Francia, il piano decennale di Macron per il turismo

Emmanuel Macron ha svelato le sue ambizioni in ambito turistico al primo Destination France Summit, che si è svolto ieri all’Eliseo. Il presidente della Repubblica francese ha presentato le sfide del settore per i prossimi dieci anni.

Gli aiuti al settore 

La Francia, prima destinazione turistica per numero di visitatori (90 milioni di turisti stranieri nel 2019) deve ora riprendersi dopo la pandemia. “Se il virus ha un nemico, sono i mestieri della convivialità che sono al centro delle vostre attività. Il turismo è stato il settore più colpito, è stato drammatico a livello internazionale. La scelta è stata fatta. Sostenere i professionisti del turismo”, ha detto il capo di Stato, come riporta una testata trade francese.

All’inizio di settembre 2021, il livello degli aiuti al settore ammontava a 38 miliardi di euro. “La Francia è uno dei Paesi ad aver più sostenuto il settore”, ha sottolineato. Per Macron, i punti di forza storici del Paese (cultura, patrimonio, sport), il piano di ripresa, la strategia sanitaria con l’implementazione del vaccino e il pass sanitario, mettono la Francia “in buona posizione”. Vero è che durante la crisi “non è stata la prima destinazione mondiale” ed è quindi necessario recuperare.

Le sfide attuali 

L’anno scorso, il Paese ha accolto 40 milioni di visitatori stranieri. Ora la sfida è “continuare a sviluppare e aiutare a costruire sinergie con tutti i player per trasformare la destinazione Francia”. Per farlo, il Capo di Stato francese vuole spingere sulla qualità: “Bisogna passare da una riflessione quantitativa a un pensiero qualitativo – ha detto -. I turisti vengono in cerca di un’esperienza e noi abbiamo una risorsa straordinaria, il tocco francese”.

L’altra sfida sarà l’adeguamento delle infrastrutture di trasporto. “Abbiamo molto lavoro da fare”, ha riconosciuto Macron. Il suo intento è lavorare, per il fronte ferroviario, aereo e marittimo, in termini di “ammodernamento e riqualificazione. Dobbiamo fare della Francia un vero hub regionale e internazionale, e questa è una vera sfida nei confronti delle questioni legate al clima”. Intermodalità e sviluppo di percorsi verdi e blu sono tra i temi.

Il fronte alberghiero 

Un altro tema del discorso di Macron è l’upgrade del settore alberghiero e della ristorazione, sia nella Francia continentale sia nei territori d’oltremare. “Abbiamo una grande sfida sul territorio francese per modernizzare le nostre infrastrutture, dobbiamo lavorarci massicciamente. Abbiamo tesori nei territori d’oltremare e quando ci confrontiamo con alcuni vicini, non siamo al loro livello nelle infrastrutture. A questo proposito, voglio che si riesca a mobilitare una risposta in connessione con la Caisse des Dépôts, ma anche con iniziative private e pubbliche. Dobbiamo attirare gli investitori”.

Tra risorse umane e sostenibilità 

Un’altra sfida sarà l’occupazione e la gestione delle risorse umane. “In tutte le nostre attività, ci troviamo di fronte a bisogni di manodopera insoddisfatti”. Pertanto, sarà necessario reinventare “un modello per attrarre i giovani”. A tal proposito Macron cita retribuzione, ciclo orario, piano formativo, affermando che crede “molto nell’apprendistato”.

Il presidente della Repubblica francese vuole anche uno sviluppo turistico sostenibile e responsabile. “Anche la Francia dovrà accelerare la transizione turistica e darsi i mezzi per diventare la prima destinazione socialmente e ambientalmente sostenibile entro il 2030. Il settore del turismo rappresenta l’11% delle nostre emissioni di gas serra, dobbiamo ripensare le cose. La mia filosofia è che non dobbiamo farne un elemento di vincolo, ma di opportunità”.

Digitale e digitalizzazione 

Digitale e digitalizzazione sono un altro pilastro della strategia presidenziale. “Dobbiamo accelerare la digitalizzazione dei player più piccoli, delle piccolissime imprese e delle Pmi”, ha detto Macron. Accanto al sistema France Relance, “dobbiamo continuare a fare progressi sulla digitalizzazione”. A suo dire il livello degli investimenti nel settore, che era di 15 miliardi di euro all’anno prima della crisi, deve raggiungere i 20 miliardi. Il messaggio per il futuro è molto chiaro: “Dobbiamo pensare a 5-10 anni perché la destinazione Francia torni ad essere una destinazione di punta”, ha detto.

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