Estate-inverno: la visione degli outlet

Se nel tracciare il bilancio dell’estate ministero, associazioni e operatori non sono allineati tra loro, gli outlet concordano, giudicando sostanzialmente positiva la stagione calda, complice persino la presenza degli stranieri. “Nei cinque Village della Land of Fashion – afferma Luca Zaccomer, marketing director Land of Fashion – abbiamo riscontrato una stagione turistica tutto sommato positiva. E’ chiaro che non si sono raggiunti i valori di presenze pre-pandemia; ciò è dovuto soprattutto all’assenza di alcune nazioni di riferimento nei diversi ambiti turistici di prossimità dei centri – prosegue il manager -. Inoltre le difficoltà imposte dalle normative dei singoli stati per i trasferimenti all’estero e l’assenza del turismo di lungo raggio dagli Stati Uniti, dalla Russia, dall’Inghilterra o da Israele, nostri mercati di riferimento extra-Ue, hanno certamente influito sulle presenze di visitatori esteri”. A colmare questo gap, ha corrisposto parzialmente un incremento di turisti italiani “che hanno privilegiato le località extra-urbane e con esse i nostri Village come luoghi ideali per una giornata dedicata allo shopping di qualità – spiega Zaccomer -. Si conferma, infatti, la tendenza a privilegiare la campagna rispetto alle città e zone turistiche considerate minori, ma non per questo meno attraenti, rispetto a mete ad alta frequentazione. In questo contesto l’ubicazione dei nostri Village è risultata ottimale per una giornata di shopping all’aria aperta in tutto relax”.

Simile la visione di Giulio Leporatti, head of tourism marketing & sales McArthurGlen Group: “Pur in un contesto difficile come quello attuale ed anche grazie ad un progressivo allentamento delle restrizioni durante l’estate – riscontra il manager -, abbiamo tuttavia osservato un progressivo aumento delle presenze nei nostri centri. Inizialmente, la risposta della clientela locale è stata particolarmente reattiva e positiva, ma con l’avvento dell’estate la componente turistica europea è progressivamente cresciuta. Si tratta ancora, prevalentemente, di clientela individuale: per il ritorno alla normalità dei ‘gruppi’ prevediamo invece tempi più lunghi”. Scalo Milano ritiene che la stagione estiva si sia chiusa “brillantemente – sostiene Davide Lardera, amministratore delegato Scalo Milano Outlet & More -, con performance superiori anche allo stesso periodo del 2019. I motivi di questo successo sono da riscontrare soprattutto nella nostra conformazione fisica – esamina Lardera -: siamo un outlet all’aperto, dove quindi la percezione della sicurezza è più elevata, prossimi a Milano e crocevia fra tre regioni. Un dato che ha contribuito alle ottime performance è quello relativo al ritorno dei turisti europei che hanno scelto come meta l’Italia”. Omar El Jarrah, marketing & communication manager Neinver per l’Italia, osserva: “Se guardiamo al 2020 possiamo definire l’estate come significativamente più positiva, con aumenti a doppia cifra sia per la clientela locale che per quella prettamente turistica. Rispetto al 2019 – avverte il manager – se consideriamo l’intero periodo fino ai primi di settembre siamo ancora in negativo rispetto al pre-pandemia. Da maggio, però, abbiamo avuto un effetto di rimbalzo e da giugno possiamo parlare di livelli sovrapponibili a due anni fa”. Le prospettive per l’inverno sono dunque buone secondo El Jarrah: “Non ci aspettiamo uno scenario simile a quello del 2020. Ci potrebbero essere restrizioni, ma l’impatto dovrebbe essere più marginale. In sostanza ci attendiamo un incremento dei risultati del 2020 e di attestarci sui numeri del 2019 per il quarter”.

Gli stranieri

Non sono mancate le presenze oltre confine, ma con qualche specifica: “La vera differenza rispetto al pre-Covid è che mancano i turisti extra-Ue – dice El Jarrah -. Fanno eccezione gli svizzeri, soprattutto a Vicolungo. Cina e Russia, che frequentavano i nostri centri in passato, in particolare a Castelguelfo, sono ancora assenti. Non sono stati la maggioranza, ma sono stati presenti gli statunitensi. Quel che è mutato è la modalità di fruizione – illustra il manager -: pre-pandemia registravamo gruppi organizzati, mentre quest’anno abbiamo visto gli individuali, con auto propria o noleggiata. Si tratta di un cambiamento importante e di conseguenza si sono ripensate le strategie di marketing, che si sono spostate sugli spazi digitali e sono state più unconventional: campagne targettizzate per localizzazione e linguaggio e utilizzo di piattaforme legate al mapping sono alcuni esempi concreti”.

“La clientela straniera è in sensibile ripresa – sottolinea Lardera -, aumentano le visite soprattutto dai Paesi quali Francia, Svizzera, Germania e Olanda. A Scalo Milano Outlet & More abbiamo intrapreso sin dall’inizio della pandemia un’importante attività di comunicazione verso un nuovo target: le comunità expat di Milano, 470mila, e Lombardia, 1,15 milioni. Comunità definite ‘long stay tourists’, composte da manager aziendali, diplomatici, e studenti universitari fuori sede – asserisce l’a.d. -. Parlare la loro lingua, declinare la comunicazione sui rispettivi valori culturali ci ha permesso di avvicinarci in maniera coerente ad un target con precise esigenze d’acquisto. Per noi questa scelta ha rappresentato un’ottima opportunità per mantenere il dialogo con le comunità internazionali: Cina, Uk, Usa, Francia e Spagna”. Una risposta incoraggiante è arrivata “soprattutto dai mercati di lingua tedesca, tradizionali frequentatori del Belpaese, ma anche da Svizzera e Francia – illustra Leporatti -. Tutti i mercati dell’Est Europa stanno poi mostrando tassi di crescita interessanti anche in prospettiva. Stiamo ancora monitorando i flussi dal mercato Uk e manca il turismo di lungo raggio per le note restrizioni ai viaggi, mercati chiave per lo shopping di lusso, ma guardiamo al futuro positivamente”. Il turismo extra Schengen rappresenterà secondo il manager “un fattore strategico in chiave prospettica e in previsione di un auspicato allentamento delle restrizioni nel 2022, stiamo concentrando i nostri sforzi sui mercati del Medio Oriente, Russia e Ucraina per favorire una ripresa dei flussi, in parte già anticipati da una ripresa discreta delle presenze quest’estate – anticipa Leporatti -. Stiamo infine presidiando gli Usa e continuiamo a mantenere le relazioni con i nostri partner nei mercati asiatici, in particolare Corea, Sud Est asiatico e Cina, che hanno ampi margini di miglioramento nel medio termine”. “Già all’inizio dell’estate abbiamo rilevato la presenza nei Village di visitatori esteri, provenienti da Olanda, Belgio, Francia, Nord Europa e come sempre Germania, Austria e Svizzera – conferma Zaccomer -. Si tratta però di un turismo individuale, piccoli nuclei famigliari o visitatori ricorrenti che hanno a disposizione seconde case nelle località turistiche dei laghi ed in campagna. I laghi di Garda ed Iseo come meta privilegiata dai tedeschi, ma anche le colline toscane e le spiagge di Puglia e Friuli in diretto collegamento con le nostre destinazioni di shopping. Ad oggi stiamo registrando anche la timida presenza di un qualche gruppo organizzato – aggiunge Zaccomer -, bus operator che riprendono le proposte di escursioni giornaliere e che recepiscono lo shopping come parte integrante ed integrata della giornata. Ed è proprio ai bus operator che abbiamo dedicato 2 giornate-evento presso i nostri Village di Palmanova e Franciacorta; il primo realizzato in primavera, mentre in Franciacorta il 1° ottobre si è tenuto un workshop a cui hanno partecipato una trentina di bus operator dell’area Dach grazie alla collaborazione con Visit Brescia”.

Nicoletta Somma

 

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