Digital e distribuzione, quanta strada da fare

Cambia il concetto di viaggio e cambiano, inevitabilmente, le leve per la ricostruzione del settore. Sempre più fondamentale diventa l’estensione spazio-temporale dell’esperienza turistica sia fisica sia digitale.

Il neverending tourism rappresenta la possibilità di protrarre l’esperienza turistica nello spazio così come prima e dopo il viaggio. Una nuova offerta, fatta di contenuti online o di prodotti del territorio, può essere distribuita per anticipare nel pre-trip e proseguire nel post-trip la relazione con il cliente e generare ricavo.

“Gli operatori devono ragionare in un’ottica più estesa per arrivare all’utente finale attraverso una molteplicità di canali in un rapporto che continua nel tempo”, spiega Eleonora Lorenzini, direttore dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano.

Il turismo postpandemia ha bisogno di informazioni e dati per non perdere tempo prezioso.

“Il digital hub nazionale del turismo citato nel Pnrr – prosegue la ricercatrice – sarà utile per supportare lo sviluppo della data valorization a livello di imprese e territori. Anche la Commissione Europea sta spingendo molto sulla data valorization, in particolare puntando sulle città e supportando la dotazione di piattaforme in grado di gestire diverse forme di dati – pagamenti, telecomunicazioni, prenotazioni ed eventi – per una cabina di regia a disposizione dei player. È ancora da definire il modello da usare ma sta per partire un progetto pilota in cui verranno coinvolte 50 città europee”.

Anche il Politecnico milanese, nel frattempo, ha condotto una ricerca con AppQuality sulle 17 città più visitate secondo Euromonitor, viste come pillar dell’offerta turistica.

“Abbiamo valutato i loro siti turistici ufficiali e i servizi offerti, e-commerce compreso. In Italia, nella selezione, erano presenti Firenze, Milano, Roma e Venezia e il risultato ha dimostrato come nel nostro Paese ci sia ancora molto da fare in termini di digitalizzazione e di comunicazione dell’offerta. La possibilità di acquistare card cittadine, per esempio, è incentivante nel portare visitatori nei musei e nelle attrazioni, anche le meno note. È fondamentale si attivino i diretti interessati, altrimenti l’offerta sarà gestita dalle Ota con un ridotto portafoglio delle solite, principali esperienze mentre le destinazioni devono essere padrone della distribuzione dell’offerta locale, senza rimanere dipendenti dai blockbuster. Importante è anche aggregare i servizi turistici per facilitare una più immediata e approfondita conoscenza da parte del viaggiatore”.

“Se non si organizza e si comunica correttamente l’offerta – conclude Lorenzini – si genera un pericoloso disvalore”.

Paola Olivari

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