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Investimenti nel mondo: il nodo è l’accesso al finanziamento

Secondo l’ultimo report “Global Hotel Investor Sentiment Survey” di Jll, società specializzata nel settore real estate, nel primo semestre 2021 gli investimenti nel mercato alberghiero hanno raggiunto i 22 miliardi di dollari nel mondo, registrando un incremento pari al 26% rispetto all’anno precedente. Il sentiment del settore si conferma essere piuttosto positivo, con il 51% dei partecipanti alla ricerca che si è dichiarato interessato a incrementare gli investimenti nell’hospitality anche nel corso del secondo semestre dell’anno. Il 29% degli investitori si è mostrato propenso ad acquisire asset per più di 200 milioni di dollari, aspettative molto positive influenzate non solo dal più elevato livello di fiducia nella ripresa del settore, ma anche dalla consapevolezza che nel periodo post Covid si potranno delineare maggiori opportunità rispetto agli anni precedenti. Secondo il 60% degli investitori, le operazioni di cessione si concentreranno in Europa e Nord America, con un’accelerazione del ritmo delle transazioni nella seconda metà del 2021 e un conseguente aumento dell’offerta per i player che intendono espandere il proprio portafoglio immobiliare.

Accesso al finanziamento

Diversamente, l’accesso al finanziamento del debito risulta più complesso rispetto al periodo pre-Covid per circa il 44% degli intervistati. Dalla ricerca emerge inoltre un aumento del costo complessivo del debito rispetto ai livelli pre-pandemici. “La disponibilità di liquidità esistente nel mercato ed il forte interesse da parte dei principali player ad investire nel settore alberghiero, sta continuando anche nel secondo semestre dell’anno a conferma del grande dinamismo che sta attualmente vivendo il settore dell’hospitality – ha commentato Claudia Bisignani, head of hotel & hospitality di Jll Italia -. Grazie al tasso di vaccinazione in aumento in tutto il mondo, ci aspettiamo nel breve periodo anche una maggiore mobilità con un impatto significativo sui flussi turistici leisure e business”. Nell’ultimo anno l’industria alberghiera ha lavorato molto per accelerare i tempi di ripresa e offrire strutture e servizi sempre più competitivi e vicini alle nascenti richieste del mercato, ha spiegato l’analista, e attraverso opere di riqualificazione e un focus su nuovi concept come open house, lifestyle, wellness hotel e medical spa.

Il tema Esg

La pandemia ha portato maggiore attenzione verso il tema Esg, prioritario in un settore come quello dell’hospitality che ha un business operativo 24/7, 365 giorni l’anno, ed emissioni di carbonio tra le più intense rispetto ad altri tipi di proprietà. “Questa asset class può trarre ampi benefici dalla scelta di operation ed edifici più sostenibili, con un risparmio per gli operatori alberghieri che si attesta tra il 20% e il 40%”, ha concluso.