Incoming, la ricetta di Bocca: “Usa, grandi eventi, mai più lockdown”

Una ripresa lenta e che paga l’assenza – specie nelle città d’arte – dei mercati long haul. Ma con un po’ di luce dal booking di fine estate e la speranza legata al ritorno dei grandi eventi, con la necessità di rivedere al contempo i parametri delle eventuali “richiusure”, per evitare un 2020-bis. E’ questo lo scenario dell’incoming tricolore secondo Bernabò Bocca, che investe sul futuro energie e risorse finanziarie nella doppia veste di presidente di Federalberghi e di patron di Sina Hotels.

Usa e Regno Unito, assenze di peso
E se come imprenditore Bocca ha appena battezzato l’ampliamento del suo Bernini Bristol di Roma, alla presenza della sindaca Virginia Raggi, come “sindacalista” della ricettività tricolore fissa obiettivi che puntano al contenimento dei danni. “Assistiamo a una ripresa lenta, con le città d’arte che stanno pagando il prezzo più alto, dovuto alla mancanza di clientela nordamericana, quella che ha fatto vivere le nostre magnifiche città negli ultimi anni. Abbiamo una netta ripresa sulle destinazioni balneari, dovuta principalmente a turisti italiani, che si muovono e restano nel Paese, e al turismo europeo di prossimità: tedeschi, francesi, belgi. Su giugno e luglio mancheranno molto anche gli inglesi, importanti in termini turistici”.

L’autunno porta frutti
La situazione è però progressivamente più rosea: “Su settembre e ottobre stiamo vedendo maggiori prenotazioni dagli Usa – rimarca Bocca – ma siamo ancora molto lontani dai numeri del 2019: il nostro obiettivo resta quello di migliorare i numeri del 2020, anno molto negativo. E se – 2020 su 2019 – le città d’arte hanno rilevato un -75/80%, il sogno per il 2021 è quello di dimezzare queste perdite, arrivando a un -40%. Oggi siamo ancora lontanucci dal traguardo, anche perché i primi cinque mesi nel 2021 li abbiamo passati quasi sempre in lockdown, mentre nel 2020 gennaio e febbraio erano stati mesi normali”.

Montagna: vietato un 2020-bis
Quanto alla montagna, Bocca ricorda innanzitutto che “ha perso completamente l’ultima stagione invernale. Ora sta andando benino, ma sarà fondamentale non perdere anche la prossima winter. Siamo d’accordo con quanto si sostiene altrove, ad esempio in Germania: bisogna rivedere i parametri per le politiche di chiusure ed aperture, e mettere in primo piano i ricoveri, e non tanto i contagi. Le varianti sono certamente molto contagiose, ma se si è vaccinati si trasformano in poco più di un’influenza”.

Eventi al centro della ripresa
E poi ci sono i grandi eventi internazionali. “Ci auguriamo che tornino fin dal prossimo autunno – osserva Bocca – perché sono in grado di portare blocchi di prenotazioni. Al momento andiamo avanti una camera alla volta, e diventa difficile perché gli hotel sono tanti, e tante sono anche le camere da riempire. Il Salone del mobile a Milano, Cibus a Parma, il Festival del cinema a Venezia portano immediatamente tanta domanda”. E gli Europei di calcio a Roma? Hanno aiutato in tal senso? “Gli Europei a Roma son serviti zero: per Italia-Turchia, la partita inaugurale, avremmo dovuto ospitare al Bernini due importanti delegazioni turche, che poi non son potute venire a causa degli obblighi di quarantena. E’ stato un peccato, perché anche i grandi eventi sportivi hanno sempre portato tantissimo alle città”.

Il real estate? Niente sciacalli
Ma quanto ha inciso la crisi sul real estate alberghiero? “C’è grande interesse per la ricettività italiana da parte degli investitori internazionali, trend che valutiamo positivamente: posso confermare che non c’è stato alcuno sciacallaggio, sui trophy asset i prezzi non sono affatto calati, e per chi vuole vendere un hotel a Roma, Firenze o Venezia c’è la coda. Gli investitori sanno perfettamente che il futuro del Paese è legato al turismo e che tornerà forte prima di altri”.

Liquidità delle imprese: serve credito garantito
Resta naturalmente il nodo del “problema di liquidità da parte delle imprese, che sono rimaste chiuse per larghi tratti del 2020 e nei primi 5 mesi del 2021, bruciando cassa. Se vogliamo farle sopravvivere serve credito garantito. Se gli hotel non riapriranno più? Basterà un esempio: a Roma, su 1.200 alberghi, 600 son rimasti chiusi anche a giugno, in quella che per la Capitale è altissima stagione. Molti riapriranno certamente a settembre, ma non sottovalutiamo il segnale: ancora oggi può convenire restar chiusi piuttosto che aprire con prenotazioni al 25%”. g.m.

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