Turismo responsabile: la partita che le adv possono giocare

“Parlare di sostenibilità ora non è facile”, Maurizio Davolio, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile e consigliere di Fiavet Emilia Romagna e Marche, lo ha detto molto chiaramente durante il recente consiglio direttivo della associazione, in quanto ora “gli operatori riflettono su come sopravvivere e ripartire, le loro destinazioni sono ancora escluse dai corridoi, inoltre, operano in Paesi poveri del Sud del mondo dove la situazione è difficile”, fa presente Davolio.

Digitalizzazione e sostenibilità

A quanto fatto osservare le linee di finanziamento europee sono “sempre più focalizzate su digitalizzazione e sostenibilità, il che riguarda fondi ordinari e Pnrr”. In base alla sua esperienza ha potuto constatare che “i territori in Europa che hanno intrapreso la strada della sostenibilità lo hanno fatto parlando con gli operatori turistici”, ciò vuol dire che il discorso è stato affrontato assieme all’industria turistica. Sono percorsi a cui partecipano i rappresentanti economici e del turismo, “ovunque nascono comitati, sono percorsi partecipati e in questo modo è molto più probabile che queste azioni diventino concrete”.

Il ruolo del trade

L’aspetto che è stato messo in luce riguarda i t.o. e le adv che hanno “molte carte da giocare in tal senso, in quanto possono adottare delle buone pratiche di sostenibilità in termini di scelte di fornitori o di esperienze proposte durante il viaggio. Possono giocare delle carte che qualificano il prodotto”. Anche i dettaglianti hanno un ruolo attivo in tutto ciò, in quanto possono “indirizzare il cliente verso prodotti con tali caratteristiche, facendo leva sulla loro consulenza professionale, o orientare verso comportamenti corretti in ottica di sostenibilità”.

Stefania Vicini

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