Restituzione acconto, l’opportunità di una polizza “forza maggiore”

Nel Codice del Turismo le uniche polizze obbligatorie ex lege sono quelle relative alla copertura del rischio per fallimento o insolvenza del professionista (t.o. o adv) e alla responsabilità civile che sono disciplinate dall’art. 47 del Codice del Turismo e sono obbligatorie per l’organizzazione e la vendita di pacchetti. L’art. 49 prevede l’obbligo di tali polizze anche per l’organizzazione e la vendita per i servizi turistici collegati. “Rispetto al passato, l’obbligo di sottoscrivere le predette polizze è più stringente – fa presente l’avvocato Carmine Criscione, consulente legale Welcome Travel e di t.o. organizzatori di vacanze-studio – in quanto le autorità locali competenti (Regione o Provincia) possono richiedere ad adv o t.o. la prova di averle stipulate. Qualora non venisse fornita, si può rischiare la revoca della licenza o pesanti sanzioni da parte dell’Agcm”. Tutte le altre polizze previste nel settore “sono facoltative e possono essere stipulate solo con il consenso del viaggiatore”. Fatta questa premessa, passiamo all’art. 41, comma 4 del Codice del Turismo che ha imposto l’obbligo di restituzione dell’acconto in caso di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta. Durante la pandemia, per evitare il tracollo del settore, il D.L. n.9 del 2 marzo 2020, ha introdotto il voucher “come forma alternativa al rimborso imposto dall’art. 41”. Una norma che tutela il viaggiatore, ma mostra anche “uno sbilanciamento contro il professionista, chiamato a restituire l’acconto, nonostante la mancanza di liquidità”. Infatti, l’acconto è stato “investito per la prenotazione di servizi turistici dei propri fornitori, combinati in un pacchetto che, per la forza maggiore, non potrà più portare in esecuzione”. Da qui l’auspicio o l’invito, espresso anche da Ectaa, di “una riforma dell’art.41 comma 4 e della sua corrispondente norma comunitaria, l’art.12 della Direttiva Pacchetti 2015/2302 per un maggiore equilibrio fra le parti”. Come ovviare? Per l’avvocato una strada è “una polizza per forza maggiore, in alternativa ad alcune polizze Covid già operative”. Perché se non dovesse essere approvata la revisione dell’art. 41, il t.o. e, prima, la corrispondente norma comunitaria, dovrebbe restituire l’acconto, da qui la necessità di sottoscrivere una polizza che lo tuteli.

Una polizza di questo tipo “consentirebbe, in caso di risoluzione del contratto per forza maggiore, che il risarcimento di quanto non recuperato da altri fornitori oltre quello che abbia cancellato e restituito quanto versatogli, venga corrisposto dalla compagnia di assicurazione qualora il professionista non riesca a restituire al cliente l’acconto”. La polizza tutelerebbe t.o, adv, ma anche il viaggiatore, sottolinea Davide Frigo, del Broker Frigo Assicurazioni, “perché otterrebbe la riprotezione come previsto per legge e avrebbe una tutela combinata dall’organizzatore/assicurazione che gli permetterebbe di aver la massima assistenza senza pagare nulla, diversamente se si fosse organizzato per conto suo”. Frigo concorda sul fatto che il problema di fondo comunque sia quello “di una revisione della legge (Codice Del Turismo) che ora come ora impone una responsabilità elevata in carico al t.o. e rischia di mettere a repentaglio la sua stabilità economico-finanziaria”. A suo dire “possono essere valutate assicurazioni complementari, ma soprattutto andrebbe rivista la responsabilità di fondo anche su eventi di forza maggiore sempre integralmente in carico al t.o, distribuendo meglio diritti, oneri e rischi fra tutti i soggetti coinvolti in un pacchetto”.

Stefania Vicini

Tags: , ,

Potrebbe interessarti