Ezhaya, Astoi sui corridoi: “Attendiamo ufficialità”

“Dopo tante battaglie e tanti incontri sia col ministero del Turismo sia con quello della Salute e non ultimo con quello degli Esteri, si intravede qualche possibilità di ripristinare una situazione di normalità”.  Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, commenta così a caldo la notizia di un possibile via libera ai voli Covid-free, annunciata ieri in anteprima da Guida Viaggi.

In attesa dell’ufficialità

“Abbiamo più volte evidenziato come gli spostamenti verso le mete esotiche avvenivano comunque transitando da hub europei a prescindere dalle ordinanze del ministero della Salute ed abbiamo sottolineato come farlo attraverso il turismo organizzato assicurasse maggior tutela verso i nostri connazionali con piena assunzione di responsabilità degli operatori. Ora attendiamo l’ufficialità perché troppo spesso abbiamo visto il semaforo rosso quando la strada sembrava spianata. Terminata la stagione estiva in Italia il turismo organizzato necessita di mete per poter programmare l’autunno e l’inverno”.

I temi dell’estate

E con il presidente Astoi seguitiamo a parlare di estate, di Italia, di un pricing in rialzo, o meglio in tenuta, di un estero per lo più chiuso, con uno scacchiere di mete molto limitato data la situazione pandemica, fatte salve alcune che si sono unite al nostro mare Italia nelle scelte di vacanza dei nostri connazionali. I temi sul tavolo sono tanti e Pier Ezhaya li analizza uno a uno. Giorni fa al meeting di Rimini, il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia ha espresso la propria soddisfazione per l’andamento dell’estate e il rilancio dell’inverno. Ha parlato di una stagione che “sta andando bene”. In pratica ha previsto che “sarà un’estate molto buona, vicina al 2019, se non oltre in alcune realtà”. Interpellato in merito il presidente Astoi sottolinea che “è normale che il ministro del Turismo parli di Italia e, dal punto di vista dell’Italia, possiamo dire che è stata un’estate molto vicina al 2019 ma non dobbiamo dimenticare che ciò è avvenuto con quasi tutto l’estero chiuso, tranne la zona Schengen, e quindi il paragone con il 2019 può essere fatto solo sul nostro Paese non certo per il turismo in generale. La verità è che il turismo organizzato ha patito ancora molto con picchi del -90% in alcune realtà”.

Le mete vendute

Le scelte dei nostri connazionali sono state “Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia, un po’ di Europa, Grecia e Spagna e alcune mete dei Paesi scandinavi”. C’è chi, però, mette in luce che si tratti di un Mare Italia molto disintermediato, a tal proposito Ezhaya non vede “una differenza rispetto al 2019. Certo – riconosce – è il prodotto più facile da disintermediare, ma direi che anche sul fronte del turismo organizzato ha risposto bene pur precisando sempre che rappresenta una fetta molto parziale di questa torta”.

Il fronte prezzi

Quanto al tema pricing e relativi rialzi, il manager riconosce che “in parte sì” è avvenuto, “anche se parlerei più di tenuta dei prezzi che di rialzo. Comunque, è la legge della domanda e dell’offerta, se c’è una domanda così forte è normale che i prezzi restino alti, non bisogna stupirsi più di tanto”. Quanto ai bonus vacanza, a quanto si apprende “come Astoi pochi operatori li hanno utilizzati”.
E poi il Green pass, la comunicazione (non chiara) e le polemiche che hanno animato le prime settimane di agosto, quanto hanno danneggiato il settore? Non ci sono dubbi: “Molto, ma fortunatamente per un periodo limitato di circa 15 giorni quando si pensava che anche negli alberghi fosse necessario il Green Pass. In quei 15 giorni ci sono state valanghe di cancellazioni”. E poi Ezhaya fa il suo affondo: “Se si fosse stati più chiari fin da subito si sarebbe evitato questo danno, ma è solo l’ennesimo segno di disattenzione delle istituzioni che raramente pensano alle conseguenze di ciò che dicono e di ciò che fanno”.

Una comunicazione “devastante”

Anche durante l’estate la comunicazione “è stata devastante”. In che senso? “I messaggi sui rischi di Covid per quei pochi italiani che andavano all’estero sono stati distruttivi – fa presente il manager -, poi nessuno dice niente se si organizza un rave party con migliaia di persone ammassate o se si fa girare per Roma il pullman della nazionale con migliaia di italiani accalcati sulle strade, ma…andare all’estero è la causa del Covid – dice Ezhaya -. Abbiamo davvero visto di tutto quest’estate e ci saremmo risparmiati alcune uscite dei nostri rappresentanti politici, ma torno a quanto detto in precedenza: raramente pensano alle conseguenze di ciò che dicono e di ciò che fanno”.

La questione corridoi

Per parlare di prospettive legate all’autunno-inverno ovviamente tutto dipende dalla apertura o meno di qualche corridoio come abbiamo più volte richiesto” e ora le parole del ministro Garavaglia danno speranza. Ezhaya riconosce che “la voglia di viaggiare c’è, ma esiste un netto distacco tra la realtà oggettiva, le normative e le ordinanze. Le norme dovrebbero servire per orientare i comportamenti a far accadere le cose non per mettere al sicuro i ministeri sul piano tecnico”.
Adesso al settore servono “ristori per i periodi in cui siamo stati chiusi per decreto. Non elemosina, ma ristori. Ci hanno impedito di lavorare e ci devono ristorare. Punto. Poi credo si debbano riaprire i confini e far tornare il settore ad operare anche perché, come ho già detto in una mia precedente intervista, o ci salviamo da soli o qui non ci salva nessuno”.

s.v.-l.d.

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