Alpitour interpreta i viaggi del futuro

Un’offerta ripensata, un nuovo racconto dei brand e dei prodotti. Dietro alla revisione del business presentata dal presidente e dal management del Gruppo Alpitour – e che arriva ad un anno circa dalla fusione per incorporazione con Eden Viaggi e Press&Swan, dopo l’uscita di scena del marchio Hotelplan tornato a Zurigo e qualche soppressione di brand – c’è molto di più.

Scordatevi l’epoca in cui l’imprenditore (del tour operator) e i product manager giravano il mondo a fare scouting di destinazioni e di strutture per poi imporle sul mercato in modo trasversale. Il modus operandi del gruppo riflette quello che sarà il travel del futuro: un settore sempre più customer oriented, “cliente-centrico” per usare una terminologia italiana.

Nel mondo non c’è poi così tanto da scoprire oggi, piuttosto diventa fondamentale fare ricorso a marketing e tecnologia per raggiungere il matching migliore tra domanda e offerta. Sarà il famoso algoritmo a regolare l’incontro di queste due anime e a “dettare legge” sul mercato sarà sempre di più il cliente finale.

Non deve quindi stupire che durante questo anno e mezzo di blocco forzato il gruppo si sia affidato a consulenti esterni – società di marketing e comunicazione – ma anche al trade per scandagliare la fase di trasformazione del consumatore.

E’ lo stesso presidente Gabriele Burgio a dichiarare: “Non aspettiamo aiuti dallo stato, abbiamo sviluppato un progetto  tecnologico multimilionario che impatta sul cambiamento. Ci sono milioni di alternative nel nostro sistema e la tecnologia si rivela importante per guadagnare tempo, limitare gli errori umani ed essere più efficienti”.

I tre contenitori

Pier Ezhaya, direttore generale tour operating Alpitour World, ha ammesso che “da 75 anni non cambiava la struttura di brand. Ora il riassetto dell’offerta passa dal termine trevolution, che include i tre cluster d’offerta, la parola revolution e anche evolution. Siamo davanti ad un mercato che chiede di evolvere come industria – aggiunge -. In questo anno e mezzo il nostro lavoro si è svolto in quattro fasi: l’analisi dei bisogni dei consumatori, la risposta di prodotto, il portafoglio dei brand e in ultimo le persone che dovevano guidare le divisioni”. Tre filoni di vendita per sette marchi è stata la risposta del gruppo al mercato, pillar diversi per contenuti, servizi e prezzo.

Il primo, “Mainstream”, si adatta a chi cerca servizi per famiglie all inclusive, animazione, assistenza, ha una quota di fatturato (2019) di 840 milioni di euro e include i marchi Alpitour, Francorosso e Bravo (che rappresenta la fusione tra Bravo Club e Eden Village con 35 villaggi in 18 paesi, ndr). “Specialties & Goal oriented” è il secondo contenitore (310 milioni di fatturato), che si rivolge ad un consumatore più sofisticato, con una forte capacità di spesa e alla ricerca di esperienze autentiche, che vede alla guida Turisanda 1924, brand che accoglie in seno tutta la programmazione Viaggidea, e include due sister brand: presstour by Turisanda e Made by Turisanda. L’ultimo filone è “Seamless & No frills” (200 milioni di fatturato e una forte potenzialità), si rivolge a persone che si muovono per interessi, un mercato enorme che non passa ancora dal turismo organizzato, si focalizza sull’attenzione al prezzo, su servizi essenziali e un’offerta flessibile; a questo pillar fa riferimento il brand Eden Viaggi e conterrà anche la banca letti, con la tecnologia dello scaffale infinito e collegamenti in via di perfezionamento con diverse realtà.

“Ci hanno guidato nella scelta due criteri – ha ammesso Ezhaya -: non doveva esserci sovrapposizione di brand e la scelta doveva appoggiarsi sulla notorietà dei marchi”. Ogni filone avrà un proprio sito e già oggi viene inaugurato quello di Turisanda.

Infine, il ruolo delle persone. A guidare i tre pillar sono stati individuati: Franco Campazzo, nominato alla direzione prodotto e che ad interim si occuperà anche di “mainstream”; Paolo Guariento sarà responsabile del secondo cluster “specialties” e per l’area seamless è stato nominato Massimo Mariani.  Nonostante la revisione dei brand e qualche marchio fuoriuscito il prodotto resta intatto e sarà compito delle agenzie rintracciarlo all’interno dei tre “basket”. Restano infine salde le tre sedi aziendali di Torino, Milano e Pesaro, ognuna con le sue specificità.

Laura Dominici