Congressi ed eventi chiedono di abolire il distanziamento

Il recente successo del G20, che dal 30 al 31 ottobre si è tenuto a Roma alla presenza dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi e dei rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali e regionali, ha confermato la necessità di salvaguardare il comparto della live industry e degli eventi, fattore primario per garantire la realizzazione di un avvenimento come quello appena concluso con  successo ed eco internazionale. Successo dovuto anche grazie alla responsabilità dei professionisti del comparto che. nonostante tutti i sacrifici patiti fino ad oggi, con grande professionalità, creatività e senso del dovere lo hanno reso memorabile. Quanto appena avvenuto non è ancora sufficiente per far accendere una volta per tutti i riflettori e salvaguardare un comparto in continua sofferenza, sempre a rincorrere decreti legislativi, in molti casi tardivi, fa presente una nota.

No distanziamento

Come il decreto legge n.139 dell’8 ottobre che ha stabilito la piena capienza per cinema e teatri, cancellando il distanziamento di un metro tra gli spettatori, ma non facendo assoluta menzione del comparto congressi ed eventi. La Conferenza delle Regioni riunitasi il 13 ottobre ha fatto giustizia equiparando le location per eventi, le sale meeting e i centri congressi ai luoghi della cultura, cancellando cioè il distanziamento sociale. Le linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali aggiornate con questa tanto attesa misura sono state inviate al Governo per essere recepite con ordinanza dal ministro della Salute, ma da allora, silenzio. Ecco il perché #Italialive chiede ai ministeri competenti un intervento sul tema distanziamento e capienza per avere risposte concrete. “Da sempre abbiamo manifestato grande responsabilità nell’affrontare le ultime avversità ma nonostante tutto e ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati non rientra tra le priorità, anche temporali del Governo, per contribuire a portare il Paese verso una nuova normalità. Per essere ancora più chiari – sottolinea la nota – l’industria dei congressi e degli eventi è dal 13 ottobre in attesa di un’ordinanza che le permetta di lavorare a pieno regime dopo un fermo durato oltre un anno. Il ritardo del ministro nell’emettere l’ordinanza sta compromettendo l’anno congressuale. Organizzare un congresso o un evento con il distanziamento di un metro fa chiaramente aumentare i costi di affitto degli spazi e, quindi, frena la volontà e bisogno di aziende e associazioni di organizzare eventi e congressi proprio nel momento della ripartenza del turismo e Made in Italy”.

Senza dimenticare inoltre, che i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione e applicano i protocolli di sicurezza stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” elaborati da Federcongressi&eventi e approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province.

La denuncia di #Italialive

La domanda che il comparto si pone è il perché di questo ennesimo stop. Ormai non c’è solo un problema di entità delle risorse, ma anche di tempo, vien fatto presente. L’ennesima denuncia arriva da #Italialive, il manifesto che riunisce le associazioni del comparto. “Nonostante la event industry sia una leva fondamentale per fare ripartire l’economia, come dimostrato dal sistema fieristico, dagli eventi aziendali, dagli incentive, dai grandi eventi sportivi e, in ultimo, ma non meno importanti, dai grandi summit politici ed economici internazionali, rimaniamo davvero stupiti per la scarsa considerazione che proprio il mondo politico dedica al nostro settore – ribadisce Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive -. In questa fase così importante per il Paese non intendiamo rischiare, ancora una volta, di essere il fanalino di coda della ripresa in atto e vanificare gli sforzi e i sacrifici fini qui fatti”.

“Comprendiamo tutte le ragioni di merito, ma siamo ormai davvero esausti – aggiunge Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive -. Nonostante i confronti con i rappresentanti di riferimento del nuovo Governo a oggi i nostri operatori stanno affrontando il periodo dell’anno che concentra la maggior parte degli  eventi e dei congressi senza poter contare su un’ordinanza che equipari la capienza dei nostri spazi a quella di cinema e teatri. Il prolungarsi di questa diseguaglianza si traduce in un ingente danno per un settore come il nostro che ha bisogno anche di tempi lunghi di programmazione”.

 

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