Per parlare di autunno e inverno bisognerebbe avere prima un quadro più chiaro della situazione mete, perché se in estate il mare Italia è una carta che si può giocare, in inverno servono altre chance. Alla data in cui si scrive sembra che si possa aprire uno spiraglio sulle mete turistiche più importanti per l’inverno del tour operating. La notizia di fine agosto è che il ministero del Turismo ha comunicato, d’intesa con il ministero della Salute, che si adopereranno a breve per ripristinare i corridoi turistici per le destinazioni esotiche sul modello dei voli Covid-free. Mar Rosso, Maldive, Seychelles, Mauritius, Zanzibar, Repubblica Dominicana ed Aruba potrebbero tornare sugli scaffali d’agenzia. Dove, “ad oggi, non ci sono prodotti”, dice Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi. La prospettiva è pertanto “un’estate in profondo rosso che rischia di trasformarsi in un autunno/inverno nero”.

In pratica la “speranza è che si aprano dei corridoi – rincara Ivana Jelinic, presidente di Fiavet -, il timore è di non avere destinazioni sufficienti e soprattutto con fatturati accettabili”.

Come è stata accolta la notizia del possibile via libera? Bene, ma con riserva. Perché se da un lato apre uno spiraglio, dall’altro non basta al settore. “E’ un primo passo nella direzione delle richieste del comparto del turismo organizzato – dice Rebecchi – in attesa della messa a punto di procedure e protocolli di sicurezza, occorre fare di più”.

A rincarare la dose è Franco Gattinoni, presidente di Fto, nel momento in cui afferma che “ci si deve muovere per riaprire subito alla totalità dei viaggi e delle mete extra-Ue. Una piena apertura dell’outgoing, con le giuste regole di sicurezza, consentirebbe al comparto di riguadagnare gli oltre 10 mld di fatturato persi”. Il che, a suo dire, “darebbe una spinta anche all’incoming di stranieri che è comunque crollato rispetto al 2019”. Gabriele Milani, direttore nazionale Fto, invita poi a “non dimenticarsi degli altri turismi” e dice che “per l’outgoing si deve passare a un modello di restrizioni non più legate al dove vai, ma al come ci vai”.

Pier Ezhaya, presidente di Astoi, intravede “qualche possibilità di ripristinare una situazione di normalità” e ricorda che “gli spostamenti ver-so le mete esotiche avvenivano comunque transitando da hub europei a prescindere dalle ordinanze del ministero della Salute. Ora attendiamo l’ufficialità perché troppo spesso abbiamo visto il semaforo rosso quando la strada sembrava spianata. Il turismo organizzato necessita di mete per poter programmare l’autunno e l’inverno”.

Stefania Vicini

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