La travel industry alla sfida del debito

La travel industry alla sfida del debito. Mentre per il mondo dei viaggi si intravede la via del recupero, infatti, non sono pochi i player che – in tutto il mondo – sono stati costretti a ricorrere pesantemente alla finanza e al credito per sopravvivere alla lunga notte del Covid. E se solo i prossimi anni faranno da spartiacque tra i salvati ed i sommersi, che certamente non mancheranno, un’analisi di Boston Consulting Group mette oggi in fila le opportunità celate dietro la crisi, e le mosse  più opportune per uscirne rafforzati. es la parola d’ordine è lungimiranza, le leve restano la strategia, i modelli di sviluppo e gli investimenti.

“Le aziende hanno una finestra di opportunità nei prossimi 12-18 mesi per adottare misure proattive per gestire il debito, rafforzare le loro leve operative, investire per ricostruire il business e comunicare meglio con gli investitori – spiega Pallavi Kansal, managing director e partner di Boston Consulting Group -. Si tratta di un’agenda ambiziosa, ma che metterà le aziende su una base notevolmente più solida quando la domanda riprenderà”.

 L’esempio nordamericano

“Le compagnie di viaggio in Nord America – spiega lo studio di Bcg, riportato da Skift – hanno contratto più nuovo debito rispetto ad altri mercati globali. Nel 2020 e nel primo mese del 2021, l’industria dei viaggi nordamericana ha aumentato il suo carico di debito del 62%, per un totale di quasi 160 miliardi di dollari in termini assoluti. Questi numeri sono ancora maggiori per i segmenti ad alto contenuto di asset: se le compagnie aeree hanno aumentato il loro debito del 65%, quelle del cruise hanno più che raddoppiato i loro livelli di debito in soli 13 mesi. Il maggior ricorso alla leva finanziaria rappresenterà un onere significativo per le aziende nella fase di ripresa, poiché molte dovranno dare priorità al rientro dal debito rispetto al reinvestimento nell’attività” e su aspetti quali l’occupazione, gli investimenti e gli aggiornamenti della flotta, l’espansione. Le aziende oberate dal debito saranno poi più vulnerabili ai nuovi concorrenti.

I cinque comandamenti

Nel complesso, il settore dei viaggi e del turismo ha sottoperformato rispetto alla maggior parte degli altri settori in termini di rendimenti medi annui quinquennali (dal 2016 al 2020), ma mostra anche una maggiore variabilità delle prestazioni, il che significa che i migliori risultati possono superare di gran lunga la media. Ecco dunque i cinque imperativi strategici, che daranno modo alle società del travel di esercitare un controllo molto maggiore sul proprio destino.

1. Gestire il debito

L’eccessiva leva finanziaria fungerà da ancoraggio alla performance, e le aziende potranno gestire il debito in modo aggressivo, anche attraverso la ristrutturazione prevista dal cosiddetto Chapter 11. L’industria aerea statunitense negli anni 2000 e 2010 ne è un esempio: praticamente tutti i player sono passati da questo strumento, uscendone con bilanci più snelli e un modello di business più competitivo.

2. La leva dei costi

L’obiettivo non è semplicemente quello di tagliare i costi: la maggior parte delle aziende di viaggi e turismo lo ha già fatto in modo aggressivo per sopravvivere. Piuttosto, l’obiettivo è essere intelligenti nel riattivare le voci di costo. Le compagnie di viaggio dovranno cercare di mantenere i costi fissi il più bassi possibile, pur continuando a investire in aree che alimenteranno una crescita redditizia, come il digitale e tutto ciò che crea un’esperienza-cliente personalizzata, sia a breve che a lungo termine.

3. Investire nella crescita a lungo termine

Piuttosto che  concentrarsi esclusivamente sul recupero della redditività, le aziende dovrebbero concentrarsi sugli investimenti per il business sul lungo termine. La stragrande maggioranza degli investitori ritiene infatti che le aziende finanziariamente sane dovrebbero dare la priorità alla creazione di nuove capacità aziendali chiave. Ciò può consentire di emergere più forti dal Covid-19 e contribuire a soddisfare le aspettative di ripresa.

4. Interpretare la domanda

Man mano che il settore si riprenderà, la domanda avrà un aspetto diverso. Nel business travel, ad esempio, il passaggio al lavoro a distanza potrà significare che alcune aziende di settore si vedranno ridimensionate, mentre altre cresceranno. Anche il leisure vedrà (e sta già vedendo) cambiamenti nella domanda, con i viaggi di prossimità che domineranno ancora e quelli internazionali che probabilmente si riprenderanno più lentamente, ma con il luxury che non vede l’ora di esplodere. Le aziende che operano su questi mercati godranno di un aumento delle prenotazioni, ma dovranno investire rapidamente per mitigare la carenza di personale e dare battaglia alle altre sfide operative. “Dato l’imperativo della crescita e la ripresa incerta della domanda, le aziende devono investire nelle capacità di interpretare il mercato in modo da poter orientare rapidamente risorse come marketing, sales e persino flotta e network – rimarca Kansal -. Essere veramente agili non è mai stato così importante. Le compagnie di viaggio che lo faranno vedranno una più forte ripresa dei profitti, un aumento della quota di mercato e un uso più efficiente della spesa”.

5. Coinvolgere gli investitori

Comunicare con analisti e investitori istituzionali è fondamentale in questo momento. Non ci sono precedenti, per una crisi come questa del Covid, né modelli su come si svolgerà la ripresa. La maggior parte degli investitori ha delle ipotesi, che però possono variare notevolmente. In questo scenario, le compagnie di viaggio hanno l’opportunità di modellare e dare forma a tali ipotesi, a condizione che siano proattive nel comunicare con gli investitori. Mentre la ripresa dei viaggi prende slancio, molte aziende sono comprensibilmente tentate di concentrarsi su fattori esterni come le proiezioni della domanda e le restrizioni dei governi. Questi fattori sono input importanti, ma esulano dal controllo di un’azienda. I team di leadership devono concentrarsi su ciò che è sotto il loro controllo: decisioni strategiche e finanziarie che guidino l’economia dei loro modelli di business. Con una domanda repressa significativa, le aziende possono sfruttare le opportunità a disposizione per riformulare le proprie posizioni finanziarie e capitalizzare prima, durante e dopo la ripresa.

Tags:

Potrebbe interessarti