Usa: quasi un terzo dei business traveller non ha piani di viaggio concreti

Meno di due terzi dei business traveller statunitensi ha piani definitivi per i viaggi aerei nel prossimo anno: a dirlo una recente ricerca di Oag su più di 1.800 viaggiatori.

Dei viaggiatori intervistati nei mesi di luglio e agosto, il 62% ha detto che la propria azienda sta pianificando viaggi aerei nel corso del prossimo anno; il 18% ha rivelato che la società non ha ancora specificato i piani di viaggio e il 20% che non sono in programma spostamenti. Inoltre, il 41% si aspetta che i tassi di viaggio delle aziende tornino ai livelli pre-pandemia nei prossimi 12 mesi.

L’indagine ha anche indicato che i viaggiatori statunitensi sono in gran parte entusiasti dei passaporti vaccinali. Tra gli intervistati, il 70% ha detto che dovrebbero essere richiesti per i viaggi internazionali e il 68% ha detto di volere o almeno essere interessato ai passaporti per i vaccini anche per i spostamenti nazionali.

L’indagine Sap Concur

Secondo la ricerca “Global Business Traveller and Travel Manager Survey 2021” commissionata tra aprile e maggio 2021 da Sap Concur con l’obiettivo di mettere in evidenza l’entusiasmo dei viaggiatori d’affari italiani e globali nel rimettersi in viaggio, risulta evidente che, dopo più di un anno di stop obbligato, i business traveller italiani sono pronti a ripartire: infatti, il 95% di loro è disposto a viaggiare per lavoro per il prossimo anno e oltre la metà (il 52%) si dichiara molto desiderosa. Al contempo, il 78% dei viaggiatori d’affari italiani teme che la ridotta possibilità di viaggiare nei prossimi 12 mesi possa danneggiarli personalmente e professionalmente. Le principali preoccupazioni includono difficoltà nello sviluppo e nel mantenimento di relazioni commerciali (45%), minori guadagni (39%) e mancato avanzamento di carriera (27%). Sono inoltre preoccupati del fatto che la riduzione dei viaggi d’affari abbia portato la loro azienda a firmare un numero minore di nuovi accordi (39%), a rinnovare meno contratti (35%) e a rimanere indietro rispetto alla concorrenza (31%).

Allo stesso tempo, l’81% dei viaggiatori d’affari italiani (percentuale più alta tra tutti i mercati intervistati, che si riduce al 68% a livello globale) dichiara apertamente di voler tornare a viaggiare per lavoro ma alle proprie condizioni: in particolare, desidera avere maggiore controllo sull’itinerario con la flessibilità come fattore determinante per più di 2 viaggiatori su 3 (il 69%).

Più di un terzo reputa poi essenziale la scelta delle proprie sistemazioni preferite (37%), così come la possibilità di prenotare i propri viaggi direttamente attraverso i siti web dei fornitori, come compagnie aeree o hotel (36%). A parte gli obiettivi aziendali, il desiderio di poter rimettersi in viaggio è motivato anche dalla possibilità di vedere posti nuovi (61%), prendersi una pausa dalla vita quotidiana (53%) e stabilire legami personali con clienti e colleghi (52%).

Inoltre, i business traveller italiani sono particolarmente interessati a soggiornare in hotel più grandi (38%), a evitare scali aeroportuali (34%), a prediligere le trasferte nazionali (34%) e quelle a breve distanza (34%).

La necessità di maggiore flessibilità ha tra le sue cause la pandemia, ma tra i lavoratori resta comunque alta l’aspettativa che il datore di lavoro si impegni a tutelare la loro salute sicurezza durante i viaggi d’affari. Al riguardo, si ritengono responsabili in prima persona: più di 2 viaggiatori d’affari italiani su 5 (41%) si assumono responsabilità maggiore riguardo alla loro salute e sicurezza durante una trasferta e circa 3 su 4 (72%) desiderano allentare le restrizioni delle policy sui viaggi o tornare alle policy pre-Covid-19.

A questo proposito dovrà essere messo in atto un lavoro di modifica relativo alle policy sui viaggi. Una situazione, questa, che esercita ulteriore pressione sui travel manager, che devono essere estremamente attenti a garantire che le policy corrispondano alle aspettative dei dipendenti. Quasi all’unanimità, i travel manager a livello globale ritengono che il loro lavoro sarà più impegnativo nei prossimi 12 mesi rispetto allo scorso anno (99%). Le sfide che si trovano ad affrontare includono la comunicazione e la garanzia della conformità con le politiche di viaggi d’affari più recenti (60%), le modifiche o le cancellazioni dell’ultimo minuto delle prenotazioni (53%) e i continui aggiornamenti delle normative governative (51%). Tutti i travel manager intervistati (100%) si aspettano inoltre che la loro azienda implementi alcune linee guida o policy di viaggio nei prossimi 12 mesi. Tuttavia, i cambiamenti previsti non seguono necessariamente le richieste dei viaggiatori d’affari.

 

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