Palmucci, Enit: “Benessere psicofisico al centro di tutto”

Il turismo intercontinentale vive ancora fasi alterne ma si registra un’accelerazione delle partenze estive di prossimità. A dirlo il presidente Enit, Giorgio Palmucci, che in un’intervista a Guida Viaggi spiega: “Stanno soffrendo particolarmente le città d’arte, confidiamo però in settembre e già nelle ultime settimane molti alberghi di molte città hanno iniziato a riaprire”. Un recente sondaggio realizzato da Enit tra più di 3000 famiglie italiane rileva che una buona parte ha scelto di restare in Italia. Le prenotazioni per agosto sono in forte aumento con una presenza caratterizzata da turismo interno: il 94% ha dichiarato che passerà le proprie vacanze in Italia anche se il 36% ha dichiarato che non farà vacanze e il 35% è indeciso se farle o no.

L’open air piace agli stranieri

“Il turismo all’aria aperta – spiega il presidente – si è velocemente trasformato negli ultimi anni ed ora è ancora più in grado di permettere vacanze ad altissima qualità permettendo un’unica libertà di movimento ai turisti. E’ quello che fruisce di più di turismo straniero di prossimità soprattutto sui laghi che anche loro stanno avendo un ottimo andamento delle prenotazioni”. Elementi confortanti per la ripresa dell’economia turistica del Paese. I vacanzieri ora cercano sostenibilità e un nuovo rapporto con la natura e il soggiorno – come spiegano le rilevazioni Enit – deve essere attivo e il benessere psicofisico è al centro di tutto. “Per questo l’Italia con le sue aree interne, i borghi, il mare, la cultura, l’enogastronomia rappresenta un modello vincente”, commenta Palmucci.

Tra green pass e vaccini

La fiducia nella scienza, nei vaccini e il richiamo al buon senso sono il faro a cui tendere, secondo il presidente Enit. “Dobbiamo essere vettori di uno sforzo comune nella lotta al virus – spiega -. L’adozione di un numero crescente e combinato di misure può contribuire a dissuadere la diffusione del Covid”.

Le priorità degli europei

Sostenibilità,  sicurezza e phygital: sono queste le priorità dei viaggiatori stranieri. “E’ fondamentale aumentare il livello di resilienza dei modelli di business del settore all’avverarsi di fattori avversi riguardanti soprattutto la salute e la sicurezza dei viaggiatori – avverte il manager -. Puntare sulla digitalizzazione per costruire un’esperienza di viaggio personalizzata e dare una maggiore enfasi al tempo libero. L’attivazione di misure di facilitazione della mobilità turistica e accessibilità alle destinazioni può nutrire nuovo fermento per il settore. Cogliere l’opportunità di ampliare e riqualificare l’offerta turistica con attenzione anche alle dinamiche di gestione delle cancellazioni ed alla riqualificazione delle strutture ricettive italiane per facilitare la scelta di viaggio. Superare i limiti della frammentazione del settore a favore dell’integrazione fra le imprese attraverso club di prodotto, distretti, modelli reticolari, costituire network di impresa o forme aggregative analoghe per condividere investimenti e competenze specialistiche”. Tra le strategie a cui tendere, anche quello di accelerare nella definizione dell’offerta turistica sostenibile e dedicata al turismo attivo, a quello enogastronomico e ai luoghi della biodiversità favorendo così la distribuzione delle visite anche nelle mete meno consolidate con impatto benefico anche in termini occupazionali e di crescita della permanenza nel nostro Paese.

Le prospettive per il long haul

Il sentimento Italia è sempre vivo e i turisti da oltreoceano collocano la penisola ai primi posti tra le destinazioni di viaggio. A dirlo gli ultimi sondaggi Enit. “Se ancora le rotte intercontinentali sono poco movimentate – osserva Palmucci – sappiamo con certezza che c’è molto desiderio di venire nel nostro Paese: l’Associazione americana dei tour operator ci ha scritto che la prima destinazione a cui pensano i turisti Usa è l’Italia. Siamo fiduciosi, i voli stanno ripartendo e le prenotazioni online per l’estate in Italia sono simboliche della ripresa. L’Italia è leader del turismo a lungo raggio, dobbiamo considerare che il 25% di turisti extra Ue scelgono l’Italia come meta, ma prima di tornare alla normalità si parla del 2024”.

Laura Dominici

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