Valore pratica, le ragioni della crescita

Cresce il valore pratica. Perché? E’ ciò che ha rilevato e si è domandato Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy, partendo dai dati in suo possesso relativi a SmartGDS, booking engine utilizzato da tutte le agenzie del network, dalle agenzie Pinguino e SiTravel e da tante altre agenzie indipendenti.

Il caso è il seguente: numeri alla mano “nel 2019 il valore medio di ogni prenotazione è stato di 860 euro. Nel 2020 è stato di 1.480 euro. Come lo possiamo spiegare questo fenomeno? – si domanda il manager -. Ho provato a tracciare qualche linea logica confermata anche da qualche feedback da parte dei clienti”. Ecco quanto emerso.

Un mercato ristretto

Il manager parte dalla circostanza per cui, “in un mercato ristretto (la limitatezza delle destinazioni) siamo disposti a spendere di più. I viaggiatori hanno potuto scegliere tra Mare Italia, Grecia e Spagna (queste due ultime destinazioni sono a -40% rispetto al 2019) per cui, per la classica legge di mercato, a una contrazione dell’offerta corrisponde un aumento dei prezzi”. E fin qui tutto fila.

Vassalluzzo osserva anche che, “chi ha scelto l’hotel come tipologia di struttura per le proprie vacanze è stato disposto a spendere di più. L’aumento delle tariffe ha interessato anche altri servizi, come ad esempio il noleggio auto. Nel 2019, noleggiare un’auto di fascia media a Catania, per una settimana, costava circa 250 euro. Nel 2021, la stessa auto è arrivata a costare anche 700 euro per una settimana”.

Alberghi e tariffe in aumento

Una spinta alla vacanza è arrivata anche dal bonus vacanza, a suo dire “ha azzerato, o quanto meno limitato, l’impatto di questo gap di prezzo tra 2019/21. Per cui, di fatto, i titolari di questi bonus vacanza hanno subito meno o non hanno subito affatto l’incidenza negativa dell’aumento di prezzi”. Però, a differenza del passato, “paradossalmente, in campo alberghiero, abbiamo assistito ad un aumento delle tariffe non refundable – mette in luce il manager -. Dico paradossalmente perché, in un clima di incertezza quale quello che stiamo vivendo, mi sarei aspettato una maggiore flessibilità tariffaria, offrendo in questo modo al cliente la possibilità di cancellare anche a pochi giorni dal check-in. Così non è stato”.

Alta percentuale di overbooking

A detta del manager, “la cosa ancora più paradossale è che nonostante la non rimborsabilità di queste tariffe, abbiamo avuto un’alta percentuale di overbooking. L’overbooking quest’anno, soprattutto in Grecia, ma anche in Italia, è stata la regola per la maggior parte degli hotel, forse spinti dalla smania di massimizzare le entrate in questo periodo che sopraggiunge dopo mesi di astinenza – motiva il manager -. A tutti gli overbooking abbiamo fatto fronte con il nostro sistema di assistenza H24 che entro 60 minuti dall’evento, ha procurato ai clienti strutture alternative di categoria superiore che ci hanno permesso di non ricevere reclami in tal senso”.

Online o Offline?

Un altro tema su cui si concentra il manager, e che ricorre spesso, è quello dell’online e dell’offline. “Ogni anno si parla di questo rapporto dialettico – dice il manager – e questo rapporto cambia a seconda della prospettiva da cui lo si inquadra. Al momento non registro una tendenza del cliente verso l’online o l’autonomia nella prenotazione, diversa da quella degli scorsi anni. Chi in passato prenotava le proprie vacanza online, ha continuato a farlo, come chi le prenotava in agenzia”.
Ciò che ha notato il manager, invece, “è la richiesta di assistenza da parte di clienti che hanno prenotato online e poi, non so come, hanno chiamato il nostro servizio H24 per essere assistiti perché l’hotel era in overbooking o peggio ancora, chiuso. Complice qualche ricerca poco ponderata su Google, ci scambiavano per qualche Ota, richiedendo assistenza”. Una storia non nuova, che le adv si trovano a fronteggiare spesso.

Stefania Vicini

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