Business travel, scocca l’ora della sostenibilità

L’argomento non è nuovo, se ne parla da molti anni e, nonostante le buone intenzioni dichiarate molto poco si era visto in pratica nel business travel fino a prima della pandemia. Nei viaggi d’affari il capitolo saving ha sempre avuto una centralità non permeabile da altre istanze ma ora tutto è cambiato.

Il Cop26 ha riportato l’attenzione del mondo sul tema della sostenibilità e l’evidenza scientifica del cambiamento climatico in atto – che si sta manifestando in un susseguirsi di calamità naturali – è confermata dalla maggioranza degli scienziati. Mentre altri settori del mercato operano attivamente sulla riduzione delle emissioni, quelle dei trasporti – e in particolare dell’aviation – sono oggi più che mai nel mirino.

Con il graduale ritorno dei viaggi d’affari, il settore riconosce che la sostenibilità – e in particolare l’attenzione all’ambiente – sarà fondamentale nei prossimi anni. Si aggiungano l’attenzione sugli investimenti Environmental, Social and Governance da parte della comunità finanziaria e l’obbligo civile e morale a una duty of care mai vista prima. Se n’è già parlato in passato? Sicuramente, ma probabilmente questa volta è diverso perché il cambiamento imposto dalla pandemia ha modificato la vita stessa.

Il cambiamento è dettato dalla domanda

Un esempio, come riporta Business Traveller, arriva da Reed and Mackay, travel and event management company londinese parte di Trip Actions, che offre tramite il produttore Saf Neste carburante avio sostenibile.
“La ragione per cui abbiamo cercato questa partnership – spiega Chris Truss, International Development Director and Head of Sustainability Reed and Mackay.- è la grande quantità di richieste da parte dei nostri clienti di viaggiare in modo sostenibile. Ci sono altre opzioni per ridurre la carbon footprint, come la contrazione dei viaggi e la compensazione, ma permettere ai nostri clienti di usare carburanti sostenibili è una soluzione molto efficace. Le aziende vedono questo passaggio parte dei propri programmi futuri. In prospettiva si viaggerà meno ma lo si farà nel modo più sostenibile possibile”.

“Il Covid – dichiara Manuel Brachet, vice president of Commercial and Customer Success Egencia – ha portato le aziende a reimpostare i loro travel program incorporandovi la sostenibilità. Nel nostro tool online abbiamo un  display comparativo aereo-treno. Collaboriamo con il Dipartimento dell’ambiente, dell’alimentazione e degli affari rurali del Regno Unito per la compensazione delle emissioni di carbonio degli hotel, ma i nostri clienti aziendali definiscono un hotel sostenibile in base ai loro criteri particolari. Il nostro team di acquisizione fornisce anche input agli hotel sui criteri di sostenibilità più apprezzati dai clienti”.

Secondo Christophe Peymirat, head di Uber for Business, Emea, “i clienti aziendali in Europa puntano su tre cose: sicurezza, costi e sostenibilità. Tutte le grandi aziende vogliono sapere le emissioni di carbonio che stiamo generando con i loro viaggi. Attraverso le loro travel management company ottengono i report di CO2 sui loro voli, e lo vogliono da noi sui trasporti via terra. Da questa esigenza è nata Uber Green e il Clean Air Plan,un impegno a essere completamente elettrici a Londra e Amsterdam entro il 2025, per il 50 per cento altre sette grandi città europee ed entro il 2030 al 100% nella maggior parte dei mercati europei. Stiamo sostenendo gli automobilisti a comprare le auto e incoraggiando i produttori a fornire le auto. Questa svolta è dettata dalle request for proposals cui stiamo rispondendo”.

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