgr – ci hanno posto nella condizione di poter e dover ripensare, di concerto con il gestore Eataly World e secondo un approccio proattivo, il format di Fico. Si è fatto leva sia sulle esperienze positive registrate nei primi due anni dall’inaugurazione, sia sulle aree di miglioramento che si sono evidenziate. I trend mondiali di medio-lungo periodo evidenziano dati in crescita nel settore turistico e in quello dei parchi di divertimenti. Questo consentirà al Fondo Pai e ai suoi investitori e stakeholder di conseguire risultati positivi in termini sia economici sia di ricadute sull’economia reale – promuovendo l’occupazione e l’eccellenza delle filiere italiane – e sul fronte sociale, dall’educazione alimentare alle malattie legate a cibo e alimentazione”.

Per Nicola Farinetti, ceo Eataly Spa, “con il nuovo concept la visione originale di raccontare biodiversità italiana non cambia. L’Italia merita di avere un posto come Fico, che racconti valori a partire dal campo, gli allevamenti e le fabbriche. È l’orgoglio italiano volano dell’export”. E ha ricordato l’importanza dell’educazione. “Il mondo del cibo deve essere insegnato nelle scuole, così come lo stimolo a partecipare a un benessere collettivo che vada oltre il mero business”.

“Crediamo in questo progetto che è molto vicino valori Coop”, ha aggiunto Stefano Dall’Ara, direttore partecipate Coop Alleanza 3.0 -. Il cibo di qualità e la valorizzazione filiera italiana possono essere drive della ripartenza del Paese”.

Andrea Segrè, presidente di Fondazione Fico per l’Educazione alimentare e alla Sostenibilità ha ricordato la mission di promuovere l’educazione alimentare e la sostenibilità. “Mettere il cibo al centro del mondo per stare tutti meglio”, ha auspicato.

Stefano Cigarini, amministratore delegato di Fico Eataly World, ha ricordato come Fico Eataly World abbia generato l’11% di tutto il turismo approdato a Bologna.
“Vogliamo rendere il nostro Parco da Gustare ancora più popolare, per chiunque abbia la pancia, lavorando, per parafarsare Walt Disney, non nel business del cibo ma in quello delle persone, che devono essere stimolate e coinvolte emozionalmente nel viaggio di scoperta. Fico è il parco dei sensi: gusta, tocca, annusa, guarda, ascolta, perché ognuna delle sette aree – salumi e formaggi, pasta, gioco e sport, vino, olio, dolci e il luna farm, più all’esterno frutteto, uliveto e vigneto – avrà un tema sonoro”.
E prosegue: “Fico si presenta con 13 ristoranti, 13 fabbriche, 13 bar, 1 Eataly market con cinque elementi novità: 30 attrazioni, le  fabbriche per avvicinare le persone al ”come si fa” che prendono vita grazie a contenuti multimediali sui vetri, esperienze con gli animali, le giostre multimediali, autentici padiglioni scientifici in collaborazione con Focus e 60 esperienze revarding e immersive con gli operatori come trigger di un percorso di esperienze diverse. A questo si aggiungono un centro congressi da 3000 metri quadrati e 1000 posti, il progetto del Museo della gastronomia italiana e un fitto calendario di eventi a seconda della stagionalità”.
Altra novità di Fico è il biglietto d’ingresso. La formula è all inclusive, parcheggio compreso.

Paola Olivari

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