Il dg di Enac Alessio Quaranta: “Ita deve essere operativa il prima possibile”

Il traffico aereo europeo secondo le stime di Eurocontrol dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia nel 2024. L’Italia al 20 giugno, sempre secondo dati Eurocontrol, si è posizionata al quarto posto in Europa per numero di voli, subito dopo Spagna, Germania, Francia. Ma come il Covid-19 ha influito sullo sviluppo dei piani aeroportuali? Ci sono stati modifiche e ritardi? Lo abbiamo chiesto al direttore generale di Enac Alessio Quaranta, che nell’intervista con Guida Viaggi ha commentato non solo lo stato dell’arte degli scali italiani, ma anche le possibili modifiche sul fronte tasse e il decollo della nuova Ita.

Gv: Qual è la situazione attuale dei piani aeroportuali: ci sono modifiche o ritardi?
“I piani di sviluppo degli aeroporti con lunghezze di pista superiore ai 1.500 metri una volta approvati in linea tecnica dall’Enac vengono sottoposti a valutazione di impatto ambientale (Via) presso il ministero della Transizione Ecologica. I processi attualmente in corso per gli aeroporti nazionali sono svariati e interessano infrastrutture il cui sviluppo è fondamentale per sanare il gap di capacità che si è riscontrato al 2019 e che si ripresenterà nel momento in cui gli effetti della pandemia cesseranno e la ripresa consentirà di recuperare il calo verificatosi nel 2020, ad esempio Bergamo, Catania, Milano Malpensa. Purtroppo le modifiche apportate al D.Lgs 152/06 che hanno definito tempi più stringenti per le verifiche di compatibilità ambientale non hanno portato i benefici sperati. I lavori della Commissione Tecnica di Valutazione ristagnano e i tempi si stanno notevolmente allungando non consentendo la realizzazione di opere essenziali per lo sviluppo del trasporto aereo nazionale”.

Gv: Soffermiamoci sulla questione tasse: è pensabilea suo parere la sospensione dell’addizionale comunale?
“In generale, la pressione fiscale gravante sui passeggeri rappresenta un elemento con impatto fortemente negativo sulla competitività e lo sviluppo degli aeroporti italiani in quanto rende le destinazioni nazionali meno competitive rispetto a quelle di altri Paesi europei. Va ricordato che originariamente l’importo dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco era di 1 euro per passeggero e che nel corso degli anni ha subito variazioni importanti, fino ad attestarsi agli attuali livelli di 7,50 euro per i passeggeri in partenza dagli scali di Roma e 6,50 euro per quelli in partenza da tutti gli altri scali nazionali. Ad oggi, il gettito di tale imposta va a finanziare misure differenti che non sono correlate a servizi effettivamente fruiti dai passeggeri e che sono destinate a finanziare la fiscalità generale, come il ministero dell’Interno, l’Inps, il ministero del Lavoro, delle Politiche sociali… Pertanto, rispetto a tale imposta, Enac non può che invitare il governo, nell’ambito più generale delle misure volte a sostenere la competitività del trasporto aereo nazionale e alla luce della ricaduta economica che la ripresa del settore avrà in termini di occupazione, reddito e Pil, a valutare la soppressione, riduzione o rimodulazione dell’attuale livello dell’addizionale comunale in termini di destinazione del relativo gettito, eventualmente canalizzando quest’ultimo, in tutto o in parte, sui capitoli di bilancio che possono finanziare interventi a supporto del settore, per esempio il fondo di solidarietà del trasporto aereo”.

Gv: Cosa ne pensa della nuova Ita? Sarà la volta buona?
“La Newco è definita Italia Trasporto Aereo Spa secondo il decreto del governo firmato il 9 ottobre dai quattro ministri dell’Economia, Trasporti, Sviluppo economico e Lavoro. Anche lo statuto della società, allegato al decreto, conferma che non ci sarà più il nome Alitalia. La compagnia aerea Italia Trasporto Aereo Spa, dovrà essere operativa il primo possibile, ragionevolmente entro la fine della summer al fine di non creare disservizi per l’utenza nel rispetto del Regolamento 261/2008. In particolare la nuova compagnia vorrebbe procedere con l’ottenimento di un Coa, al momento, ‘semplificato’ nel senso che vorrebbe mettere in servizio due Airbus di lungo e di medio raggio per effettuare attività di wet lease, in modo da raggiungere poi nel corso dell’anno seguente una flotta complessiva di circa 50 macchine. La dieta dimagrante imposta da Ue alla nuova compagnia sembra essere pertanto rispondente alle attuali esigenze del mercato e la compagine societaria completamente statale dovrebbe garantire la stabilità economica finanziaria della nuova nata”.

Nicoletta Somma

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