Garavaglia: “Veloci e flessibili per intercettare la domanda”

Un incoming veloce, flessibile e organizzato per intercettare la domanda superando anche le indecisioni legate alla “questione green pass“. E’ questa la ricetta del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che ha detto la sua sulla attuale situazione della travel industry tricolore nel corso dell’incontro ‘Dialoghi sul Turismo‘ organizzato da Isnart. Secondo gli scenari previsionali elaborati dall’Osservatorio, il 2021 dovrebbe chiudersi con una leggera flessione delle presenze complessive rispetto al 2020 (-2%), segno di quanto abbia pesato e continui a pesare l’impatto della pandemia.

Sempre secondo Isnart, tra i fattori determinanti nella scelta delle destinazioni emerge prepotentemente la sicurezza, molto importante per il 77% dei turisti, seguita dal rapporto qualità-prezzo (75,7%), attrazioni naturali o culturali (75,4%), comfort e accessibilità (72,9%), cultura, stili di vita e tradizioni locali (71,8%) e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità (69,3%).

“C’è tanta domanda d’Italia – ha osservato Garavaglia – dobbiamo lavorare per aumentare la raccolta di mercato. Serve una risposta veloce, flessibile, organizzata. Di sicuro non fa bene questa indecisione sul green pass, come non fa bene una campagna di stampa fatta sempre con un’ottica provinciale, che mette in luce spesso gli aspetti negativi. Noi dobbiamo cogliere gli aspetti positivi”.

Il ministro ha poi citato “l’esplosione del cicloturismo. Le tendenze vanno incentivate e organizzate. Cosa possiamo fare come ministero? Il primo punto è il digitale: la via più semplice e logica. Non inventiamo l’acqua calda, organizziamoci come si organizzano il Giappone, la Svizzera, la Spagna. Va fatta conoscere l’offerta turistica dei territori”.

Un elemento positivo è “aver instaurato un rapporto molto franco con le regioni”, ma “non avere più la provincia ci mette un po’ in difficoltà nella promozione territoriale vera, su aspetti sui quali non riescono ad agire i piccoli Comuni e invece ci potrebbero aiutare proprio le camere di commercio“.

“Tutto il resto – ha detto – riguarda il miglioramento della qualità dell’offerta. Sulla qualità della ricezione si vuole intervenire con ulteriori incentivi, per migliorare la qualità delle strutture. È un pacchetto che vede nel raccordo con le regioni un passo importante. Dopo 10 anni abbiamo chiuso il quadro giuridico per fare la mappatura delle strutture italiane. Questo ci permette di avere delle politiche organizzate, non solo nei grandi attrattori ma anche nei piccoli attrattori: l’Italia è tutta bella. Aver avuto l’intuizione di rifare il ministero del Turismo dopo 30 anni è stata una decisione importante”.

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