Go World, anche il souvenir diventa trade

Anche il merchandising d’autore diventa trade. E’ questa l’idea di Go World, che ha lanciato Go World Emporium, piattaforma e-commerce studiata per “permettere alle agenzie di viaggio e ai loro clienti di acquistare oggetti unici e originali da tutto il mondo”, come spiega il gruppo di t.o. in una nota.

“Desideriamo supportare le agenzie di viaggio fornendo loro un ulteriore strumento per attrarre e fidelizzare clienti, che possono così recarsi e tornare in agenzia non solo per prenotare un viaggio, ma sempre più spesso, a partire dall’acquisto di regali – afferma Lucia Fava, marketing manager di Go World -. Siamo convinti che l’acquisto di artigianato locale originale possa essere un modo in più per rivivere le sensazioni di un viaggio, incuriosire, e conoscere nuovi Paesi, culture e tradizioni, e che l’agente di viaggio possa diventare un consulente anche per tutto ciò che concerne la parte più emotiva del viaggio al di fuori della vendita di pacchetti turistici, peraltro con la possibilità di fare business anche quando il turismo è fermo”.

Alcuni esempi di souvenir in vendita? “Dalla sciarpa pakistana alla cintura in cuoio e conchiglie realizzata a mano dagli Hamer, uno dei gruppi tribali della Valle del Fiume Omo in Etiopia, dall’applique per luce in pelle di cammello allo scendiletto artigianale africano, dal portagioielli di foglie di agave realizzato da un gruppo di donne del Madagascar al Thangka del Bhutan”.

Su Go World Emporium si può acquistare per tipologia di prodotto (arredamento, abbigliamento, accessori e oggettistica) oppure per continente di provenienza come Africa, America, Asia e Oceania. “Tutti i pezzi proposti – si conclude la nota dell’operatore – sono difficilmente rintracciabili su altri portali e la maggior parte sono pezzi unici o con una numerazione limitata. Go World Emporium si inserisce nella filosofia del gruppo che crea da sempre viaggi unici e su misura con grande attenzione ad un turismo responsabile e nel pieno rispetto dei luoghi e delle persone che li abitano”.

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