Wttc: “Via i semafori”, la Ue ci pensa

All’inizio di questa settimana, il Wttc ha unito le forze con una serie di associazioni di viaggi e turismo come Airports Council International, European Travel Commission e Cruise Lines International Association, invitando i governi della Ue a rimuovere tutti i sistemi a “semaforo” e passare da parametri basati sul rischio Paese a rischio viaggiatore. E’ previsto un vertice sul tema.

Il contributo del settore europeo dei viaggi

Il contributo del settore europeo dei viaggi e del turismo al Pil crescerà di meno di un quarto quest’anno, dice il Wttc. L’occupazione nel settore rimane stagnante nel 2021, tuttavia, con le giuste misure, il numero degli occupati l’anno prossimo potrebbe superare i livelli pre-pandemia. Con milioni di cittadini europei in più completamente vaccinati, la spesa internazionale dovrebbe rimbalzare di quasi l’80% nel 2022.

Le ultime ricerche del World Travel & Tourism Council (Wttc) mostrano che la ripresa anno dopo anno del settore europeo dei viaggi e del turismo potrebbe raggiungere solo una crescita del 23,9% quest’anno.

I dati attestano che questa lenta ripresa è dovuta alle restrizioni ai viaggi durante tutto l’anno, in particolare nel primo semestre. Prima che la pandemia colpisse, il contributo del settore europeo dei viaggi e del turismo al Pil rappresentava 1,92 trilioni di euro (9,5% dell’economia totale).

Tuttavia, secondo la ricerca, e sulla base dell’attuale tasso di ripresa, il contributo del settore al Pil potrebbe vedere un aumento di meno di un quarto (23,9%) nel 2021, rimanendo indietro rispetto alla crescita attesa del settore globale del 30,7%.

I dati rivelano anche che nel 2022 il contributo di Travel & Tourism all’economia europea potrebbe vedere un ulteriore aumento anno su anno del 38%, con un aumento di 439 miliardi di euro.

Leggero aumento

Sebbene lontana dai livelli pre-pandemia, la crescita del settore ha visto un leggero aumento grazie al successo del lancio delle vaccinazioni e alla mobilità intraeuropea, supportata dal certificato digitale Covid della Ue, lanciato all’inizio di luglio di quest’anno, ma con le frontiere chiuse a livello internazionale l’Europa ha faticato a riprendersi.

L’ente del turismo globale afferma che mentre l’aumento dei viaggi nazionali ha fornito un certo sollievo, non è sufficiente per ottenere il pieno recupero necessario per salvare l’economia europea e milioni di posti di lavoro.

Spesa interna e spesa internazionale

La ricerca prosegue dimostrando che mentre la spesa interna è destinata ad aumentare del 30,2% su base annua nel 2021, la spesa internazionale dovrebbe registrare un aumento minore di appena il 19,3% quest’anno, raggiungendo i 242 miliardi di euro, ben al di sotto dei livelli pre-pandemia di 560 miliardi di euro nel 2019.

L’anno prossimo, la spesa interna dovrebbe aumentare del 27,7%. Tuttavia, con restrizioni allentate in molti Paesi europei e con milioni di cittadini europei in più completamente vaccinati, la spesa internazionale dovrebbe rimbalzare del 77,2% di anno in anno.

I dati del 2019

Nel 2019, il settore europeo dei viaggi e del turismo ha sostenuto oltre 38 milioni di posti di lavoro. Dopo aver subito una perdita di 3,6 milioni di posti di lavoro lo scorso anno, quando la pandemia ha portato i viaggi internazionali a un arresto quasi completo, la crescita dell’occupazione è destinata a rimanere stagnante quest’anno. Tuttavia, la ricerca del Wttc prevede un aumento del 15,7% dei posti di lavoro nel 2022, aumentando di 5,5 milioni di posti di lavoro per raggiungere i livelli pre-pandemia.

Servono regole armonizzate

Dal canto suo Julia Simpson, presidente e ceo del Wttc, ha dichiarato: “La nostra ricerca mostra che mentre il settore europeo dei viaggi e del turismo sta lentamente iniziando a riprendersi, c’è ancora molta strada da fare. Con i confini di molti Paesi europei ora aperti ai viaggi internazionali per i viaggiatori completamente vaccinati, la ripresa economica della regione sarà accelerata il prossimo anno. Ciò potrebbe ripristinare milioni di posti di lavoro e mezzi di sussistenza che si basano su un fiorente settore dei viaggi e del turismo. Abbiamo bisogno che i governi sostituiscano il mosaico di restrizioni con una serie di regole armonizzate per i viaggi“.

Le cinque misure da rispettare

Secondo la ricerca condotta da Oxford Economics per conto del Wttc, il contributo del settore al Pil della regione e all’aumento dei posti di lavoro potrebbe essere più positivo quest’anno e il prossimo, se i governi di tutto il mondo rispetteranno cinque misure vitali. Le misure includono la possibilità per i viaggiatori completamente vaccinati di circolare liberamente, indipendentemente dalla loro origine o destinazione finale.
In secondo luogo, l’implementazione di soluzioni digitali che consentano a tutti i viaggiatori di dimostrare facilmente il proprio stato Covid (come il certificato digitale Covid della Ue), accelerando a loro volta il processo alle frontiere di tutto il mondo.
In terzo luogo, affinché i viaggi internazionali sicuri riprendano completamente, i governi devono riconoscere per tutti i vaccini autorizzati dall’Oms e, in quarto luogo, il sostegno continuo all’iniziativa Covax/Unicef per garantire un’equa distribuzione dei vaccini in tutto il mondo. Infine, la continua attuazione di protocolli avanzati di salute e sicurezza, che rafforzeranno la fiducia dei clienti. Se queste cinque misure saranno seguite entro la fine del 2021, la ricerca mostra che l’impatto sull’economia e sull’occupazione in tutta Europa potrebbe essere considerevole. Numeri alla mano il contributo del travel & tourism al Pil potrebbe aumentare del 28,8% (quasi 270 miliardi di euro) entro la fine di quest’anno, seguito da un aumento anno su anno di un ulteriore 40,3% (oltre 480 miliardi di euro) nel 2022. Anche la spesa internazionale trarrebbe beneficio dall’azione del governo e registrerà una crescita del 26,3% quest’anno e un aumento significativo dell’81,8% nel 2022.
La crescita del settore potrebbe avere un impatto positivo anche sull’occupazione, con un aumento dei posti di lavoro del 4% nel 2021. Tuttavia, con le giuste misure a sostegno il numero degli occupati nel settore l’anno prossimo potrebbe superare i livelli pre-pandemia con un incremento annuo del 17,6%, raggiungendo quasi 43 milioni di posti di lavoro.

 

 

 

 

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