La polizza oltre il limite dell’ancillary

Il Covid ci ha messo lo zampino: complice un trend già in atto, la pandemia ha spinto i clienti ad assicurare il proprio viaggio e, contemporaneamente, a rendere le adv più consapevoli del valore aggiunto di questo prodotto. Da ancillary, l’assicurazione è diventata quasi una conditio sine qua non. Ne danno conferma le società, evidenziando un incremento del tasso di sottoscrizione delle polizze per l’estate ‘21 rispetto agli anni passati.

“Il tasso è decisamente cresciuto: in termini di volumi, tra maggio e giugno 2021 siamo a +140% rispetto al 2019 – afferma Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T -. Il valore medio polizza si è, tuttavia, ridotto a causa della sostanziale assenza di prenotazioni sul medio e lungo raggio, quindi la crescita effettiva si attesta sul 40% rispetto al 2019”.

Michele Cossa, a.d. Borghini e Cossa S.r.l. – Insurance Broker segnala: “Il dato di cui siamo in possesso è relativo alle polizze vendute in abbinamento all’acquisto di biglietti per traghetti verso la Grecia: in questo caso la redemption è passata dal 15% a oltre il 45%. Risulta peraltro evidente come la prima preoccupazione del passeggero sia quella legata al rischio di dover cancellare il viaggio a causa del Covid, seguita dal timore di dover sopportare costi aggiuntivi in caso si venga coinvolti in episodi legati al virus durante il viaggio come la malattia o la quarantena forzata a destinazione”. “Le nostre aspettative si confermano positive nei prossimi mesi, perché vediamo un mercato in crescita – testimonia Stefano Pedrone, responsabile divisione turismo di Nobis Assicurazioni – e ogni giorno le agenzie ci evidenziano un importante desiderio dei clienti di tornare a viaggiare. Il nostro ottimismo deriva anche dalla percezione positiva delle stesse adv, che vedono sempre di più le polizze assicurative come una parte integrante del servizio da offrire ai viaggiatori. Sul piano dei numeri solo nel corso del 2022 ci attendiamo di tornare ai risultati del 2019 in termini di vendite delle polizze viaggi”.

Più “prudente” Daniela Panetta, direttore commerciale Ergo Assicurazione Viaggi: “Stiamo iniziando a vedere ora i primi numeri consistenti di emissioni: è difficile dire se il tasso di conversione prenotazione/polizza sia aumentato o meno perché ci mancano i numeri delle prenotazioni complessive e il raffronto con gli anni precedenti. Quello che possiamo affermare con assoluta sicurezza è che sono aumentati sia l’interesse, che il livello di informazione richiesto per le polizze legate ai viaggi. Lo vediamo tutti i giorni monitorando le chiamate al nostro customer care, con clienti e agenzie che entrano sempre più nel merito delle singole prestazioni”. Sulla stessa linea Massimo Borelli, responsabile commerciale di Ami Assistance: “Sicuramente la pandemia sta spingendo molte più persone a capire l’importanza delle polizze travel distribuite dal settore turismo italiano – fa notare il manager – e quindi a un aumento della propensione a stipulare polizze. Tuttavia è ancora presto per calcolarne l’impatto dato che il turismo sta ripartendo ora e prevalentemente con mete a breve o medio raggio, Italia e Europa. Ci aspettiamo che l’attività possa aumentare ancora per le partenze di agosto e settembre”.

“E’ presto ancora per dare dei numeri – conviene Europ Assistance -, ma si avverte già da un paio di  mesi la netta sensazione che insieme ai viaggi aumenti anche la consapevolezza del bisogno di tutelarsi, sia per quanti scelgono l’Europa, sia per coloro che optano per una meta italiana e soprattutto per chi torna a viaggiare sul lungo raggio, dove è praticamente obbligatorio avere una copertura assicurativa per entrare nel Paese”.

Di diverso avviso Marcello Alesse, ceo di B&T Insurance Service e fondatore del portale Webins.it: “Sebbene nell’ultimo mese si sia assistito a un discreto movimento in termini di acquisto di polizze viaggi, non è possibile fare dei paragoni con il passato – puntualizza -. La maggior parte della richiesta di polizze riguarda l’Italia e solo poche l’Europa. Oggi ci troviamo con vendite maggiori, ma con un fatturato in termini di premi distante da quello degli anni precedenti. Credo tuttavia che questo incremento delle vendite possa essere di buon auspicio per il futuro, nell’attesa che torni il lungo raggio”. “In generale il numero dei viaggiatori in valore assoluto è ancora irrisorio rispetto al 2019 valuta Axa Partners Italia – e probabilmente ci vorrà ancora parecchio tempo prima di tornare ai livelli pre-Covid. Da un paio di mesi però abbiamo notato una lieve accelerazione del numero delle polizze emesse e questo è dovuto, sia alla campagna vaccinale sia alla voglia degli italiani di riprendere a spostarsi. La pandemia ha sensibilmente aumentato la richiesta assicurativa per due aspetti: una maggior attenzione alla salute e quindi alle coperture medico/sanitarie e una sempre maggiore attenzione alle polizze contro le penali da annullamento applicate da vettori/strutture/tour operator in caso di rinuncia al viaggio”.

Nicoletta Somma

Tags: , , , , , , , , ,

Potrebbe interessarti