GlobalData: “Turismo vaccinale? Ecco perché no”

Il turismo vaccinale? “Un’arma a doppio taglio”. Lo afferma GlobalData, che sul trend che vede alcune destinazioni offrire pacchetti soggiorno + vaccino ha le idee chiare. Se da una parte questo tipo di offerta potrebbe aiutare il riavvio del travel, infatti, dall’altra solleva anche la questione dell’equità vaccinale, poiché aumenterà ulteriormente il divario tra i ricchi e i meno privilegiati.

L’indagine sui consumatori del secondo trimestre 2021 di GlobalData ha rilevato che solo il 6% degli intervistati globali si dichiara non preoccupato per l’impatto del Covid-19. Il restante 94% si dice invece “estremamente”, “leggermente” o “abbastanza” preoccupato.

Il lungo ritardo e una generale carenza di vaccini in alcuni Paesi sta portando i turisti a viaggiare verso altre destinazioni. Johanna Bonhill-Smith, Travel & Tourism Analyst di GlobalData, commenta: “Le persone più ricche nei paesi più poveri ora potranno accedere prima ai vaccini perché possono permettersi di viaggiare. Ciò solleva l’argomento che i Paesi che promuovono il turismo dei vaccini potrebbero donare le dosi di vaccino in eccesso invece di dare accesso a turisti facoltosi”.

Alcuni stati degli Stati Uniti, la Russia, le Maldive e l’Indonesia sono alcune delle destinazioni che attualmente offrono vaccinazioni ai turisti. Alcune agenzie di viaggio hanno colto l’occasione per promuovere pacchetti turistici vaccinali: in Russia, ad esempio, i pacchetti turistici di tre settimane vanno dai 1.500 ai 2.500 dollari, escluso il prezzo del biglietto aereo, e includono le vaccinazioni.

Secondo il dashboard di vaccinazione Covid-19 di GlobalData, la Repubblica Democratica del Congo ha somministrato 3,5 vaccinazioni ogni 1.000 persone dal 25 agosto 2021. In confronto, gli Stati Uniti avevano somministrato 1.115 dosi di vaccino ogni 1.000 persone nella stessa data. Ciò evidenzia che esiste già un netto divario tra i diversi Paesi e che molti vengono lasciati indietro.

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