Cultura e benessere nuovi contenuti del viaggio enoturistico

Innovazione, partnership e coordinamento rafforzato sono essenziali per fare dell’enoturismo un motore dello sviluppo rurale. Questo il messaggio della 5a Conferenza globale dell’Unwto sul turismo del vino, che si è svolta in Alentejo, in Portogallo, sul tema “Turismo del vino: un motore per lo sviluppo rurale”.

I temi

In linea con l’obiettivo centrale della Giornata mondiale del turismo 2021, che si celebrerà il 27 settembre, la conferenza ha riunito le parti interessate del settore pubblico e privato per identificare modi per massimizzare i potenziali contributi del settore alla crescita inclusiva. All’ordine del giorno anche l’avanzamento della trasformazione digitale, il marketing e la promozione e la conservazione della natura attraverso un fiorente settore dell’enoturismo. Circa 150 persone hanno partecipato di persona alla conferenza, e molte altre si sono unite virtualmente per ascoltare gli esperti, da produttori e distributori di vino a tour operator, destinazioni e media.

Connettere i turisti ai territori

Ad aprire l’evento, il segretario generale dell’Unwto, Zurab Pololikashvili, che ha dichiarato: “La pandemia ha rafforzato il ruolo del turismo nel promuovere lo sviluppo rurale. L’enoturismo e il suo legame con il territorio, i prodotti locali e le tradizioni aprono nuove opportunità per promuovere l’occupazione e l’inclusività nelle aree rurali”.

Innovazione

L’enoturismo, a causa della pandemia, è chiamato a innovarsi e arricchirsi per soddisfare le nuove esigenze dei turisti. Secondo Roberta Garibaldi, consigliera del ministro del Turismo per il turismo enogastronomico, è professore universitario, autore del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, oltre che membro del Board of Directors della World Food Travel Association e del Board of Advisors del World Gastronomy Institute, può e deve diventare un viaggio capace sempre più di abbinare alla passione per il vino, la volontà di conoscere luoghi e persone, approfondendone storia e tradizioni, e la ricerca di un benessere olistico, in contesti ambientali di pregio.
Tra chi ha svolto esperienze enoturistiche nei viaggi compiuti negli ultimi tre anni, il 64% ha visitato una o due cantine, il 26% dalle tre alle cinque, il 10% dalle sei in su. Rispetto al 2019, cresce del 17% la propensione a recarsi in più aziende.

Nuovi contenuti: cultura e benessere

La scoperta e la degustazione delle produzioni vinicole locali, sebbene sia centrale nell’enoturismo, non è più l’unica ragione del viaggio. Il valore culturale che il vino possiede, rappresentato da un mix unico tra prodotto, terroir e persone, affascina ed attrae sempre più. I turisti italiani ritengono la visita alle cantine un’opportunità di arricchimento culturale (63%, +6% rispetto al 2019), di entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura (anche enologica) del luogo che stanno visitando (59%, +7%). Ecco che la scelta non ricade solo sulle aziende più rinomate, ma si allarga andando ad includere le piccole realtà familiari – con il 57% degli italiani che vorrebbero visitarle, in incremento rispetto a due anni fa (+7%) – così come le dimore storiche. Queste aziende di produzione, che si caratterizzano per il connubio tra storia, arte e vino, sono sempre più desiderate: chi vorrebbe recarvisi passa dal 60% del 2019 al 67% del 2021.

Alla dimensione culturale si aggiunge quella del benessere, grazie all’amenità dei luoghi e alla dimensione salutare che il vino (ed il cibo) stanno assumendo sempre più. Sono il 58% i turisti italiani a cui piacerebbe trovare in cantine opportunità – quali corsi, workshop – per rigenerarsi, riprogrammare le proprie abitudini e adottare uno stile di vita più sano; il 51% vorrebbe poter fruire di attività di benessere (massaggi, idromassaggi e Spa) nei vigneti. Questa ricerca del benessere assume anche la forma di momenti di stacco dalla vita quotidiana e dal lavoro: il 56% vorrebbe esperienze in cantina fruibili dopo l’orario lavorativo, come wine bar e piccoli eventi.

Le proposte del futuro

L’elevata propensione e interesse verso il viaggio enoturistico e la visita alle cantine porta a chiedersi quali direzioni dovrà prendere l’offerta. Una domanda chiave per il futuro del settore, anche alla luce del fatto che l’offerta in cantina è ritenuta molto simile e, spesso, non facilmente fruibile senza prenotazione. Opinione che, rispetto al 2019, riguarda un maggior numero di turisti italiani: sono oggi il 53%, mentre due anni fa erano il 47%.

L’acquisto di vini (indicato dal 73% dei turisti), la degustazione (71%) e l’assaggio di piatti ricercati in abbinamento alle produzioni dell’azienda (67%) sono oggi le proposte più gradite per il futuro; a seguire fare degustazioni al tramonto, cenare nei vigneti, avere l’opportunità di conoscere in modo più approfondito i processi di produzione e la storia della cantina.

Fra le attività che ricevono il gradimento maggiore rispetto al 2019 vi sono i wine club (+12%), le proposte dedicate ai più piccoli (+10%), attività sportive ed artistiche nei vigneti (+10%). Ciò denota un chiaro desiderio di vivere e sperimentare la cantina attraverso modalità nuove, più coinvolgenti, e che permettano un arricchimento personale.

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