L’Italia a Wtm: focus sull’incoming dal Regno Unito

“Un nuovo inizio che porta con sé valori rinnovati su cui puntare, un revenge travel che segna il grande ritorno al viaggio dopo un anno di limitazioni e che vede i turisti più motivati che mai. Si torna a parlare di incoming e l’Italia è la seconda destinazione più cercata in Europa (12,2 mln di voli ricercati) e la terza nel mondo”. E’ questo il commento di Giorgio Palmucci, presidente di Enit, a chiusura del Wtm di Londra, per la prima volta dopo due anni in presenza con tutte le regioni italiane e con il coinvolgimento di oltre 130 stakeholders.

L’evento ha dato l’occasione per un focus sull’incoming tricolore dalla Gran Bretagna. I turisti dal Regno Unito sono infatti storicamente ai primi posti della classifica italiana: la spesa turistica dei viaggiatori dal Regno Unito si aggira intorno ai 3,8 miliardi di euro e aumenta tendenzialmente del +7%. Le regioni su cui spendono di più gli inglesi sono Lazio (655,3 milioni di euro), Lombardia (536 milioni di euro) e Campania (514 milioni di euro) che acquisiscono il 45% circa del totale della spesa. Gli alberghi e villaggi turistici assorbono il 55,2% della spesa totale dei viaggiatori, pari a 2,1 miliardi di euro (+1,1%).

Sono 13,7 milioni le presenze negli esercizi ricettivi dal Regno Unito in Italia. Ai primi posti il Veneto (con 2,6 milioni presenze), la Campania (1,9 milioni) e la Lombardia (1,6 milioni), che accolgono il 44,6% delle notti totali. In Calabria si verifica la crescita più alta dei flussi turistici (+44,3%). Gli inglesi preferiscono l’accoglienza in hotel: infatti, con 10 milioni di presenze, gli alberghi assorbono il 73,5% del totale.

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