L’incoming e i temi caldi: ecco la visione di Welcome

Innovazione e collaborazione: sono questi due elementi il motore di Welcome to Italy, non solamente un portale, ma una vera e propria business unit incoming creata in partnership da Welcome Travel Group e Portale Sardegna, che ha ottenuto il patrocinio di Enit. “Dare in poco tempo risposte che il mercato incoming cercava, grazie a un unico brand e un’unica strategia – ha detto Massimiliano Cossu, ceo di Portale Sardegna – e grazie al fatto di essere un grande network di operatori. Riusciamo a creare paccchetti tematici in poche ore e non in qualche giorno”.

Partita proprio dalla Sardegna con lo sviluppo dei Sardinia Local Expertoggi è stata estesa in tutta Italia con oltre 100 Italy Local Expert e 16 regional manager che li coordinano e presidiano i Welcome to Italy Point. A pochi mesi dal lancio, oggi Welcome to Italy, attraverso un modello che industrializza il processo di creazione del prodotto finito, è in grado di offrire 500 pacchetti multi-tematici in tutta la Penisola, con oltre 2.300 esperienze create e inserite dai Local Expert.

“Welcome to Italy è un network di Dmc, fatta di 130 interlocutori, ossia agenzie che fanno incoming da anni, in graado di dare assitenza al cliente anche a destinazione – ha proseguito Adriano Apicella, amministratore delegato Welcome Travel Group -. Stiamo lavorando con Salesforce anche per questa business unit. L’obiettivo è un fatturato al 20% Italia su Italia e all’80% estero su Italia, vendendo un prodotto in esclusiva, appriopriandosi di un mercato che si era perso e riportando fatturato in agenzia. Welcometoitaly.com è al momento in 4 lingue, ma lo porteremo a 6 entro la fine dell’anno”. La piattaforma che è b2c serve da vetrina per il cliente finale e b2b per le adv.

I corridoi

Uno spiraglio di luce, seppur con un protocollo abbastanza rigido da spiegare ai clienti e da gestire: così Apicella ha commentato la notizia dell’apertura dei corridoi per sei destinazioni. Si pensi all’obbligatorietà della polizza sanitaria Covid, ha specificato l’a.d: “Si tratta di un argomento significativo, che va illustrato all’utente”. Ci sono almeno 4 tamponi da fare: il primo alla partenza, quello di metà settimana se si fanno 7 o 8 giorni, quello 48 ore prima di tornare e l’ultimo in aeroporto. Bisogna trovarlo un cliente disposto a fare 4 tamponi. Poi c’è il timore del contagio a destinazione. Il lavoro che va fatto ora – esorta Apicella – è di comunicazione presso i clienti. Il primo obiettivo è stato raggiunto, è positivo perché possono ripartire i viaggi di nozze. Gli agenti di viaggi sono stanchi, non per il troppo lavoro, ma perché vogliono riniziare a lavorare vedendo risultati”.  “L’importante è stare in movimento come aziende”, aggiunge il direttore network Andrea Moscardini .

I voucher

“Si deve partire dal principio che i voucher vanno rimborsati ai clienti – sostiene Apicella – e la proroga non può essere una soluzione. Le agenzie e i tour operator più strutturati hanno accantonato il denaro per rimborsare i voucher ai clienti. Al momento a livello di mercato si stima che il 40-45% dei voucher siano stati fruiti, il 50-55% non lo sia ancora. Sicuramente le aperture dei corridoi potranno essere un modo per convertire questi voucher. La soluzione che si potrebbe avere per le agenzie di viaggi più piccoline – ipotizza l’.ad.- che hanno utilizzato i voucher per sopravvivere in questi 18 mesi di difficoltà è di sfruttare il modello delle misure di sostegno alla liquidità che si sono avute a marzo dell’anno scorso, quindi dire all’agenzia di viaggi: ‘Cara agenzia, io ti finanzio tu via in banca, hai 30mila euro di voucher da rimborsare ai tuoi clienti, la banca ti finanzia per 30mila euro, paga direttamente i clienti e li rimborsa e l’adv rimborsa il suo finanziamento in dieci anni’. Una modalità che potrebbe dare al cliente il rimborso che è imprescindibile, che non prevede proroghe e aiuterebbe le agenzie in difficoltà che non hanno la liquidità necessaria per rimborsare il voucher al cliente”. Le associazioni ne stanno parlando, testimonia l’a.d, e questo è “un argomento che dobbiamo portare all’attenzione delle istituzioni”.

La cassa integrazione

Posto che si stanno ancora aspettando i Ristori del 2020 e quest’anno i bilanci delle agenzie e dei t.o. saranno ancora peggiori del 2020, evidenzia Apicella, c’è anche il nodo della cassa integrazione: terminerà il 31 ottobre per la maggior parte dei t.o. e delle adv e cosa succederà, si domanda l’a.d? “Pensiamo di ritornare dal 1° di novembre al 100% dei volumi del 2019? Nessuno può ipotizzare una cosa del genere. Se non ci sarà la cassa integrazione sarrà un problema enorme, perché i miei dipendenti li voglio tenere tutti. Ma se non ci sono volumi, migliaia di persone rischiano di uscire dal settore. E’ un tema sul quale ci vuole supporto. Con sei destinazioni aperte non si ritorna certo ai volumi del 2019, ci vogliono gli Stati Uniti e comunque tutto l’Oriente è chiuso, saranno necessari mesi e nella migliore delle ipotesi solo nel 2024 si riavranno i volumi del ’19. Voucher, cassa integrazione e ristori sono punti fondamentali”.

La valutazione dei conti economici

Ma c’è un altro problema: come verranno valutati i fatturati? “I rating sono basati sul conto economico e sono fondamentali per i plafond delle carte di credito. Bisogna capire quale modalità ci potrà essere per tutelare il rating delle agenzie di viaggi che non avranno dei conti economici presentabili nel 2022 e nel 2023. La carta di credito è uno strumento di lavoro per l’agenzia, non uno strumento di pagamento. Lo Stato dovrebbe dare della garanzie affinché le agenzie possano avere accesso al credito e agli strumenti di lavoro”, conclude Apicella.

Nicoletta Somma

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