Il rilancio in cinque mosse

La valorizzazione dei territori e della diversità dell’Italia è il fattore distintivo della promozione turistica. Questo è l’elemento centrale di un approccio in 5 mosse dedicato a dare nuovo ed ulteriore vigore al turismo nella nostra Penisola. E’ quanto emerge dal report redatto da Deloitte e Aiceo, l’associazione italiana dei ceo fondata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere lo scambio di esperienze tra i soci per generare idee, innovazione e visioni sul futuro, per individuare esperienze di successo e proporre soluzioni concrete alle problematiche delle aziende e più in generale del Paese. Tutto è partito da una maratona virtuale a marzo, cui hanno partecipato interlocutori di varia estrazione: hôtellerie, trasporti, tecnologia, arte, cultura, università, enogastronomia, termale, tour operating, agenzie, network e istituzioni. Ne è derivata una survey, da cui sono emerse, appunto, cinque carte da giocare per rilanciare il settore: ascoltare, innovare, investire, accogliere e mantenere.

“Si deve partire dall’ascolto per poi con tempestività e visione procedere con innovazione ed investimenti – afferma la ricerca -. È fondamentale alimentare una strategia di comunicazione integrata, di forte impatto a livello internazionale, che faccia sognare l’Italia come la destinazione preferita dai viaggiatori più evoluti. È necessario rileggere con concretezza e incisività le nostre azioni in ambito turismo”.

Il Covid ha imposto uno stop che deve divenire l’opportunità per il rilancio in una prospettiva profondamente rivisitata, ha cambiato abitudini e preferenze. “L’ascolto – prosegue il report – ci sintonizza sulle nuove aspettative a cui dare risposte attingendo alle più aggiornate innovazioni e dando seguito ad investimenti realizzativi con visioni di medio termine, sostenuti da convergenze tra pubblico e privato”.

Secondo punto l’accoglienza: “L’approccio digital è un amplificatore della visibilità del settore turistico ed è un elemento fondamentale a supporto del turismo in Italia – sostiene l’indagine  -, ma non potremo mai prescindere dalle persone e dall’empatia che sapremo creare con l’ospite. Le virtual experiences potranno accrescere il desiderio di scoprire l’Italia alimentando il ‘sogno di scoperta’ e potranno accompagnare il viaggiatore verso l’esperienza fisica vivendo le varie mete e percorsi che il nostro Paese può offrire”. Non si può prescindere dall’incontro tra fisico e digitale, sintetizzato nel concetto di “phygital”.

Il mantenimento rappresenta l’elemento che genera valore nel medio termine, suggeriscono Aiceo e Deloitte: “Servono progetti che possano accompagnare percorsi di investimento nel medio termine. Sono necessari tempi tecnici per realizzarli e servono le opportune prospettive per il recupero degli stessi. Gli investitori vanno sostenuti e rassicurati da strategie che possano offrire visione e possibilità concrete di consolidamento e crescita”.

La promozione del brand “Italia”, infine, “deve partire da una nuova concezione di sistema-Paese, con un approccio ancora più forte ed innovativo di quanto già fatto da altri competitor fino ad oggi, concretizzandosi con la presenza sui mercati esteri in una connotazione di valore che lega turismo, cultura, enogastronomia, moda, design – conclude il report -. Il nuovo umanesimo digitale, indotto da una forzata accelerazione verso il digitale, virtuale può essere un’opportunità rilevante ed unica per l’attuale tessuto economico italiano”.

Eugenio Puddu , consumer product leader di Deloitte e rappresentante nel tavolo di lavoro turismo di Aiceo, ha discusso con Guida Viaggi alcuni passaggi chiave del paper.

Gv: Nella ricerca si parla di digitalizzazione e phygital. Quali sono i fattori chiave di questo processo?
“Come Deloitte eravamo pronti al passaggio degli eventi al digital. In un certo senso è stato un comportamento forzato. Ora la logica phygital deve riportare a opportuni incontri fisici, ma al tempo stesso a non riprendere alcuni aspetti che possono essere fatti digitalmente. Nello specifico del turismo, l’offerta di pacchetti, in particolare da parte di operatori di dimensioni più piccole, non è allineata a una domanda che è già digital; è necessaria, perciò, la creazione di una piattaforma nazionale univoca per la gestione del comparto in Italia. Le cinque mosse, ascoltare, innovare, investire, accogliere e mantenere, devono fare parte di un approccio strategico; in questo modo si possono evitare che le azioni messe in atto rimangano meri slanci senza continuità. Il 95% degli interpellati ritiene che la tecnologia possa contribuire al rilancio del turismo nella nostra penisola, l’81% pensa che il Belpaese non sia sufficientemente pubblicizzato all’estero e il 3% si dice disposto a dare visibilità alla propria offerta se si potesse operare su un portale digitale nazionale centralizzato a condizioni vantaggiose. Sarebbe auspicabile un tavolo di lavoro istituzionale, per poi tirare le fila e gestire l’offerta”.

Gv: Un esperto del settore ha indicato nell’intelligenza artificiale la chiave per uscire dalla crisi. Concorda con questa opinione? Come potrebbe essere applicata specificatamente all’Italia e al turismo?
“Di sicuro l’intelligenza artificiale, acquisita la tutela della privacy, è imprescindibile: permette la profilazione del consumatore e con una profilazione mirata si potrebbe selezionare l’offerta migliore senza perdite di tempo. Per esempio, la programmazione non si limiterebbe più alla sola stagione di picco e si arriverebbe a sganciarsi dal calendario scolastico”.

Gv: La promozione del nostro sistema Paese dovrebbe essere ancora più innovativa di quella messa a punto dai competitor: quali potrebbero essere le mosse da attuare in questo senso?
“Puntare sulla specificità e sull’unicità del territorio, valorizzando il concetto di ‘Italian lifestyle’, ripreso secondo diverse prospettive e in un racconto che sottolinei le opportunità e non si fermi alle eventuali difficoltà. Si spera che il Pnrr possa porre rimedio ai deficit, dalla rete ferroviaria a quella marittima, fino ai porti turistici”.

Nicoletta Somma

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