Alitalia tra polemiche sul brand e nodo bagagli

In questi giorni Alitalia, che dovrebbe smettere di operare il 15 ottobre prossimo, fa parlare di sé più del solito, tra proteste dei dipendenti, diatribe sul valore del brand e l’ultimo tassello che riguarda il nodo dei bagagli in stiva.

La polemica sul marchio

Partiamo dal primo problema, quello della polemica sul reale valore del marchio Alitalia. Ieri pomeriggio in una nota Alitalia ha fatto sapere che “in relazione a quanto dichiarato dal Presidente di Ita, Alfredo Altavilla, e in particolare al fatto che la valutazione del marchio Alitalia sarebbe “non realistica”, i Commissari di Alitalia in amministrazione straordinaria confermano che la stima rappresenta il valore minimo risultante da una perizia, dovuta per legge e operata da un professionista terzo incaricato dalla procedura, previo parere favorevole del comitato di sorveglianza”.

L’affermazione

A margine dell’audizione alla Commissione Trasporti della Camera, il presidente di Ita, Alfredo Altavilla, avrebbe infatti affermato: “Il bando per il marchio Alitalia ci ha sorpresi, il valore è irrealistico», riferendosi alla base d’asta di 290 milioni per il marchio. “Se una compagnia – ha detto Altavilla – in 11 anni ha generato 3,5 miliardi di perdite operative, mi sembra una valutazione non realistica”.

Il problema gestione bagagli

E ora eccoci all’ultima difficoltà emersa. Sul Corriere della Sera si legge che “Alitalia suggerisce ai propri passeggeri di imbarcarsi con un bagaglio a mano, cercando di non mandare nulla in stiva per evitare di arrivare a destinazione senza i propri effetti personali”. La compagnia lo ha segnalato “con un insolito annuncio sui social”. Un avviso che arriva dopo diversi disservizi che hanno riguardato principalmente lo snodo di Roma Fiumicino e che sarebbero legati alle tensioni relative anche all’avvio di Ita e ai dipendenti che non passeranno nella nuova aviolinea. Un calvario senza fine.

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