Polizza obbligatoria: un deterrente o una sicurezza?

La pandemia ha aumentato la propensione del cliente a scegliere tutele assicurative, ma con l’apertura dei corridoi la polizza è diventata obbligatoria. Il cliente deve, pertanto, non solo sottoporsi a diversi tamponi per concedersi una settimana di  vacanza, ma anche acquistare una soluzione che lo copra da eventuali problematiche legate al Covid. Quest’aspetto potrebbe rappresentare un deterrente nell’acquisto di un pacchetto di viaggio?

Un deterrente o un elemento di tranquillità?

Oggi l’assicurazione è spesso richiesta dal cliente stesso – risponde il presidente di Assoviaggi Gianni Rebecchi -, per cui non lo considero un deterrente, ma una maggiore garanzia e tranquillità per viaggiare. I tamponi al contrario, cosi come sono previsti dall’ordinanza del ministero della Salute in merito ai corridoi turistici, sono sicuramente un deterrente. Gli altri Paesi europei non prevedono protocolli così rigidi per chi in possesso di Green Pass con ciclo vaccinale completato. Dobbiamo allinearci agli altri Stati europei nei quali non è previsto il divieto agli spostamenti per turismo”.

Sulla stessa linea Daniela Panetta, direttore commerciale Ergo Assicurazione Viaggi: “Sicuramente l’obbligatorietà della copertura assicurativa non viene vista come deterrente, anzi, il fatto di avere a disposizione una polizza conforme a requisiti ben precisi di sicurezza credo possa essere un elemento a favore della scelta di prenotare  e non viceversa – afferma la manager -. Discorso diverso per i tamponi, che sono numericamente e finanziariamente impattanti, specialmente per una famiglia. Inoltre, il rischio di positività in viaggio e il conseguente obbligo di una quarantena in condizioni tutte da verificare è un elemento sicuramente determinante per convincere il cliente a rimandare il viaggio a tempi migliori”.

“Sicuramente la pandemia ha spinto molte persone a capire l’importanza delle polizze travel – conferma Massimo Borelli, responsabile commerciale di Ami Assistance – e indubbiamente tutta questa situazione sta portando a un aumento della propensione a stipulare polizze. L’assicurazione non è quindi un elemento che può far cambiare idea rispetto al partire o meno, anzi, dà un senso di tranquillità rispetto alla situazione che stiamo vivendo”.

L’apertura di alcune destinazioni chiave e dei corridoi rappresenta un importante momento di svolta nel percorso verso la ripresa del comparto – sostiene Guido Dell’Omo, business leader retail Axa Partners  Italia –. Ritengo tuttavia che non sarà immediato il ritorno ai volumi pre-Covid. Siamo da sempre un popolo sensibile agli imprevisti di viaggio, spesso i primi a fermarci e gli ultimi a ripartire. Non parlerei di deterrente, ma certamente l’assicurazione dovrà sempre più entrare nel novero deimust have da avere sempre in valigia. La sensibilità verso il prodotto assicurativo è già notevolmente aumentata, sarà necessario però cristallizzare e stabilizzare questa nuova buona abitudine”.

Secondo Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T, “per molti clienti oggi la polizza è una condizione irrinunciabile per viaggiare con la dovuta serenità e c’è molta consapevolezza sui rischi, sulle garanzie disponibili e sul tipo di prestazioni a cui si ha diritto in caso di necessità. La pandemia ha accelerato un trend che era già in atto da qualche anno verso una rinnovata sensibilità del mercato sul tema dell’assicurazione viaggio. Anche gli agenti hanno rivalutato il prodotto, considerandolo non più solo una voce ancillare, ma uno strumento fondamentale per proteggere il cliente e, di conseguenza, il proprio business”.

Noi di Allianz Global Assistance riteniamo che l’assicurazione viaggio rappresenti uno strumento fondamentale per favorire le prenotazioni  – dice Gabriele Mannucci, head of travel market Allianz Partners -, perché contribuisce a garantire sicurezza e serenità. La pandemia ha fatto emergere infatti in modo chiaro un crescente bisogno di sicurezza da parte dei viaggiatori, che oggi hanno un atteggiamento più consapevole e più maturo nei confronti delle polizze di viaggio. Chi parte oggi vuole farlo in serenità, e vede nell’assicurazione proprio un elemento di sicurezza e maggiore tranquillità. Lo abbiamo visto già quest’estate – precisa il manager -quando abbiamo registrato una crescente propensione a dotarsi di una copertura assicurativa non solo tra chi andava all’estero, ma anche da chi si muoveva restando in Italia: un turista che in passato non era particolarmente incline o si limitava spesso alla copertura annullamento, sempre più spesso oggi tende ad includere i servizi di assistenza”.

Da un sondaggio recentemente realizzato da Europ Assistance, racconta Massimiliano Sibilio, chief travel officer – emerge che il 31% dei viaggiatori che prima non acquistava un’assicurazione viaggi ora la ritiene necessariaSolo il 13% ritiene che sia importante assicurarsi solo durante il periodo della pandemia e un 5% dichiara che non partirà mai più senza un’assicurazione viaggio. In generale – aggiunge Sibilio – pensiamo che la pandemia abbia aumentato la sensibilità dei viaggiatori per un importante servizio come la polizza viaggi, soprattutto se corredata da un’efficace assistenza ovunque ci si trovi. Crediamo che sia una tendenza destinata a restare anche in futuro e rappresenta il sostegno che il settore assicurativo può dare a quello turistico”.

“L’apertura sperimentale di appositi corridoi Covid-free verso alcune mete extra Ue selezionate – testimonia Stefano Pedrone, responsabile divisione turismo di Nobis Assicurazioni – rappresenta in primo luogo una buona notizia per le agenzie di viaggio, per le compagnie assicurative che operano nel segmento del travel insurance e in generale per tutti gli operatori del turismo. Come è normale che sia, in uno scenario in cui la pandemia è in forte flessione, ma non è certamente scomparsa, il ministero della Salute ha stabilito regole molto rigorose da rispettare, tra le quali vige l’obbligo di presentarsi all’imbarco con un tampone molecolare o antigenico negativo eseguito nelle 48 ore precedenti e di stipulare un’assicurazione sanitaria per eventuale rimpatrio. Non crediamo che queste nuove regole, per quanto stringenti, possano rappresentare un deterrente per i viaggiatori che, finalmente, dopo parecchio tempo, avranno la possibilità di tornare ad assaporare il piacere di un viaggio verso molte destinazioni”.

Nicoletta Somma

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