Aeroviaggi, con Mangia’s alla conquista della fascia premium

Esteriormente si presenta come un semplice rebranding, con il nome di famiglia seguito dal genitivo sassone che fa già intuire le velleità internazionali. In realtà è molto più invasivo il processo di riposizionamento verso la fascia premium che ha in mente Marcello Mangia, presidente del Gruppo Aeroviaggi, per il suo portafoglio di strutture. Ad iniziare proprio dal brand, Mangia’s Sea View Resorts & Clubs, con il quale da un lato aspira ad una maggiore visibilità nel segmento hospitality grazie all’autonomia rispetto al nome del gruppo, e dall’altro fa leva sull’eredità alberghiera di famiglia per offrire garanzie di qualità.

In un’intervista a Guida Viaggi, nel corso della presentazione del progetto al Pollina Premium Resort, il presidente racconta proprio la storia di questa trasformazione: “Era il 9 marzo (2020, ndr), in piena fase pandemica, quando la struttura di Pollina è stata chiusa e in questa circostanza abbiamo riflettuto sul fatto che il nostro prodotto era al 100% in mano ai tour operator (con un 60% medio di presenze straniere e un 40% di flussi domestici in tempi normali, ndr). Ci siamo resi conto che quasi non esistevamo sul mercato e il business era incentrato sul vuoto-pieno. A quel punto ci siamo rigenerati e l’anno scorso abbiamo venduto il 60% del prodotto alberghiero in forma diretta – attraverso sito, booking e agenzie – e con alcuni tour operator preferenziali, tra cui Valtur, Fram, Tui, isola Azzurra”.

La rigenerazione

La fase pandemica ha indotto un ripensamento nel mix di clientela e dal punto di vista strategico ha portato il gruppo a puntare anche sulla valorizzazione delle partnership con i tour operator.

“Il focus – ammette Mangia – è il turismo internazionale accompagnato da una qualità superiore. Abbiamo trascorso un inverno a gestire la formazione (il gruppo conta 1200 dipendenti nei 14 hotel, di cui 12 di proprietà e 2 in affitto, ndr). E’ stata avviata una partnership con il Gambero Rosso per orientarci verso una cucina gourmet nella parte premium delle strutture”. Dopo il Favignana, divenuto Premium Resort, è toccato al Pollina sperimentare questo nuovo approccio. Da quest’anno, infatti, il complesso è passato da 1 a 4 ristoranti “e il prossimo anno saranno 5”. Il lancio del brand segna l’avvio di un progetto di espansione con un modello di accoglienza più sostenibile e integrato nel contesto naturalistico, basato sulla valorizzazione degli spazi aperti, dei parchi privati, dei panorami, delle aree verdi secolari in cui sono immerse le strutture e del mare, delle spiagge e delle attività acquatiche. Saranno previsti anche dei ristoranti a pagamento e delle attività sportive gestite in modo professionale, sia in forma gratuita che a pagamento “per incrementare la voce ricavi”, spiega il presidente.

Gli investimenti e lo sviluppo

Negli ultimi 5 anni il gruppo ha investito 75 milioni di euro e per questa fase di rinascimento, come viene definita, è stato fissato un budget di “10 milioni di euro di Capex nei prossimi 3 anni sui 14 hotel”.

Anche a livello infrastrutturale ci saranno dei cambiamenti: “Al Pollina verranno realizzate 30 suite e verrà ridotto il numero delle camere che attualmente sono 345”, annuncia Mangia.

Il valore degli asset immobiliari ammonta a 270 milioni di euro, come da rivalutazione effettuata da EY due mesi fa e il gruppo non frena le sue ambizioni: “Guardiamo a nuove aperture attraverso la formula del contratto di management – dichiara l’imprenditore siciliano – e stiamo guardano a Puglia e Toscana”.

Le prenotazioni 2021, intanto, sono ripartite: il mese di luglio registra un’occupazione dell’80% e lo stesso tasso si dovrebbe realizzare ad agosto, mentre a giugno il load factor è stato pari al 55%, con una media annua compresa tra il 70 e il 75%. In futuro sarà rafforzato il progetto di estensione della stagionalità con iniziative specifiche.

Tutta la strategia di marketing, vendite e revenue sarà a trazione integrale digitale, per onorare lo spirito innovativo del founder Antonio Mangia, commenta il global Cmo & Revenue di Mangia’s, Luca Di Persio.

Il gruppo ha chiuso il 2019 a quota 90 milioni di euro di fatturato, contro i 27 milioni del 2020 e una stima di 45 milioni di euro per l’esercizio finanziario in corso. E alla domanda su un’eventuale apertura del capitale per accelerare l’espansione, il presidente non si sottrae e dichiara: “Non lo escludo, anche se non adesso” e sulla tipologia di partner pensa ad “un fondo o ad un tour operator”.

Laura Dominici

 

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