Controlli sul Green Pass, rischio caos negli scali

Almeno dieci differenti approcci al Certificato verde europeo tra i 27 stati membri della Ue, a pochi giorni dall’adozione, che mettono a rischio l’operatività negli aeroporti. A denunciare la situazione di ritardo sono A4E, Aci, Iata ed Era, che in una lettera ai governi Ue hanno chiesto di armonizzare con urgenza gli standard per la verifica del certificato, per evitare code infinite e disagi negli scali.

Le associazioni riconoscono che la Commissione europea abbia lavorato bene, a stretto contatto con l’industria, fornendo in tempi record il quadro adeguato che consente Dcc comuni e interoperabili. Ma, per l’appunto, il contraltare sono i non meno di 10 diversi approcci e soluzioni nazionali attualmente in fase di revisione in tutta l’Ue.

Le associazioni rilevano che i tempi medi di elaborazione del check-in sono già aumentati del 500%, a dodici minuti per passeggero: da qui il richiamo al fatto che la verifica del Dcc debba avvenire con largo anticipo rispetto alla partenza e prima dell’arrivo dei passeggeri in aeroporto (“off airport”), insieme ai moduli di localizzazione passeggeri (Plf) e senza duplicazione dei controlli.

“Con l’arrivo della stagione di punta dei viaggi – si legge nella nota congiunta – l’UE ha fortunatamente ora a disposizione una serie di strumenti e misure per consentire e sostenere il riavvio della connettività aerea. Abbiamo bisogno che gli Stati membri attuino con urgenza questi strumenti in modo armonizzato ed efficace. Consideriamo questi come prerequisiti essenziali per viaggiare, per evitare lunghe code ai passeggeri e tempi di attesa che creerebbero nuovi rischi per la salute e porterebbero inevitabilmente a problemi operativi per aeroporti e compagnie aeree”

Le associazioni propongono che gli Stati membri sviluppino portali nazionali per facilitare la verifica dei Dcc direttamente da parte delle autorità dei rispettivi Paesi, limitando il trattamento dei dati sanitari da parte delle compagnie aeree. Questa verifica online – quando effettuata fuori dall’aeroporto attraverso i portali– dovrebbe tradursi in un codice QR fornito dal passeggero alla compagnia aerea per facilitare l’emissione della carta d’imbarco online. A4E propone che tali portali integrino anche il Plf, e che la verifica dei Dcc non avvenga anche all’arrivo a destinazione, poiché “servirebbe a poco dal punto di vista medico e potrebbe portare a inutili code”.

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