Wttc e impatto Covid: l’Asia paga il prezzo più alto

L’Asia-Pacifico è stata la regione più colpita dalla pandemia, secondo il nuovo rapporto annuale Economic Trends Report del World Travel & Tourism Council. Il rapporto rivela l’impatto drammatico delle restrizioni ai viaggi messe a punto per frenare il Covid sull’economia globale, sulle singole regioni e sulle perdite di posti di lavoro in tutto il mondo. L’Asia-Pacifico è stata la regione con la performance peggiore, con il contributo del settore al Pil che è sceso di un 53,7%, rispetto al calo globale del 49,1%.

La spesa dei visitatori internazionali è stata particolarmente colpita in tutta l’Asia-Pacifico, con un calo del 74,4%, dato che molti Paesi della regione hanno chiuso i loro confini. La spesa interna è stata testimone di un calo inferiore ma ugualmente punitivo del 48,1%. L’occupazione nel settore dei viaggi e del turismo nella regione è scesa del 18,4%, pari a una cifra scioccante: 34,1 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, nonostante questo calo, l’Asia-Pacifico è rimasta la regione più importante per l’occupazione del settore nel 2020, rappresentando il 55% (151 milioni) di tutti i posti di lavoro globali del Travel & Tourism.

Virginia Messina, senior vice president Wttc, ha dichiarato: “I dati hanno messo a nudo l’impatto devastante che la pandemia ha avuto sul travel in tutto il mondo, lasciando le economie malconce, milioni di persone senza lavoro e molte altre che temono per il loro futuro. Il nostro rapporto annuale sulle tendenze economiche mostra quanto ogni regione abbia sofferto a causa delle pesanti restrizioni ai viaggi introdotte per controllare la diffusione del Covid. Il Wttc ritiene che i governi di tutto il mondo debbano approfittare del lancio dei vaccini, che potrebbe alleggerire significativamente le restrizioni sui viaggi e contribuire ad alimentare la più ampia ripresa economica globale”.

Il rapporto ha anche rivelato che il settore europeo dei viaggi e del turismo ha subito il secondo più grande crollo economico l’anno scorso, con un calo del 51,4% (€987 miliardi). Questo significativo e dannoso declino è stato in parte dovuto alle continue restrizioni alla mobilità per frenare la diffusione del virus. La spesa interna nel Vecchio Continente è diminuita del 48,4%, compensata da alcuni viaggi intra-regionali, ma la spesa internazionale è scesa a un tasso ancora più brusco, del 63,8%. Nonostante questo, l’Europa è rimasta la prima regione globale per la spesa dei visitatori internazionali. Tuttavia, l’occupazione nel settore dei viaggi e del turismo ha sofferto in tutto il continente, con un calo del 9,3%, pari a una perdita di 3,6 milioni di posti di lavoro.

Il Pil dei viaggi e del turismo in Africa è sceso del 49,2% nel 2020, in linea con la media globale. La spesa interna è diminuita del 42,8%, mentre quella internazionale ha visto una contrazione molto più accentuata al 66,8%. In termini di perdita di posti di lavoro, l’Africa ha sofferto sproporzionatamente di più rispetto ad altre regioni, con un calo del 29,3%, che rappresenta 7,2 milioni di posti di lavoro.

Il contributo dei viaggi e del turismo al Pil in Medio Oriente è diminuito significativamente nel 2020, scendendo del 51,1%. Mentre la spesa interna è diminuita del 42,8%, quella internazionale ha visto una flessione molto più forte del 70,3%, in parte guidata dalle severe restrizioni. La regione, che nel 2019 dipendeva fortemente dal turismo estero, ha visto la spesa internazionale come quota della spesa totale del travel & tourism scendere dal 62% del totale nel 2019 ad appena il 46% nel 2020. Tuttavia, la spesa interna è cresciuta, dal 38% del totale nel 2019 al 54% nel 2020.

Nonostante un calo del 42,4% del Pil nel 2020, le Americhe sono state la regione principale meno colpita a livello globale. Di conseguenza, è rimasta la più grande regione in termini di importanza economica, rappresentando il 35% del Pil globale diretto del travel & tourism. Mentre la spesa interna è scesa del 38,9%, quella internazionale ha visto un calo significativamente più netto del 72,1% a causa delle severe restrizioni di viaggio sui visitatori in entrata. I Caraibi, che sono una regione altamente dipendente dai visitatori internazionali, sono stati la “sottoregione” più colpita a livello globale. Il Pil è sceso infatti del 58% l’anno scorso, dal 14,1% della sua economia totale nel 2019, ad appena il 6,4% nel 2020.

Il Wttc Economic Trends Report mostra come il settore consenta lo sviluppo socio-economico, la creazione di posti di lavoro e un significativo impatto sociale positivo, fornendo anche opportunità a donne, minoranze e giovani. Lo studio suggerisce che il settore farà perno e si adatterà per tornare infine più forte dopo il Covid, identificando le tendenze che stanno già guadagnando consenso ed esplorando i cambiamenti che potrebbero essere necessari per sostenere il comparto in futuro.

Dal punto di vista della domanda, la pandemia sta trasformando le inclinazioni e i comportamenti dei viaggiatori verso il familiare, il prevedibile, il fidato e verso destinazioni percepite come a “basso rischio”. Secondo il rapporto, a breve termine regneranno più vacanze regionali, con ricerche e pianificazioni approfondite, e i grandi spazi aperti. Il Covid sta anche dimostrando di essere un catalizzatore nella ricerca del settore per l’innovazione e l’integrazione di nuove tecnologie come la biometria, che permetterebbe un’esperienza di viaggio più fluida.

Mentre il travel globale inizia a vedere la luce alla fine del tunnel, il Wttc sostiene la necessità di un approccio coordinato, coerente e trasparente a livello internazionale per consentire viaggi sicuri. Avere protocolli igienico-sanitari chiari e coordinati aiuterebbe il settore a ricostruire la fiducia dei viaggiatori e permetterebbe ai viaggi internazionali di riprendere e recuperare rapidamente.

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