Polizze viaggio: il Covid porta nuovi rischi e nuove garanzie

C’è il cliente più informato, quello meno e anche quello che è convinto, essendo vaccinato, di non avere bisogno di una polizza assicurativa per andare in vacanza, però sappiamo che non è così. E’ importante che i clienti siano informati e ben assicurati, compito dell’adv è informare il proprio cliente, certo non può obbligarlo a sottoscrivere una polizza, ma consigliarlo sì, anche perché oggi “viaggiare senza assicurazione è un po’ una follia”, dice Michele Cossa, a.d. di Borghini e Cossa intervenuto recentemente al webinar organizzato da Fto sul tema di come si viaggia sicuri al tempo del Covid.

Manca la storicità

Ora ci si trova in uno stato di incertezza delle regole e quando c’è incertezza “ci si ricorda delle assicurazioni”, dice il manager. Lo hanno fatto anche gli organi di informazione pubblica, dedicando titoli a vacanze e assicurazioni. Dal canto suo il Covid ha avuto “un impatto forte anche sulle assicurazioni, in quelle non di viaggio, ossia il mercato mondiale della riassicurazione, cioè gli assicuratori che assicurano le compagnie di assicurazione, si è molto irrigidito soprattutto sul fronte rischi, mentre quelle di viaggio no, rappresentando una eccezione”. Ciò su cui Cossa porta a riflettere è che per le assicurazioni “manca uno dei pilastri, cioè la storia, la statistica su cui si basa per coprire un rischio”. C’è da considerare che la costruzione di nuovi prodotti – spiega il manager – garanzie, somme assicurate, massimali, franchigie e relative tariffe, si basa sulle statistiche di eventi del passato. Invece, in questo caso tutto ciò non c’è e il “settore del travel ha messo a punto una serie di garanzie senza avere storicità dell’impatto degli eventi e costruendoli ex novo, ipotizzando le problematiche eventuali legate al Covid durante il viaggio”. In pratica si sono evolute, adattando le garanzie esistenti alla situazione pandemica, con l’introduzione di nuove garanzie.

La garanzia di annullamento

Cossa si sofferma su alcuni aspetti chiave del mondo assicurativo, dividendo le assicurazioni del travel in due categorie, la prima è la garanzia di annullamento e riguarda il momento dalla prenotazione alla partenza, ponendo l’attenzione sulla distinzione tra l’annullamento da parte del passeggero e la cancellazione da parte del t.o. “Il primo, cioè l’annullamento da parte del passeggero è previsto dal Codice del Turismo, siamo nella situazione in cui il viaggio può essere svolto, ma il passeggero recede per motivi afferenti alla sfera personale. In tale circostanza l’applicazione delle penali da parte del t.o. è consentita ed è ciò che copre l’assicurazione annullamento”. In pratica l’iter è noto, il viaggio si svolge, il passeggero annulla, il t.o. emette le penali, il passeggero le paga, apre il sinistro e la compagnia indennizza il passeggero, spiega Cossa.
Cosa succede se è il t.o. a cancellare? In questo caso il viaggio “non può essere svolto per motivi di forza maggiore, circostanze inevitabili e straordinarie come lockdown o chiusura delle frontiere – esemplifica il manager -, il t.o. in base all’art.41 del Codice del Turismo può recedere dal contratto di pacchetto turistico e offrire al viaggiatore il rimborso integrale dei pagamenti fatti per il pacchetto (o emettere il voucher)”. In questo caso se il viaggio non si svolge in quanto l’organizzatore non è in grado di eseguire il contratto a seguito di circostanze inevitabili e straordinarie, “non può applicare penali, pertanto viene meno l’oggetto della polizza annullamento che è la penale, appunto”. Non sono mancati casi di aperture di sinistri da parte dei passeggeri, ma in tali circostanze le compagnie rispondevano “che non avrebbero indennizzato perchè il t.o. non poteva applicare penali”, esemplifica Cossa. Situazioni che si sono ripresentate ora a seguito della “recrudescenza della pandemia, delle decisioni di cambiamenti delle regole dall’oggi all’indomani”, come per esempio il caso dei viaggi studio a Malta.

Rischi nominati e all risks

Il secondo concetto introdotto vede il distinguo tra i rischi nominati e la polizza all risks. Nel primo caso la polizza elenca una serie di motivi che danno diritto all’indennizzo, “copre una serie di eventi elencati che impediscono la partecipazione al viaggio al passeggero assicurato. La domanda da porsi – sottolinea bene Cossa – è se è presente l’esclusione delle epidemie e pandemie? E ancora la quarantena è esplicitamente compresa tra gli eventi assicurati?”.
Diversamente la polizza all risks “non elenca i motivi che la rendono operativa, la garanzia scatta per qualsiasi motivo che rende impossibile la partecipazione al viaggio. In questo caso – osserva il manager – le esclusioni giocano un ruolo fondamentale, anche qui bisogna porre attenzione se è presente l’esclusione delle epidemie-pandemie”. Un dato interessante comunicato dal manager è che “pre-Covid, il 95% dei casi annullamento era per malattie”.

Le tre situazioni

Ci sono tre situazioni che si possono verificare dalla fase della prenotazione alla partenza. Ecco quanto schematizzato da Cossa. “1) caso di tampone positivo, c’è la malattia da Covid con sintomi, quarantena o ricovero, in questo caso la polizza rischi nominati è operativa se non è presente l’esclusione di pandemie/epidemie, la polizza all risks è operativa se non è presente l’esclusione pandemie/epidemie. Il 2) caso tampone positivo con infezione senza sintomi e quarantena, la polizza rischi nominati è operativa se non è presente l’esclusione come sopra, l’infezione è una malattia anche senza sintomi. La polizza all risks è operativa se non è presente l’esclusione di pandemie/epidemie. 3) tampone negativo, ma c’è stato un contatto stretto, scatta la quarantena fiduciaria. La polizza rischi nominati è operativa solo se la casistica fosse esplicitamente prevista, quella all risks se non è presente l’esclusione pandemie/epidemie”.

Dalla partenza al rientro

La seconda categoria di cui fanno parte le assicurazioni di viaggio riguarda la fase dalla partenza al rientro (durante il viaggio). In questo caso sono contemplate: garanzie assistenza, spese mediche, interruzione viaggio più altre garanzie di nuova concezione. Cossa raccomanda di verificare se la polizza esclude epidemie, pandemie, quarantene, viaggio intrapreso verso un territorio ove sia operativo un divieto o una limitazione emessi da una autorità pubblica competente. “Infatti, non è sempre chiaro se in un Paese vi si possa recare o meno, per esempio se si invia un cliente negli Usa l’assicurazione potrebbe non essere operativa perché si sta contravvenendo alla norma del divieto di recarsi”. Non è tutto, Cossa mette sugli attenti, invitando a porre attenzione “ai nuovi rischi nati dalla situazione Covid. Esiste un fisiologico vuoto di copertura – dice – che si esprime in due punti. Le garanzie assistenza alla persona, rimborso spese mediche e interruzione viaggio operano solo in caso di malattia o infortunio, cosa succede in caso di tampone negativo, contatto stretto, quarantena fiduciaria?”.
Quanto ai nuovi rischi conseguenti al Covid, “ovviamente non sono assicurati dalle polizze viaggi tradizionali (ante Covid)”.
Cossa ha raccolto in cinque punti le “nuove garanzie che sono: maggiori costi (vitto, alloggio) in caso di quarantena (a rimborso), rimborso quota viaggio-servizi non usufruiti a seguito di quarantena (a rimborso), modifica e ri-emissione dei titoli di viaggio per rientrare a casa dopo la quarantena (pagamento diretto a rimborso), diaria da ricovero (a rimborso), indennità da convalescenza (a rimborso)”.

Stefania Vicini

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