“Le spiagge piene non vogliono dire che il turismo è ripartito”

Così Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, non ci sta. A suo avviso “dire basta a ristori e ammortizzatori sociali vuol dire condannare migliaia di imprese del turismo organizzato alla chiusura e decine di migliaia di operatori del settore al licenziamento. I posti di lavoro a rischio sono almeno 37mila”.

L’invito al ministro

Da qui l’invito al ministro del turismo, Massimo Garavaglia “ad orientare il proprio sguardo verso tutte quelle imprese che ancora non sono ripartite, non per propria volontà, ma perché non ci sono le condizioni. Il turismo organizzato chiuderà il 2021 con oltre l’80% in meno di fatturato rispetto al 2019. Senza un mix di interventi composto da sostegni e corridoi turistici molti imprenditori saranno costretti a chiudere. E questo vuol dire perdere le conoscenze e l’esperienza di tanti lavoratori che hanno contribuito a rendere grande il nome dell’Italia nel mondo”.

Rebecchi mette in luce che “avere le spiagge piene non vuol dire che il turismo è ripartito, anzi. Tutte le categorie che compongono la filiera del turismo meritano rispetto. Nessuna impresa, di nessun settore, può ripartire senza sostegni dopo due anni di stop forzato. Agenzie di viaggi e tour operator sono stati gravemente danneggiati dalla crisi generata dalla pandemia e anche con l’eventuale riapertura di alcuni corridoi extra Ue saranno necessari mesi per tornare a livelli accettabili. Il Governo deve tenerne conto e farsi carico di tutti gli interventi necessari alla ripartenza”.

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