Low cost acchiappa tutto: l’analisi di Enac

Low cost piglia tutto: il traffico dei vettori a tariffe super scontate ha conquistato quote di mercato sempre più consistenti rispetto alle major: da un 6,2% nel 2004 le low fare sono arrivate nel 2017 al 50,9% e nel 2020 al 57% a fronte di un 43% del traffico tradizionale. Dati significativi, che evidenziano quanto esse siano riuscite con le loro policy aggressive, a fare spesso il bello e il cattivo tempo. E si è visto nell’ultimo periodo, quando Enac ha acceso un faro sulla scelta dei posti a bordo. L’intento è “garantire la tutela del passeggero – ha spiegato l’ente -, nel rispetto delle ragioni di sicurezza aerea. Ciò al fine di assicurare la dignità, il diritto alla salute, alla sicurezza e alla incolumità del passeggero che la pratica tariffaria aggressiva dei vettori low cost rischia di compromettere con una offerta non adeguata ed elusiva dei diritti dei passeggeri”.

Sono pervenuti all’ente, infatti, “reclami e segnalazioni da parte di passeggeri che hanno lamentato recenti disservizi da parte di compagnie aeree low cost in ordine, in particolare, alla procedura di assegnazione dei posti sull’aeromobile che non consentono ai genitori di sedersi accanto ai propri figli minori, né ai familiari di stare accanto a persone disabili e a ridotta mobilità, se non dietro pagamento di una tariffa aggiuntiva, a volte superiore al costo del biglietto aereo”.

Enac ha istituito un gruppo di lavoro con il compito di accertare la correttezza di queste pratiche commerciali e valutare l’adozione di conseguenti provvedimenti sanzionatori. “Il gruppo di lavoro – spiega il direttore generale Alessio Quaranta in un’intervista a Guida Viaggi – opera al fine di verificare la correttezza delle procedure attuate dalle compagnie aeree low cost che chiedono il pagamento di una tariffa aggiuntiva, a volte addirittura superiore al costo del biglietto, per consentire ai genitori di sedersi accanto ai propri figli minori, e agli accompagnatori di stare accanto alle persone disabili e a ridotta mobilità”.

Una specifica disposizione del Regolamento comunitario (n. 965/2012, ndr), rammenta il direttore, stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative per le operazioni di volo e il rilascio del certificato di operatore aereo (Coa) e definisce la procedura di assegnazione dei posti a bordo dell’aeromobile: “Se gli ‘Special Category Passengers‘ viaggiano con un accompagnatore, l’accompagnatore deve essere seduto vicino al passeggero Scp”Appartengono a questa categoria le persone con ridotta mobilità, gli infant (0-2 anni), i minori non accompagnati (2-12 anni) e i passeggeri deportati o detenuti in custodia.

Il Regolamento aggiunge, inoltre: “Se un bambino viaggia con un adulto accompagnatore nella stessa classe, il bambino deve essere seduto nella stessa file di sedili dell’accompagnatore. Laddove ciò non fosse possibile, il bambino deve essere seduto a non più di una fila di sedili di distanza dall’accompagnatore”.

“Da una prima ricognizione effettuata sulle condizioni contrattuali riportate sui siti web ufficiali delle compagnie aeree sembrerebbe, in linea generale, che da un punto di vista formale le citate prescrizioni siano rispettate – sottolinea Quaranta -. Resta tuttavia il problema legato a quanto accade nella realtà in fase di prenotazione/acquisto del biglietto aereo, dal momento che quasi tutti i vettori ‘impongono’ o, quanto meno, ‘inducono’ il passeggero all’acquisto del servizio per la selezione del posto a sedere per stare vicino ai minori e/o alle persone a mobilità ridotta. Questo comportamento sembrerebbe realizzare pratiche commerciali scorrette e ingannevoli tali da falsare il comportamento economico del consumatore in fase di prenotazione del volo e acquisto del biglietto aereo, delineando una violazione del Codice del Consumo – puntualizza il direttore generale -. Per tale motivo l’Enac ha già preso contatti con l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato per un confronto sulla tematica e per coordinare eventuali azioni sinergiche sulla base dei rispettivi profili di responsabilità e competenza”. L’impegno dell’ente è dunque quello di adottare, all’esito delle evidenze che emergeranno dall’attività ispettiva posta in essere e dal lavoro di accertamento del gruppo, “ogni utile ed opportuna iniziativa in materia, inclusa l’irrogazione di eventuali provvedimenti sanzionatori nei confronti delle compagnie aeree, nonché provvedimenti d’urgenza per ristabilire le corrette pratiche commerciali”.

Minori e persone disabili o a mobilità ridotta devono, dunque, viaggiare vicino a genitori e accompagnatori senza pagare costi aggiuntivi – ha stabilito Enac -. Tutte le compagnie aeree che operano in Italia hanno l’obbligo di adattare i propri sistemi informatici di prenotazione e assegnazione dei posti per garantire questo diritto a tutela del passeggero e della sicurezza del volo. Se non rispettano queste indicazioni, l’ente irrogherà sanzioni da 10.000 a 50.000 euro“. È questo il contenuto del provvedimento adottato in via d’urgenza, dal direttore generale, d’intesa con il presidente Pierluigi Di Palma, al termine dell’istruttoria del gruppo di lavoro. “Con questo provvedimento, l’Enac ribadisce la centralità del passeggero all’interno del sistema dell’aviazione civile, la tutela della qualità del viaggio, la garanzia dei diritti dei viaggiatori e della sicurezza del volo”.

Ma allora, se il sistema aeroportuale, come accade in Italia, si basa sulla leadership delle low cost, che si autofinanziano e sono pronte a lasciare il Paese quando sorgono delle difficoltà, non sarebbe meno rischioso affidarsi a carrier legacy in grado di fornire maggiori garanzie? “Vi è un equilibrio molto labile tra gli aeroporti e le scelte fatte dalle low cost che comunque potrebbero arrivare a condizionare il mercato e, per esteso, l’economia del territorio – risponde Quaranta -. Occorre ricordare, peraltro, che il processo di liberalizzazione del settore è stato avviato già da un paio di decenni e che dal punto di vista della regolamentazione e della sicurezza, non vi sono distinzioni tra i vettori low cost e quelli cosiddetti tradizionali. La scelta spetta al consumatore che determina anche i volumi di crescita dei singoli vettori“. Secondo il direttore generale il sistema aeroportuale “deve basarsi sulla competitività rispetto agli altri scali che rappresentano dei concorrenti per tipologia di traffico e per collocazione geografica. I nostri aeroporti sono chiamati pertanto – esorta Quaranta – a programmare i propri investimenti in base alle previsioni di crescita del mercato. Investimenti e qualità dei servizi ai passeggeri sono aspetti che vanno di pari passo e che determinano anche il mercato di un aeroporto”. Non in ultimo è fondamentale “che i diritti dei passeggeri vengano sempre e comunque garantiti nella loro interezza, da qualunque vettore essi siano trasportati. Su tale punto l’ente non transigerà – asserisce il manager – e continuerà a vigilare affinché gli utenti del trasporto aereo vedano sempre garantiti e riconosciuti i propri diritti, anche attraverso un rafforzamento della struttura deputata a tale attività”.

C’è da dire che, nonostante il momento di grave crisi causato dal Covid-19, il settore del trasporto aereo si dimostra dinamico: “Lo spazio lasciato dai vettori nazionali travolti dalla pandemia – commenta il direttore generale – ha determinato la volontà di espansione di quelle attualmente operative e la richiesta di nuove certificazioni da parte di nuove società”. Si tratta di società che hanno avviato in Enac le procedure per operare come compagnie aeree, ma le cui istruttorie sono ancora in corso. Per quanto riguarda i vettori di categoria A (chi opera, cioè, con aeromobili con più di 19 posti o con massa massima al decollo superiore a 10 tonnellate) l’ente cita Aerolinee Siciliane, Aliscargo e Ita, mentre per quelle di categoria B (chi utilizza macchine con meno di 20 posti o con massa massima al decollo inferiore a 10 tonnellate)MyCoopter srl (con licenza rilasciata il 16 giugno),Sky Services Spa, LeOne (Leisure One Fly srl) e Romavia.

Nicoletta Somma

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